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Discussione: 90° Di Erich Priebke

  1. #341
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    In Origine Postato da Pasquin0
    infatti il vero olocausto fu quello dei russi.


    Il vero olocausto è quello dei cervelli. Non lo dico con intenti offensivi: nasciamo tutti lobotomizzati, ricostituire l'integrità cerebrale è un'impresa ardua, di cui il revisionismo olocaustico (pubblico o privato) non è che un passo.
    L'umanità oscilla tra una serie di malattie mentali: manie di persecuzione, sensi di colpa ineffabili, manie di grandezza, necrofilia. In quest'ultima categoria rientra il sottile piacere di immaginare un olocausto di 27 milioni di persone.
    Ti piacerebbe, vero, una gigantografia che le ritraesse tutte insieme impilate?

  2. #342
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    In Origine Postato da Pasquin0
    infatti il vero olocausto fu quello dei russi.
    Per mano di Stalin e tovarish varii, sicuramente.

  3. #343
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    In Origine Postato da Ichthys
    Buonanotte... io credo in Dio padre onnnipotente, creatore del cielo e della terra e bla bla bla...

    Un esempio di materiale autentico:

    [...]

    Sono tre anni che leggo questo tuo post, o i soliti copia e incolla dai siti a noi (appassionati dell'argomento) noti In questa occasione permettimi di postare un articolo (l'autore dovresti conoscerlo, visto che ho trovato il seguente scritto in un sito cd revisionista).
    Non aggiungo altro, per una volta è giusto lasciar parlare chi c'era.

    ----------------------------------------------------------------


    Ma noi c'eravamo

    Dunque l'operazione è riuscita: non sono bastati i vaniloqui di Dacquier de Pellepoix sull'«Express» dello scorso novembre, non è bastato concedere agli assassini di allora spazio e voce su riviste rispettabili, affinché potessero impunemente predicare la loro verità, che i milioni di morti nei Lager non sono mai morti, che l'olocausto è una favola, che ad Auschwitz si sono uccisi col gas solo i pidocchi. Tutto questo non è bastato, evidentemente l'ora è propizia, e dalla sua cattedra universitaria il professor Robert Faurisson viene a tranquillizzare il mondo: no, il fascismo e il nazismo sono stati denigrati, inquinati, diffamati. Non si parli più di Auschwitz, era tutta una messa in scena: si parla della menzogna di Auschwitz. Gli ebrei sono furbi, sono sempre stati furbi, talmente furbi da fabbricare loro stessi, per calunniare i nazisti innocenti, una strage che non c'è mai stata; da costruire loro stessi, après coup, le camere a gas dei Lager ed i forni crematori.

    Non so chi sia il professor Faurisson. Può anche darsi che sia solo un folle, ce n'è qualcuno anche sulle cattedre; ma è più probabile un'altra ipotesi, che sia lui uno dei responsabili di allora, come lo era Darquier, o che sia figlio o amico o sostenitore dei responsabili, e che si sforzi di esorcizzare un passato, che, nonostante il lassismo di oggi, gli pesa addosso. Conosciamo bene certi meccanismi mentali: la colpa è fastidiosa, o almeno scomoda; in tempi ormai lontani, in Italia e in Francia, era anche pericolosa. Si incomincia col negarla in giudizio; la si nega per decenni, in pubblico, poi in privato, poi davanti a se stessi: ecco, l'incantesimo è riuscito, il nero è diventato bianco, il torto diritto, i morti non sono morti, non c'è nessun assassino, la colpa non c'è piú, anzi, non c'è mai stata. Non solo io non ho commesso il fatto, ma il fatto stesso non sussiste.

    No, professore, la via non è questa. I morti ci sono stati, anche donne, anche bambini; decine di migliaia in Italia e in Francia, milioni in Polonia e in Unione Sovietica: non è cosí facile toglierseli di torno. Non occorre faticare molto per documentarsi, se lei veramente intende documentarsi. Interroghi i superstiti, ce ne sono anche in Francia, ascolti da loro che cosa ha voluto dire vedersi morire intorno i compagni ad uno ad uno, essersi sentiti morire giorno per giorno per uno, due anni, aver vissuto senza speranza all'ombra dei camini dei crematori, tornare (chi è tornato) e trovare la famiglia distrutta. La via per mondarsi dalla colpa non è questa, professore: anche per chi parla dalla cattedra, i fatti restano avversari ostinati. Se lei nega la strage compiuta dai suoi amici di allora, deve spiegarci perché i diciassette milioni di ebrei del 1939 erano ridotti a undici nel 1945. Deve smentire centinaia di migliaia di vedove e di orfani. Deve smentire ciascuno di noi sopravvissuti. Venga, professore, a discutere con ognuno di noi: lo troverà piú difficile che predicare ciance ai suoi allievi sprovveduti. Sprovveduti tutti fino al punto di accettarle ? Nessuno di loro ha levato la mano per protestare ? E che cosa hanno fatto, in Francia, l'autorità scolastica e l'autorità giudiziaria? Hanno tollerato che lei, negando i morti, li uccidesse una seconda volta?

