L'idea del Pentagono: titoli legati a guerre, colpi di Stato e attentati
La Borsa del terrore
La nuova frontiera della lotta al terrorismo passa per la speculazione in
Borsa. Ossia, investi sul prossimo attentato o sulla prossima guerra e se
sei così "fortunato" da azzeccare la tragedia, diventarai milionario.
No, non è la solita cinica trovata di qualche programma televisivo per
alzare gli indici d'ascolto. La paradossale iniziativa arriva infatti dal
Pentagono. Gli studiosi del Terrorism Information Awareness Office - gli
stessi che avevano proposto di sottoporre a uno spionaggio a tappeto milioni
di americani - hanno avuto un'altra brillante idea per combattere il
terrorismo: specularci sopra con il programma Policy Analysis Market (Pam).
In sostanza, gli operatori di Borsa potrebbero puntare su titoli finanziari
collegati a guerre, attacchi terroristici, colpi di Stato, crisi economiche
varie. Una sorta di mercato dei "futures" della politica internazionale da
vendere o acquistare in un sito realizzato dal Pentagono. Nel sito vengono
presentati una serie di "futures" legate a eventi in particolare del Medio
Oriente: l'uccisione di Arafat, un attentato a Gerusalemme, la deposizione
del re di Giordania. Eventi fausti o infausti, a seconda dell'andamento
delle speculazioni dei possessori dei titoli.
Idea piuttosto macabra, quella di arricchirsi puntando sulle tragedie future
nel mondo. Il Pentagono ha cercato di difenderla, spiegando che il Pam
avrebbe permesso di raccogliere informazioni preziose nella lotta al
terrorismo: «Già ora - è stata la spiegazione dell'ufficio guidato dal
discusso John Poindexter, consigliere di Reagan ai tempi dello scandalo
Iran-Contra - gli analisti utilizzano i prezzi dei vari mercati come
indicatori di eventi potenziali. La prospettiva del profitto e il timore
delle perdite sono alla base del potere predittivo dei mercati».
Peccato che i Democratici non siano rimasti persuasi da cotanto cinico
pragmatismo e abbiano subito denunciato l'iniziativa bollandola come
«incredibilmente stupida»: «Come vi sentireste - hanno attaccato i senatori
Ron Wyden e Byron Dorgan - se foste il re di Giordania e scopriste che il
dipartimento della Difesa statunitense sta raccogliendo scommesse sulla
vostra deposizione entro l'anno? Immaginate cosa accadrebbe se un altro
paese si mettesse a scommettere sull'assassinio di un politico americano e
sul rovesciamento di questa o quella istituzione?». Il leader dei senatori
democratici, Tom Daschle, ha chiamato in causa il presidente Bush: «Questo
programma potrebbe essere un incentivo a commettere atti terroristici.
Probabilmente è l'idea più irresponsabile, offensiva e misera che abbia mai
sentito provenire da questa amministrazione».
Una levata di scudi generale che ha infine costretto il Pentagono ad
annullare il progetto. Risultato, in serata il collegamento web è stato
interrotto e il Dipartimento ha annunciato il dietrofront. In attesa che
qualcun altro realizzi l'idea.
Stefania Podda
Mercato fatale
ROBERTO ZANINI
Un giorno innalzeremo il monumento che meritano ai signori Ron Wyden e Byron
Dorgan. Sono due senatori americani, rispettivamente dell'Oregon e del North
Dakota, democratici. Il loro merito è inestimabile. Il ministero della
difesa americano ha un'agenzia di nome Darpa. Si occupa di ricerche avanzate
nel campo della difesa - è la mamma di internet, per dire. La Darpa ha
creato un programma, chiamato Pam. Sta per policy analysis market ed è un
sistema di previsione degli eventi. Si basa sul fatto che i migliori
indovini del pianeta non sono i cosiddetti esperti o le agenzie di
spionaggio o i governi ma gli agenti di borsa. L'idea è di mettere il potere
predittivo dei mercati al servizio della lotta al terrorismo. Viene chiesto
agli investitori di trattare futures, cioè contratti a scadenza, su eventi
che il Pentagono non è in grado di prevedere: la morte di Arafat, la
detronizzazione del re di Giordania, un attacco missilistico...
