Non sono, non posso essere d'accordo. Al di là delle nostre polemiche-spazzatura, questa mi pare la stizzita e "accademica" replica di un ambiente scientificamente reazionario. Per carità, non voglio avere la presunzione di saperne più di te sulla metodologia della ricerca storica e storiografica, ma dire che un documento "non fa la storia" è diverso dal dire che un documento "non fa storia". Il primo caso rientra nel discorso del trovare riscontri che aiutino nella sua interpretazione e nell'incastrarlo in un dato contesto, fino ad avere l'onestà intellettuale di mettere in discussione il contesto stesso. Il secondo caso è la volontà assoluta di ignorarlo perchè cozza con una ricostruzione che si conforma al proprio modello interpretativo. Vero è che la "lettera Daladier" non è ancora saltata fuori e quindi nemmeno si sa se esiste veramente, ma il fatto che ci sia un documento autentico (il telegramma di Mussolini) che ne anticipa i contenuti ci impone di tenere una porta aperta a tale eventualità, almeno fin quando non salterà fuori qualcos'altro che "incastrerà" in altro modo il telegramma stesso nel contesto attualmente accettato, per cui la ricerca della "lettera Daladier" sarà equiparabile a quella del Sacro Graal. Questo ovviamente non significa che uno dovrà poi rivedere le proprie convinzioni politiche: come dissi a Damps, l'onestà intellettuale non sposta di un millimetro il baricentro delle mie idee.In Origine Postato da Montalbano
Le tue ipotesi storiche non vengono nemmeno prese in considerazione negli ambienti accademici. Quelli dove i documenti vengono studiati nella loro interezza e senza prendere solo ciò che serve per dimostrare tesi che non stanno nè in cielo, nè in terra...




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, grande Ferruccio.