    Corriere della Sera, 3 gennaio 1979

  4. #344
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    In Origine Postato da Sant'Eusebio
    Sono tre anni che leggo questo tuo post, o i soliti copia e incolla dai siti a noi (appassionati dell'argomento) noti In questa occasione permettimi di postare un articolo (l'autore dovresti conoscerlo, visto che ho trovato il seguente scritto in un sito cd revisionista).
    Non aggiungo altro, per una volta è giusto lasciar parlare chi c'era.

    ----------------------------------------------------------------


    Ma noi c'eravamo

    Dunque l'operazione è riuscita: non sono bastati i vaniloqui di Dacquier de Pellepoix sull'«Express» dello scorso novembre, non è bastato concedere agli assassini di allora spazio e voce su riviste rispettabili, affinché potessero impunemente predicare la loro verità, che i milioni di morti nei Lager non sono mai morti, che l'olocausto è una favola, che ad Auschwitz si sono uccisi col gas solo i pidocchi. Tutto questo non è bastato, evidentemente l'ora è propizia, e dalla sua cattedra universitaria il professor Robert Faurisson viene a tranquillizzare il mondo: no, il fascismo e il nazismo sono stati denigrati, inquinati, diffamati. Non si parli più di Auschwitz, era tutta una messa in scena: si parla della menzogna di Auschwitz. Gli ebrei sono furbi, sono sempre stati furbi, talmente furbi da fabbricare loro stessi, per calunniare i nazisti innocenti, una strage che non c'è mai stata; da costruire loro stessi, après coup, le camere a gas dei Lager ed i forni crematori.

    Non so chi sia il professor Faurisson. Può anche darsi che sia solo un folle, ce n'è qualcuno anche sulle cattedre; ma è più probabile un'altra ipotesi, che sia lui uno dei responsabili di allora, come lo era Darquier, o che sia figlio o amico o sostenitore dei responsabili, e che si sforzi di esorcizzare un passato, che, nonostante il lassismo di oggi, gli pesa addosso. Conosciamo bene certi meccanismi mentali: la colpa è fastidiosa, o almeno scomoda; in tempi ormai lontani, in Italia e in Francia, era anche pericolosa. Si incomincia col negarla in giudizio; la si nega per decenni, in pubblico, poi in privato, poi davanti a se stessi: ecco, l'incantesimo è riuscito, il nero è diventato bianco, il torto diritto, i morti non sono morti, non c'è nessun assassino, la colpa non c'è piú, anzi, non c'è mai stata. Non solo io non ho commesso il fatto, ma il fatto stesso non sussiste.

    No, professore, la via non è questa. I morti ci sono stati, anche donne, anche bambini; decine di migliaia in Italia e in Francia, milioni in Polonia e in Unione Sovietica: non è cosí facile toglierseli di torno. Non occorre faticare molto per documentarsi, se lei veramente intende documentarsi. Interroghi i superstiti, ce ne sono anche in Francia, ascolti da loro che cosa ha voluto dire vedersi morire intorno i compagni ad uno ad uno, essersi sentiti morire giorno per giorno per uno, due anni, aver vissuto senza speranza all'ombra dei camini dei crematori, tornare (chi è tornato) e trovare la famiglia distrutta. La via per mondarsi dalla colpa non è questa, professore: anche per chi parla dalla cattedra, i fatti restano avversari ostinati. Se lei nega la strage compiuta dai suoi amici di allora, deve spiegarci perché i diciassette milioni di ebrei del 1939 erano ridotti a undici nel 1945. Deve smentire centinaia di migliaia di vedove e di orfani. Deve smentire ciascuno di noi sopravvissuti. Venga, professore, a discutere con ognuno di noi: lo troverà piú difficile che predicare ciance ai suoi allievi sprovveduti. Sprovveduti tutti fino al punto di accettarle ? Nessuno di loro ha levato la mano per protestare ? E che cosa hanno fatto, in Francia, l'autorità scolastica e l'autorità giudiziaria? Hanno tollerato che lei, negando i morti, li uccidesse una seconda volta?