L'idea è una Borsa del terrore. Non è uno scherzo.
La folgorante intuizione è che gli esperti si giocano il proprio nome, le
spie magari il posto, i governi il paese, ma gli agenti di borsa i soldi (in
generale altrui ma non importa). E quelli contano. Agghiaccianti tabelle
corredano il progetto. Particolarmente pedagogici i moduli di compravendita
«Arafat assassinated 1st 04», nel primo trimestre del 2004, o «N. Korea
missile attack 4th 03», cioè nel quarto trimestre del 2003. Quando venne
messa la supertaglia su Saddam si parlò di regressione al Far West. Iniziava
invece la finanziarizzazione della lotta al terrorismo e non ce n'eravamo
accorti.
Tutto ciò è folle. Ma una follia fondamentalista, irrazionale sotto il
vestito stretto della razionalità più praticata del mondo, quella che i
listini del Dow Jones fissano ogni giorno, e che confina con la stregoneria.
Si nutre di una logica religiosa, un atto di fede nella onniscienza di una
divinità che non conosce buone o cattive azioni, e compra solo le prime. E'
un disperato ricorso alla mano invisibile del mercato, che oggi si vede e
anche si sente benissimo, basta essere iracheni o afghani.
La bomba speculativa
Il Pentagono, tramite la sua agenzia di creativi - il Darpa - partorisce la
sua ultima follia: un listino di futures con cui si «gioca» sulla previsione
di attentati, omicidi di uomini politici, disgrazie internazionali di varia
natura. Allo scopo di mettere «l'oggettività» del mercato al servizio della
politica estera degli Stati uniti. Ma dopo ventiquattr'ore di polemiche
l'ipotesi viene bocciata dalla Casa bianca
FRANCO PANTARELLI
NEW YORK
La Cia non funziona, le altre agenzie di spionaggio «non parlano fra loro»,
che fare per prevedere con una buona possibilità di non sbagliare dove e
quando i terroristi colpiranno ancora? Dove trovare un'entità tanto
superiore da starsene fuori da beghe tipo uranio del Niger e basarsi invece
unicamente sulla propria infinita, oggettiva saggezza? La risposta a questa
domanda, impossibile per le menti semplici, l'ha trovata quel genio
dell'ammiraglio John Poindexter - ex consigliere per la sicurezza nazionale
di Ronoald Reagan, ex imputato nello scandalo Iran-contras, ex condannato
per aver mentito al Congresso ed ex perdonato non perché non avesse mentito
ma perché mentre mentiva, si è poi affermato, era sotto immunità - la cui
mente invece è fertilissima. Quell'entità superiore, ha spiegato con l'aria
di chi possiede il segreto dell'uovo di Colombo, è il mercato. Così,
dall'alto della carica che oggi ricopre - perché se con George Bush padre fu
perdonato con George Bush figlio è stato premiato - e cioè la carica di capo
del Darpa, che sta per Defense Advance Research Projects Agency, l'ente per
la ricerca di progetti avanzati nel campo della difesa, ha deciso di
lanciare il Pam, che vuol dire Policy Analysis Market. In pratica si tratta
di creare (con la modica spesa di 8 milioni di dollari) un luogo in cui chi
ha denaro da investire lo punta non su questo o quel titolo di borsa
contando su un suo prossimo aumento di valore, bensì su un evento - un
attacco terroristico, appunto, oppure l'assassinio di un leader politico, la
caduta di un regime, eccetera - contando sul suo avverarsi. Per capirci:
coloro che avessero puntato sul crollo delle Torri Gemelle oggi sarebbero
dei nababbi in compagnia di altri nababbi che avevano puntato sulla caduta
di Saddam Hussein, raggiunti nei luoghi esclusivi del jet set dagli ultimi
arrivati, quelli che la propria puntata l'avevano fatta sulla morte dei
figli del dittatore iracheno (i prossimi ad arricchire potrebbero essere
quelli che puntano sulla morte o la cattura di Saddam medesimo, ma
l'apertura del nuovo mercato è prevista solo per il Primo ottobre e - stando
ai continui annunci di «stiamo per prenderlo» - potrebbero arrivare fuori
tempo massimo).
