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    Predefinito In risposta ad I'm Hate

    I'm Hate []
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    quote:
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    Originally posted by Landser
    Vuoi insinuare che la Lega è un movimento filo-giudaico?
    --------------------------------------------------------------------------------


    Non lo e'?Dimostrami il contrario
    attendo fiducioso...
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Il segretario federale della Lega Nord accusa il premier
    e la sinistra: «Lavorano per le lobbies»
    Mondialismo contro democrazia
    Bossi: «Amato e la grande finanza minacciano il futuro dei popoli»
    di Gianluca Savoini

    Onorevole Bossi, giovedì scorso, sul Sole/24 Ore si potevano leggere le dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuliano Amato, riguardanti il prossimo vertice del G8, in programma a Genova in luglio e il processo di globalizzazione. Lei ha letto le dichiarazioni del premier?
    «Sì, le ho lette. Amato in quell’intervista indica i temi prioritari del prossimo G8, che sono sostanzialmente la lotta alla povertà e alle malattie, soprattutto l’Aids, e la riduzione del divario tecnologico dei Paesi poveri, nonché la solita tutela dell’ambiente».
    Vorrei però chiedere la sua opinione riguardo al singolare pensiero di Amato sulla legittimazione democratica. Il premier sostiene che i non eletti potrebbero essere più legittimati degli eletti. Che ne pensa, segretario?
    «La considerazione di Amato non è passata inosservata. Se Amato non fosse il presidente del Consiglio, questa sua considerazione sarebbe la prova provata di neofascismo».
    Visto però che Amato è il presidente del Consiglio, cosa si può dire di uno che possiede simili concezioni?
    «Beh, Amato in questo modo chiarisce la sua posizione davanti al processo di globalizzazione. Lui è un uomo legato all’alta finanza, che oggi è socia dei Ds. Davanti alla crisi dello Stato nazionale, che se ne sta andando, è come se Amato dichiarasse che i poteri dello Stato nazionale che muore devono andare solo verso l’alto, cioè verso la finanza o più semplicemente verso l’Unione europea, senza che il processo venga compensato da una devoluzione di poteri verso il bas-so, ovvero verso il popolo. È la teorizzazione, quella di Amato, di un mondo dove la democrazia viene sostituita dalla tecnocrazia».
    Quindi è volontà di un mondo contro il popolo?
    «Esattamente questo. D’altra parte lo stesso Amato non è stato eletto da nessuno. Un socialista, già braccio destro del grande ladrocinante Craxi, non uscirebbe indenne dalla cabina elettorale».
    Va detto però che Amato non si è mai nascosto dietro un dito. Si è sempre dichiarato contrario al federalismo...
    «Questo è vero, anche se l’uomo è astuto. Oggi non dice più quello che diceva dieci anni fa contro il federalismo. Parla di federalismo solo per svuotarlo dei suoi significati, che non sono certo i privilegi dei suoi amici della finanza, ma i diritti dei popoli ad avere almeno parte dei poteri dello Stato nazionale che muore».
    Amato è amico della finanza, ma è anche di sinistra.
    «Sì e questo completa la natura ambigua del presidente del Consiglio. La sinistra ha sempre ritenuto valido quanto sostenuto da Marx in merito alla libertà, cioè che fosse raggiungibile solo dopo aver realizzato la libertà dal bisogno di tutti i cittadini del mondo. Solo allora, per Marx, l’istituzione-Stato sarebbe scomparsa e ci sarebbe stata la libertà completa. Ma, fino allora, si deve anche accettare l’oppressione dello Stato ai fini di realizzare l’eguaglianza».
    Marx non aveva una teoria dello Stato e quindi della libertà dei cittadini dalla sua oppressione?