    Corriere della Sera, 3 gennaio 1979
    Hmm, chi può essere. Spremi le meningi, rompi la testa a furia di pensare, ma niente. Dal tono però lo direi vile

  5. #345
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    Non so chi sia il professor Faurisson. Può anche darsi che sia solo un folle, ce n'è qualcuno anche sulle cattedre; ma è più probabile un'altra ipotesi, che sia lui uno dei responsabili di allora, come lo era Darquier, o che sia figlio o amico o sostenitore dei responsabili, e che si sforzi di esorcizzare un passato, che, nonostante il lassismo di oggi, gli pesa addosso. Conosciamo bene certi meccanismi mentali: la colpa è fastidiosa, o almeno scomoda; in tempi ormai lontani, in Italia e in Francia, era anche pericolosa. Si incomincia col negarla in giudizio; la si nega per decenni, in pubblico, poi in privato, poi davanti a se stessi: ecco, l'incantesimo è riuscito, il nero è diventato bianco, il torto diritto, i morti non sono morti, non c'è nessun assassino, la colpa non c'è piú, anzi, non c'è mai stata. Non solo io non ho commesso il fatto, ma il fatto stesso non sussiste.

    No, professore, la via non è questa. I morti ci sono stati, anche donne, anche bambini; decine di migliaia in Italia e in Francia, milioni in Polonia e in Unione Sovietica: non è cosí facile toglierseli di torno. Non occorre faticare molto per documentarsi, se lei veramente intende documentarsi. Interroghi i superstiti, ce ne sono anche in Francia, ascolti da loro che cosa ha voluto dire vedersi morire intorno i compagni ad uno ad uno, essersi sentiti morire giorno per giorno per uno, due anni, aver vissuto senza speranza all'ombra dei camini dei crematori, tornare (chi è tornato) e trovare la famiglia distrutta. La via per mondarsi dalla colpa non è questa, professore: anche per chi parla dalla cattedra, i fatti restano avversari ostinati. Se lei nega la strage compiuta dai suoi amici di allora, deve spiegarci perché i diciassette milioni di ebrei del 1939 erano ridotti a undici nel 1945. Deve smentire centinaia di migliaia di vedove e di orfani. Deve smentire ciascuno di noi sopravvissuti. Venga, professore, a discutere con ognuno di noi: lo troverà piú difficile che predicare ciance ai suoi allievi sprovveduti. Sprovveduti tutti fino al punto di accettarle ? Nessuno di loro ha levato la mano per protestare ? E che cosa hanno fatto, in Francia, l'autorità scolastica e l'autorità giudiziaria? Hanno tollerato che lei, negando i morti, li uccidesse una seconda volta?

    Corriere della Sera, 3 gennaio 1979
    PAROLE, PAROLE, PAROLEEEE......

  6. #346
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    In Origine Postato da Bellarmino
    Questa è una perfetta descrizione che ben si attaglia ai campi di concentramento inglesi o ben peggio, sovietici.
    Oppure i morti provocati da costoro sono da calcolarsi inferiori e/o di serie B?
    Ma vorrei domandare a qualcuno, visto che più sopra se n'è parlato, di dare una definizione di "olocausto", termine che trova maggior attinenza in ambito religioso; e perchè lo si usi solo per gli ebrei.
    Bellarmino
    in effetti i primi campi di concentramento moderni furono quelli di Stalin, poi katyn....
    anche gli alleati non furono teneri a dresda e hiroshima,
    campi di lavoro di massa anche in Cina,

    ma io giustifico tutto ciò in quanto informato a valori che trovo positivi,
    e quando si parla di scelte di valori non ci sono modi razionali di decisione.

    Quindi trovate il positivo nell'olocausto ebraico,
    anzi, è proprio quello che fate in numerosissimi posts.

  7. #347
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    In Origine Postato da Pasquin0
    ma io giustifico tutto ciò in quanto informato a valori che trovo positivi,
    e quando si parla di scelte di valori non ci sono modi razionali di decisione.
    bravo, in due righe hai detto che:

    1. giustifichi i milioni di morti ammazzati nei gulag di Stalin

    2. trovi positivi i "valori" (!) dello stalinismo

    3. non sei razionale nei tuoi giudizi

    sei messo bene davvero...