Il concetto base, come spiega tranquillo il Pentagono in una dichiarazione
emessa dopo che la faccenda è diventata pubblica, sta nel fatto che «i
mercati sono estremamente efficienti e capaci di aggregare immediatamente
informazioni ancora disperse o addirittura nascoste». E in particolare i
mercati dei futures «hanno dimostrato la loro abilità nel prevedere perfino
cose come gli esiti elettorali, risultando spesso più bravi degli esperti
analisti». In pratica l'investitore deve «registrasi» in un conto sul sito
www.policyanalysis.org destinato a restare rigorosamente anonimo e versare
una certa somma di denaro ancora non specificata. A quel punto può
acquistare dei futures via computer riguardanti alcuni «eventi», il cui
«elenco» ancora non si conosce ma si sa che riguarderanno l'Egitto, la
Giordania, l'Iraq, l'Iran, Israele, l'Arabia Saudita, la Siria e la Turchia,
ed anche che per prepararli il Darpa si è servito dell'Economist
Intelligence Unit, cioè un servizio di informazioni gestito dall'editore del
settimanale Economist formato da 500 analisti sparsi in tutto il mondo che
produce analisi continue analisi su 195 Paesi e che viene usato dalle grandi
compagnie per individuare il grado di rischio dei loro investimenti.
Il meccanismo per decretare i vincitori e i perdenti fra gli investitori del
Pam viene spiegato compiutamente dal senatore democratico Ron Wyden
dell'Oregon, che assieme al deputato Byron Dorgan del North Dakota, anche
lui democratico, ha pubblicamente denunciato questa questa cosa «ripugnante
e grottesca», per usare le loro parole. «Se uno - spiega Wyden - ritiene che
il primo ministro X sia sul punto di essere asassinato, compra le futures
che contemplano l'assassinio per esempio a 5 centesimi l'una. In seguito ci
possono essere altre persone che ritengono possibile quell'assassinio e
comprano anche loro. Man mano che aumentano i compratori il prezzo delle
futures aumenta, per cui quando quel primo ministro viene finalmente
assassinato l'ultimo prezzo potrebbe essere arrivato, per esempio, a 50
centesimi. Poiché il pagamento per chi ha indovinato è un dollaro, quelli
che avevano comprato le futures a 5 centesimi hanno un profitto del 95 per
cento, quelli che le avevano comprate a 50 centesimo hanno un profitto del
50 per cento».
Ma naturalmente l'acquisto e la vendita di quelle futures può avvenire in
ogni momento, ben prima che l'evento si verifichi (sempre che ciò accada),
per cui nei confronti del possibile assassinio del primo ministro X si
possono creare nel corso del tempo movimenti di toro (corsa all'acquisto se
si ha l'impressione che l'assassinio stia proprio per avvenire) o di orso
(vendita precipitosa nel caso in cui l'assassinio in questione appaia di là
da venire o addirittura non più nemmeno probabile). E qui sta proprio
l'efficacia mercantile individuata da John Poindexter. L'affacciarsi del
toro o dell'orso su quel particolare evento - dice in sostanza il genio -
finirà per costituire un «indicatore» per la Casa Bianca su ciò che sta per
succedere, a suo parere molto più efficace dei «briefing» che George Bush
riceve ogni mattino da Cia e Fbi e che hanno tanto impressionato Berlusconi
quando, durante il suo recente viaggio premio a Crawford, gli è stato
concesso di assistere a uno di essi.
Ci sono però vari problemi, a parte quello che «il popolo americano vuole
che il suo governo usi le proprie risorse per incrementare la sua sicurezza,
non per scommettere si di essa», come dicono Wyden e Dorgan in una indignata
lettera da loro inviata a Poidexter. Per esempio c'è il problema che «i
terroristi sono di fatto incoraggiati a entrare in quel mercato per ottenere
un vantaggio finanziario scommettendo sui loro stessi progetti o per
fuorviare l'attenzione delle autorità americane scommettendo su progetti che
non hanno nessuna intenzione di mettere in pratica», spiegano sempre i due
parlamentari nella loro lettera; oppure il problema che una cosa del genere
può addirittura «costituire un incentivo al verificarsi di atti
terroristici», come ha sostenuto il capo dei senatori democratici Ton
Daschle. E' infatti evidente che se uno investe sulla possibilità che una
bomba esploda in un certo posto e poi quella bomba non si decide a
esplodere, potrebbe essere tentato di «aiutarla».