    «È proprio così. Nella sua impalcatura marxista mancano almeno un paio di cose: il problema uomo-donna e il problema della libertà dei popoli oppressi dallo Stato».
    Nell’era della globalizzazione allora la libertà dallo Stato è ormai superata?
    «Diciamo che se ne va lo Stato nazionale. Esso perde poteri specifici verso l’Europa. Il 70 per cento delle leggi che passano nei Parlamenti nazionali ormai sono condizionate dall’Ue, che per ora è costituita essenzialmente dalle lobbies della grande finanza. in altre parole, lo Stato nazionale se ne va, ma quelli come Amato vogliono che subentri un potere un potere ancora più oppressivo dello Stato nazionale, che se non altro aveva dei politici eletti dal popolo. La democrazia è il potere del “demos”, del popolo, con buona pace del nano di palazzo Chigi».
    Lei dice “demos” perché la democrazia l’hanno inventata i Greci?
    «Non solo l’hanno inventata i Greci, ma essi capirono che la democrazia, per esistere, ha bisogno dell’avversario, del nemico, che nelle città greche erano lo schiavo (l’avversario interno) e lo straniero (il nemico esterno)».
    Lei, segretario, sta dicendo che oggi, a causa della globalizzazione, esiste una realtà in cui è venuto a mancare il nemico?
    «Il rischio è quello di avere una società senza democrazia, perché non c’è più il nemico. La domanda potrebbe essere se la democrazia morirà di apertura totale, di “democrazia totale”. Pensi a cosa avverrebbe se non ci fossero limiti, confini. Tutto il mondo si precipiterebbe sui nostri paesi europei. E questa situazione non darà sviluppo, non darà benefici, ma porterà al tracollo della nostra società. Porterà allo scontro e quindi alla fine della democrazia».
    Lei sostanzialmente vede la globalizzazione più come un’apertura alle merci e alla tecnologia che agli uomini?
    «Sì, penso che bisognerebbe arrivare ad una legislazione come quella americana per favorire la dislocazione delle imprese a cui manca la manodopera. In fondo, la ricchezza dell’America è che il 50 per cento dei prodotti fatti in Cina vanno negli Usa. Sono prodotti a bassissimo prezzo, in quanto laggiù costa meno la manodopera e in tal modo sia l’America che la Cina ottengono evidenti benefici».
    L’immigrazione costa troppo, quindi?
    «Altrochè se costa troppo! Su 1 milione 200mila immigrati regolarizzati, ne lavorano regolarmente, pagando qualcosa allo Stato, poco più di 300mila. Il resto viene mantenuto dallo Stato. cioè da noi».
    Ma non hanno detto che fanno venire gli immigrati anche per salvare le nostre pensioni?
    «La verità è diversa. Solo 207mila immigrati versa qualcosa all’Inps, a fronte dell’enorme quantità di denaro che viene erogata dallo Stato per la sanità, per la casa, eccetera. Per di più, dopo cinque anni, gli immigrati possono tornare al loro paese richiedendo all’Inps la restituzione dei loro versamenti».
    Ma allora chi li vuole questi immigrati, onorevole Bossi?
    «Soprattutto la sinistra. La quale, con l’avvento della globalizzazione che ha cancellato la classe operaia, è rimasta priva della lotta di classe. Ma lungo la via dell’immigrazione scomparirebbe la democrazia, con buona pace di Bertinotti, il quale fa derivare la democrazia proprio dalla lotta di classe, considerata da lui come la mediazione tra lavoratore e padrone».
    Abbiamo iniziato questa intervista partendo da Amato e finiamo con Bertinotti?
    «No, torniamo ad Amato. Con una considerazione finale. In me c’è solo la speranza che Amato se ne vada e non si senta mai più parlare di questi nemici del popolo».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Ieri prima giornata ai gazebo per abbattere la Turco-Napolitano.
    In tutta la Padania partecipazione record
    Bossi: "In pochi giorni si chiude il conto"
    Il Senatur: "È arrivato il momento di smascherare chi sponsorizza l’immigrazione"