  8. #348
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    In Origine Postato da Pasquin0
    in effetti i primi campi di concentramento moderni furono quelli di Stalin, poi katyn....
    anche gli alleati non furono teneri a dresda e hiroshima,
    campi di lavoro di massa anche in Cina,

    ma io giustifico tutto ciò in quanto informato a valori che trovo positivi,
    e quando si parla di scelte di valori non ci sono modi razionali di decisione.

    Quindi trovate il positivo nell'olocausto ebraico,
    anzi, è proprio quello che fate in numerosissimi posts.
    Non si tratta di trovare "valori positivi" nell'olocausto ebraico, perchè non ve ne sono affatto (a proposito, attendo ancora una definizione di olocausto e perchè sia applicata solo agli ebrei).
    Si tratta, solo e soltanto, di ristabilire la verità storica.
    Non dev'essere permesso a nessuno di sfruttare i morti a proprio uso e consumo, basandosi su un cumulo di menzogne che non possono essere confutate per legge, pena durissime sanzioni penali!
    Poi, in bocca a te, sedicente progressista contrario a tutte le guerre (a parole), le giustificazioni degli eccidi efferatissimi che hai citato sono terrificanti.
    Le bombe al fosforo su Dresda e le due bombe atomiche gettate su popolazioni inermi, per citare soltanto gli episodi più noti ma non unici, sono un crimine contro l'umanità nè più e nè meno che il fantasioso "olocausto" ebraico.
    Peccato però che nessun tribunale, mai, giudicherà queste atroci pagine di morte. Due pesi due misure. Non lamentatevi perciò se ancora oggi gli invasori americani continuano a portare morte e distruzione in ogni angolo del pianeta. Così li avete voluti e così resteranno.
    Bellarmino

  9. #349
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    In Origine Postato da Pasquin0
    in effetti i primi campi di concentramento moderni furono quelli di Stalin, poi katyn....
    anche gli alleati non furono teneri a dresda e hiroshima,
    campi di lavoro di massa anche in Cina,
    Mai sentito nominare Kitchener?

    In Origine Postato da Pasquin0
    ma io giustifico tutto ciò in quanto informato a valori che trovo positivi,
    e quando si parla di scelte di valori non ci sono modi razionali di decisione.
    Quindi trovate il positivo nell'olocausto ebraico,
    anzi, è proprio quello che fate in numerosissimi posts.
    In effetti hai ragione: ciò che si fa per amore lo si fa al di là del bene e del male. Il problema sta nel vincere le guerre, perchè dopo il bene e il male vengono inquadrati nell'unica prospettiva soggettiva che rimane: quella del vincitore. Per cui, secondo la Legge di Pasquino (e non solo), è per noi controproducente appellarci a una presunta verità storica: se dovessero verificarsi le condizioni a noi favorevoli, non potremmo poi operare in totale e coerente libertà. Meglio quindi ingoiare e trasmettere in silenzio ai nostri discendenti i nostri parametri di giudizio su ciò che è bene (da incentivare) e ciò che è male (da estirpare). E poichè così facendo non incorreremmo nell'accusa di ipocrisia, se la Storia vorrà darci un'altra occasione, potremo tranquillamente procedere all'eliminazione fisica della prima categoria di umani degenerati: gli ipocriti.

  10. #350
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    In Origine Postato da Sant'Eusebio
    (...) Nessuno di loro ha levato la mano per protestare ?
    Cazzo se l'hanno levata! Lo mandarono all'ospedale! E senza prima chiedergli se voleva provare a smentirli a parole!

    In Origine Postato da Sant'Eusebio
    E che cosa hanno fatto, in Francia, l'autorità scolastica e l'autorità giudiziaria?
    L'autorità scolastica lo privò della cattedra. L'autorità giudiziaria s'inventò il "reato di tentata revisione storica del Processo di Norimberga". Pare che Andreotti si sia recato da Fabius e da Gayssot per farsi spiegare la procedura. Berlusconi ha già preso appuntamento.

    In Origine Postato da Sant'Eusebio
    Hanno tollerato che lei, negando i morti, li uccidesse una seconda volta? (...)
    Veramente a momenti ammazzavano lui per la prima volta! E pare che questo tipo di tentato omicidio in Francia non sia nemmeno reato!

 

 
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