    di Mauro Bottarelli

    Crema (Crèma)
    Tra la gente, per la gente. Nel primo giorno di raccolta firme per il referendum abrogativo contro la sciagurata legge Turco-Napolitano, Umberto Bossi sceglie Crema per dare impulso a quello che egli stesso non tarderà a definire "un sonoro schiaffo al sistema mondialista, ai progetti degli americani". Già nel primo pomeriggio il gazebo di piazza Duomo è meta di un continuo andirivieni di gente: alcuni si dirigono spediti al banchetto che raccoglie le firme, altri invece chiedono informazioni (visto che l’informazione di regime non le dà), leggono i volantini e poi decidono di togliere dal portafogli il proprio documento per garantirsi una speranza di libertà. Alle 15.00 le firme erano già oltre 150, ma l’arrivo di Bossi faceva ben sperare sul risultato di fine giornata. Il segretario del Carroccio arriva in piazza Duomo poco dopo le 16.30 e subito la folla gli si fa attorno: strette di mano, saluti, ringraziamenti ma anche domande, dubbi. Il Senatur, come sempre, non si fa pregare e, dopo essersi seduto al banchetto incitando la gente a firmare, comincia a parlare. A braccio e con spigliatezza, guardando la gente negli occhi e rispondendo alle domande senza filtri né giri di parole. "Lo scontro in atto è ormai chiaro - esordisce Bossi. Da un lato abbiamo il capitalismo individualista americano, con tutto ciò che ad esso consegue (ovvero negazione della protezione sociale, delle pensioni e della sanità), e dall’altro il capitalismo sociale europeo. L’immigrazione clandestina è una delle armi utilizzate dal capitalismo mondialista americano per scardinare l’Europa, per indebolirla nelle fondamenta. Dal 1 gennaio 1993, ovvero dalla nascita dell’Unione Europea, l’America ha cominciato a temere di perdere il proprio primato economico nei confronti dell’Europa. Quindi ha messo in campo tutte le proprie forze e i propri alleati. La massoneria, ad esempio, e a questo riguardo intendo pubblicare tutti i nomi dei massoni che garantiscono gli interessi americani: come Prodi che fa parte dell’Aspen Institute. Ora è ovvio che tutto parte da qui, da uno scontro che gli Stati Uniti non possono perdere. In Italia gli Usa possono contare sui loro amici del Polo, sui vari Berlusconi e Fini. D’altronde nella logica dei potenti tanto cara agli Usa, un Paese dove il maggioritario consente la concentrazione del potere politico in poche mani garantite dai potentati economici, uno come Berlusconi non può che riconoscersi pienamente, lui che in fondo è un "Jr della Bassa"". La gente ascolta e Bossi continua il proprio ragionamento, spiegando quali sono i reali pericoli che stiamo correndo. "Il progetto mondialista americano è chiaro: vogliono importare in Europa 20 milioni di extracomunitari, vogliono distruggere l’idea stessa di Europa garantendo i propri interessi attraverso l’economia mondialista dei banchieri ebrei e attraverso la società multirazziale. Ma noi non lo consentiremo: esiste una via capitalistica americana, basata sul maggioritario che trova i suoi referenti nel Polo. Una via francese, la vie en rose diciamo, che si colloca come via di mezzo tra Europa e Usa e la Mitteleuropa, ovvero il capitalismo sociale che accomuna aree come la Padania, la Baviera, l’Austria. Il disegno dei 20 potenti americani non passerà, anche se usano armi potenti come droga e televisione. Basti vedere la questione del Kosovo: si sbracciano contro Belgrado perchè il Kosovo è la principale "fabbrica" di eroina del mondo. Se ci sarà da schierarsi sia chiaro fin d’ora che la Padania starà con Belgrado. Ma anche la Francia sta giocando un ruolo molto importante nei progetti Usa: siccome ha garantito a Roma la sopravvivenza dell’Italia, negando alla Germania l’Europa a due velocità che avrebbe significato subito la Padania, ora presenta il conto all’Urbe. La quale lascia che gli interessi francesi si inseriscano in Italia, che si vedano garantita una posizione di monopolio, ad esempio nei trasporti. Noi non ci stiamo e attraverso la Confederazione delle Province e dei Comuni del Nord creeremo delle holding padane "verticali" per evitare che il trasporto pubblico di aree metropolitane e provinciali del Nord finiscano in mano francesi. E così anche per l’elettricità".La giornata sta per finire, ma la gente non si stanca: le firme crescono, sempre più persone si fermano al gazebo di piazza Duomo. Alle 18.00 saranno quasi 600. "La gente non è stupida, capisce l’importanza di questo referendum e viene a votare - conclude Bossi. Siamo partiti senza Milano, Como e Lecco e in una sola giornata abbiamo raccolto 100.000 firme. Se avessimo avuto queste tre province avremmo già chiuso la faccenda".
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    I PUNTI PIU' NEGATIVI DELLA LEGGE TURCO - NAPOLITANO
    Allora, onorevole Bossi, la Lega dichiara guerra alla Legge Turco-Napolitano sull'immigrazione?

    Questa è una legge sciagurata che il popolo eliminerà. Per evitare di essere cancellato dall'invasione extracomunitaria.

    Il Referendum abrogativo interessa tutto il testo legislativo. Ma quali sono secondo lei le parti peggiori di questa normativa?

    Essenzialmente sono 3. Ci sono alcune norme che violano gli accordi internazionli sottoscritti anche dall'Italia, altre che non sono richieste dagli stessi accordi e altre ancora che sono in contrasto addirittura con la Costituzione Italiana.

    Quali sono le norme in violazione degli accordi internazionali?

    La legge T-N prevede il divieto di segnalazione alle autorità del clandestino che ricorre a cure mediche, tranne il caso in cui è obbligatorio il referto delle autorià giudiziarie. Capite?E' vietato segnalare un irregolare? E cio' in barba alla convenzione del'Organizzazione Internazionale del Lavoro. Poi ci sono norme non richieste dai trattati internazionali.

    Ce ne fa un esempio?

    Semplice ed enorme: la Carta di Soggiorno. Viene rilasciata dopo 5 anni di residenza regolare e permette la partecipazione dell'immigrato alla vita pubblica con diritto di voto, impedendo qualsiasi provvedimento di espulsione. Inoltre, in caso di ricongiungimento familiare, la carta di soggiorno viene rilasciata immediatamente, senza indugio. E così uno, appena arrivato in Italia, puo' immediatamente votare.

    Fino a che grado di parentela è previsto il ricongiungimento?

    Fino al 4 grado , fino ai cugini. Cugini, lo ripeto. Giò il ricongiungimento fra moglie e marito e figli (oltre eventualmente genitori a carico) il numero degli immigrati aumenterebbe di 5 e anche 10 volte. Ma quando si arriva a comprendere persino i cugini si crea una catena verticale senza fine. [...]

    Quindi attualmente è sufficiente, ad un extracomunitario, dimostrare di avere un presunto cugino in Italia per poter entrare in questo Paese? Non è incredibile?

    E' tragico. E' il caos totale. Pensiamo che per la legge italiana, invece, il cugino non è neppure obbligato al sostentamento dei suoi parenti in caso di indigenza. Questo vale però solo per gli italiani non per gli extracomunitari. Inoltre il cugino dell'immigrato può essere garante dell'identità del nuovo arrivato: può dichiarare che si chiama in un certo modo, che è veramente suo parente, etc, etc.

    Passiamo alla parte addirittura in contrasto con la Costituzione della Repubblica Italiana.

    La Turco-Napolitano prevede contributi a chi si impegna a destinare alloggi agli immigrati. Ma gli accordi internazionali prevedono sola una generica garanzia di alloggi destinati agli extracomunitari, non prevedono affatto che la comunità paghi. Cio' significherebbe peraltro violare l'articolo 3 della Costituzione Italiana, che vieta qualsiasi tipo di discriminazione a danno dei cittadini residenti.

    I detentori del potere si affannano a minimazzare l'ondata di violenza criminale che è esplosa a Milano, ma che attanaglia anche le grandi città del Nord. Secondo lei, da che cosa è causata questa eplosione criminale, on. Bossi?

    Il probelma della criminalità è vecchio come l'immigrazione. Basta pensare che cosa fecero in America i coloni europei ai pellerossa, da cui venivano considerati ladri di beni e di terra. In epoca piu' attuale[...] prendiamo per esempio la Svezia. Gli extra-comunitari hanno, rispetto agli svedesi, il doppio dei furti, 3,5 volte in piu' di omicidi, 4 volte gli stupri. Ma c'è differenza tra gli immigrati della prima e quelli dell'attuale seconda generazione.

    Quale differenza?

    Quelli della seconda generazione sono ancor piu' orientati a delinquere. Basta ricordare la notte di S.Silvestro del 97 a Strasburgo. In quell'occasione, giovani tra i 12 e 16 anni, tutti figli di immigrati, hanno distrutto 60 autobus, 30 pensiline e 4 edifici comunali.

    L'immigrazione è una bomba sociale ad orologeria che continua ad esplodere e a causare danni per almeno due generazioni. Quanti altri danni causerà ancora, andando avanti di questo passo?

    Giusta domanda. La storia dimostra che piu' c'è diversità sociale, raziale, culturale, piu' c'è difficolta ad integrarsi e naturalmente meno immigrati si integrano, piu' rimane forte la differenza fra le aspirazioni degli immigrati e la possibilità di realizzarle. Perchè chi emigra possiede un bagaglio culturale fatto di visioni del mondo e di consuetudini che nessuno puo' sequestrare alla frontiera. E' la natura stessa dell'uomo che non è un robot, non è una macchina, a generare scontro culturale e comportamenti devianti. Guardiamo in faccia alla realtà, non nascondiamoci dietro ad un dito a dietro alle belle parole retoriche e demagogiche di certuni.

    Un quadro sicuramente inquietante, quello che lei tratteggia, onorevole Bossi. Che fare allora? Soccombere alla volontà perversa degli architetti del mondialismo?

    «Soccombere mai! La gente, I nostri popoli devono votare in massa non appena il referendum abroga- tivo sarà posto in tutti i Comuni e nei gazebo leghisti sulle strade e nelle piazze Questa legge mira a far fare un salto decisivo alla vecchia legge Martelli».

    Un salto peggiorativo ?

    «Certamente, peggiorativo al massimo. Con la Martelli si aprivano alla rinfusa le frontiere- Con la Turco-Napolitano, che noi vogliamo cancellare, si mira scientificamente a costruire l'aberrante e fallimentare società multirazziale. Noi scendiamo in campo contro il tentativo dei banchieri e dei massoni internazionali di portare il liberoscam- bismo non solo all'interno della realtà economica (mettendo peraltro in crisi i sistemi produttivi delle nazioni), ma anche di inocularlo nella realtà culturale e sociale, facendo saltare il vincolo della famiglia, mescolando e "liberoscambiando" le religioni, nducendole così ad una poltiglia senza senso ne radici (II sincretismo)».

    E l'immigrazione di massa ha un ruolo importante in questa strategia mondialista ?

    «Basilare. Guardate che siamo di fronte ad un'Inva- sione apocaliltica, mica di poche centinaia di perso- ne. Si sente parlare di 13 milioni di immigrati che piomberanno qui nei prossimi dieci anni. Aiutare chi ha bisogno non significa affatto distruggere ogni valore, ogni identità, ogni tradizione per ridurre tutto a denaro. C'è sempre chi, da un caos del genere, riesce a trarre vantaggi concreti».

    Chi?

    «Innanzitutto Roma che con gli immigrati annacqua la Padania e dando loro il voto ci trasforma in colonia permanente. Inoltre gli ideologi della filosofia globallzzante vanno a braccetto con i banchieri internazionali. Quelle cupole mondialiste che vogliono ridurre l'uomo ad un microbo, solo davanti alla mondializzazione, senza vincoli, senza tradizioni, senza sentimento di appartenere ad una comunità. Il progetto della massoneria, "senza famiglia, senza casa. senza Dio, senza religione, senza figli". Vedete allora che dietro ad una legge come la Turco-Napolitano si muovono loschi figuri ben nascosti, ben lontani, ma anche ben vicini»
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    «La vecchia palude vuole inghiottire il cambiamento»
    «Battaglia per le riforme»
    di Gianluca Savoini

    Ma la battaglia contro chi vuole che nulla cambi sarà ancora faticosa e dovranno essere i popoli padani a diventare le sentinelle del cambiamento. Anche quest’anno, alle sorgenti del Po, Umberto ha voluto inquadrare la stagione politica che sta per iniziare dopo le ferie estive. E anche questa volta, a sette anni di distanza dal meraviglioso settembre del 1996, il segretario federale della Lega Nord ha chiamato a raccolta l’esercito democratico del Carroccio e tutti i popoli della Padania.
    «Dobbiamo accelerare le riforme previste dal patto di governo - ha sottolineato ai cronisti Bossi appena giunto al Pian del Re -. Domani a Venezia chiederò al popolo di suonare il corno della battaglia, perché stiamo per entrare nella terra di nessuno, là dove la “vecchia palude” cerca di inghiottire il cambiamento».
    Bossi è giunto quest’anno in elicottero a Pian della Regina, a causa della nuvolaglia che intorno alle 14 lambiva il prato della sorgente. Trasportato in auto fino a Pian del Re, insieme al coordinatore delle Segreteria Nazionali del Carroccio Roberto Calderoli, il leader leghista si è recato a raccogliere nell’ampolla l’acqua sorgiva che oggi verrà versata in Laguna. Bossi si è quindi recato su un palchetto allestito per l’occasione e ha ascoltato il Va’ Pensiero suonato dalla banda musicale di Villafaletto. Poi ha cominciato a parlare.
    Qui in Padania è nato il mondo moderno.
    «Per la settima volta di seguito siamo di nuovo qui, sul Monviso - ha iniziato il ministro per le Riforme -, da dove sgorga il grande fiume che ha dato origine alla Padania, ovvero alla terra che vide, prima al mondo, la nascita della società moderna. Perché è qui, non in America o altrove, che abbiamo Pontida, è qui da noi quel convento in cui nacque la Lega storica che sconfisse l’Impero in nome della libertà dei Comuni e dei nostri popoli. Nel ’96 venimmo su queste montagne per dire che non eravamo d’accordo con il sistema centralista ed annientatore dei popoli».
    Il fallimento dell’economia virtuale e dei valori mondialisti.
    «Quello era un sistema simile a un tumore maligno - ha aggiunto Bossi -, che omologa tutto e annienta le diversità dei popoli. Sull’esempio di Pontida, di quell’esperienza assai diversa dalla “new economy” fallimentare dei Clinton e dei D’Alema, noi rilanciammo i valori della libertà. Del resto sono stati i cittadini a togliere la fiducia alla “new economy” e lo hanno fatto ben prima dell’11 settembre dello scorso anno. I popoli hanno rifiutato quelle idee drogate partorite da chi sostiene che l’uomo novello Lucifero, può moltiplicare la ricchezza a suo piacimento. Oggi sappiamo di nuovo che la ricchezza è un bene di Dio, non dell’uomo, e non è infinita. E se la ricchezza non è infinita, anche l’ospitalità non può essere infinita».
    I “girotondi” non possono far rivivere il vecchio mondo.
    «Quel mondo folle cerca di rivivere nei girotondi della sinistra - ha precisato il leader leghista -, ma quelli non possono far rivivere delle cose morte. Certo, tutti hanno il diritto di manifestare in piazza, la piazza è luogo di democrazia. Ma dove erano quelli che oggi giracchiano qua e là in nome, dicono, della democrazia, quando il regime di sinistra si scatenava contro chi manifestava per la Padania libera? Sono stati scagliati contro i padani 882 processi per reati d’opinione e nessuno diceva niente, allora. Ma è naturale, perché la sinistra non parla di valori e di identità dei popoli ma solo di beni economici e finanziari».
    No all’annullamento delle nostre identità, fuori i clandestini. Quindi Bossi ha affrontato il tema dell’immigrazione.
    «Con la nuova legge, la mia legge, abbiamo stabilito il diritto dei popoli di normare chi viene a casa loro - ha spiegato il Ministro -. Certo non abbiamo ancora vinto, ma i popoli hanno finalmente cominciato a non perdere. L’ideologia mondialista del “viaggiare è bello” è finita, anche se questo non significa chiudere tutto a tutti. Semplicemente, decidiamo noi chi fare entrare, e chi entra deve avere un contratto di lavoro. Altrimenti fuori dalle scatole! E se qualcuno si illude che si possano regolarizzare quelli che sono stati raggiunti da un provvedimento di espulsione, si sbaglia. Chi era stato espulso, se ne deve andare».
    Il tramonto dell’Europa dei massoni e l’anno che verrà.
    «Sta finendo l’Europa dei massoni, dei grembiuli, di Amato (che sostiene che debba dominare la business community e non il popolo), questi signori non vinceranno. Però sono ancora pericolosi, i loro sistemi si siedono sulle istituzioni e le assorbono senza cercare uno scontro diretto. Perciò attenzione».
    Bossi ha concluso tra gli applausi, mentre il sole riusciva finalmente a scacciare le nubi, lasciando intravedere la vetta imbiancata del Monviso. «Inizia l’anno buono, che vedrà avanzare il lavoro sulla Corte Costituzionale regionalizzata, sulla devoluzione, sul Senato federale, tutti pronti, quindi, al proprio posto. Per far vincere la nostra Padania».
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    BOSSI REPLICA ALLE INGIUSTIFICATE ACCUSE DEL CARD. RUINI
    «Noi antimondialisti siamo con la Chiesa
    che difende i popoli e i campanili»
    di Gianluca Savoini

    «Io personalmente sono per la Chiesa dei campanili, quella che difende i campanili, i popoli; sono molto meno, anzi sono contrario alla Chiesa più vicina ai discorsi imperiali». Umberto Bossi ha chiarito, per chi non l’avesse ancora capito e per quelli che fanno finta di non capire, qual è la sua posizione nei confronti della Chiesa. Rispondendo dai microfoni del Tg3 alle accuse del cardinal Ruini.
    «Anche a me - ha rilevato Bossi - dicevano che a Venezia abbiamo parlato contro la Chiesa; non è vero. Non si è neppure toccato il problema della Chiesa».
    Il ministro per le Riforme ha quindi ribadito che «il governo deve ripartire dalle riforme della Costituzione, che sono le riforme più difficili da fare perchè cambiano per lungo periodo la storia del paese. D’altra parte era la riforma della costituzione il patto fatto con la Lega».
    «Qui - ha aggiunto il segretario federale del Carroccio - bisogna riorganizzare la macchina dopo un anno di battaglia, le falangi se non le organizzano, rischiano di non partire, quindi si rischia la palude politica se non facciamo le riforme. Berlusconi è il capo, dia gli ordini». In una successiva intervista al Tg5 Bossi ha ribadito di essere fermamente contrario all’ipotesi di dare le case comunali agli immigrati, come vorrebbe, ad esempio, la curia di Treviso.
    Rivolgendosi al sindaco di Treviso, il leader del Carroccio ha dichiarato: «penso che sarebbe l’errore più grave che può fare Gentilini».
    «Se la nostra gente, i poveracci che non hanno la casa e l'aspettano - ha continuato Bossi -, vedono che la dai al primo che passa in strada, al primo immigrato che non ha mai lavorato e non ha mai pagato niente, allora sì che è pericoloso, che esce il razzismo, esce la xenofobia».
    È toccato quindi al direttore de la Padania Gigi Moncalvo avere come ospite in studio, a Telepadania, il ministro per le Riforme. «Non ho capito da dove viene l’accusa che ci viene mossa di aver attaccato la Chiesa - ha ribadito Bossi -, a Venezia non abbiamo parlato di Chiesa. Semmai abbiamo detto che è finita l’epoca del progetto mondialista che prevede di omogeneizzare i popoli, affinchè pochi possano comandare senza problemi».
    È quell’ideologia fallimentare e disastrosa dei Clinton, degli Amato, dei massoni, l’ideologia mondialista (l’ “ismo” peggiore fra tutti gli “ismi”, lo definisce il leader leghista), ad aver causato enormi problemi. «Venne lanciata l’idea fasulla che attraverso l’economia finanziaria si potesse moltiplicare la ricchezza - ha spiegato Bossi -. E che se la ricchezza è illimitata, anche l’ospitalità lo è. Ecco spiegato cosa c’è dietro l’immigrazione di massa. Sono concetti che non ho mai creduto possibili». «Si tratta di un nuovo mito di Lucifero - ha aggiunto -, ma la ricchezza non è bene dell’uomo, ma bene di Dio, legato alle risorse razionali del lavoro. Quel mondo lì è finito».
    E la dimostrazione è giunta democraticamente dal basso, dal popolo.
    «Già sei mesi prima dell’11 settembre dell’anno scorso - ha sottolineato il ministro - il popolo americano aveva tolto la fiducia alla borsa. La gente non crede più a quello che diceva Clinton e nemmeno ad un certo tipo di Chiesa, che va al traino di questi concetti».
    «Il nostro paese ha il 70 per cento del pil prodotto dalle piccole imprese, che non possono andare in borsa, ma rappresentano l’economia reale - ha evidenziato Bossi -. Ma i “grembiulini” dieci anni fa vinsero la partita, che sostenendo che i beni dello stato dovevano andare alle grandi famiglie. Fu il grande scontro sulle privatizzazioni».
    E La Lega era sola contro tutti: «contro le grandi famiglie che sono proprietarie dei grandi giornali e non fanno capire nulla alla gente». Adesso però il vento sta cambiando. «Grazie alla testardaggine della Lega e con la nascita della Cdl - ha precisato Bossi - il potere politico comincia a giungere dal basso, un concetto esattamente opposto all’idea della “business community” che dovrebbe dominare alla faccia delle scelte dei popoli. E anche l’economia deve venire dal basso. Noi dobbiamo investire sulla famiglia. Soltanto così il governo riuscirà a cambiare il Paese».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Der Wehrwolf

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