La stessa Darpa, bontà sua, ha mostrato di porsi dei problemi simili. Uno,
dice una sua dichiarazione, è: «Continueranno gli investitori a partecipare
al mercato quando sapranno che le autorità lo useranno per prevenire gli
atti terroristici?». Un altro è: «Potrebbe questo mercato venire manipolato
dai nostri nemici?». Poi però non si è risposta ed andata avanti, per cui
adesso la domanda che circola di più a Washington è tutta un'altra: «Può una
cosa seria come la sicurezza esere affidata a gente come John Poindexter,
cui è stata già bocciato il progetto che prevedeva una schedatura di tutti i
cittadini americani?» Dubbi talmente fondati da affossare il progetto nel
giro di 24 ore: ieri sera, dopo una giornata di polemiche il sottosegretario
Paul Wolfowitz ha dichiarato che «il progetto sarà terminato, si sono spinti
un po' troppo lontano con l'immaginazione». Ora resta da capire cos'altro si
inventeranno quei geni della Darpa.
I futures della morte
Intervista a Sergio Cusani: «Siamo alla cultura del Far West su scala
planetaria».
BRUNO PERINI
Nel suo ultimo libro, Il conflitto epidemico, Guido Rossi propone una
diagnosi spietata del sistema capitalistico, dei suoi corrosivi conflitti
d'interesse e delle sue epidemie. Eppure siamo certi che nemmeno lui, il
caustico professore, avrebbe immaginato di leggere sul sito ufficiale del
Pentagono la notizia per cui il cervello militare degli Stati Uniti,
trasformatosi in una gigantesca bisca clandestina del terrore, avrebbe
lanciato i futures su omicidi politici, colpi di Stato e guerre. Si sapeva
che il cinismo e il conflitto d'interessi non hanno più confini ma nessuno,
nemmeno i più fantasiosi avrebbero potuto immaginare che si sarebbe arrivati
a tanto, che l'istituzione militare del centro dell'impero si sarebbe
trasformata in una banca d'affari sul crimine politico. E quando in piazza
Affari si chiede a qualcuno di commentare la notizia della Borsa del
terrore, nessuno vuole rilasciare dichiarazioni, tanto ci si vergogna degli
«amici americani» e della loro ultima invenzione in materia di finanza
creativa. Di questo nuova invenzione del sistema e della sua
finanziarizzazione ne abbiamo parlato con Sergio Cusani, che di finanza se
ne intende a sufficienza per giudicare in che cosa consiste questo virus.
Lei se la immaginava una notizia del genere sul sito ufficiale del
Pentagono?
No, non me l'immaginavo. Ma credo sia un segno dei tempi: questa è la
coniugazione della cultura dell'Wanted, del Far West, con la mercificazione
del sistema. Quando tutto diventa merce, si possono usare anche gli
strumenti finanziari sulla morte e sulle guerre. Se li ricorda quei cartelli
che abbiamo visto tante volte nei fil western, Dead or Alive, attaccati
dallo sceriffo per i cacciatori di teste? Ecco quella logica oggi è
diventata planetaria e tocca la più importante potenza del mondo.
Il guaio che in questo caso gli Stati Uniti sono al tempo stesso lo sceriffo
e il cacciatore
Non è tanto diverso dal Far West: anche in quel caso era lo Stato a
organizzare la caccia. Il problema è che le dimensioni sono un po' diverse,
questa è una caccia su larga scala e per di più con profitti. Peggio di così
non si può immaginare altro. D'altronde, nella logica del liberismo si può
arrivare anche a questi limiti estremi
Tra l'altro ci potrebbe essere un effetto boomerang con una mostruosità
simile, non crede?
Certo. Gli americani e quelli del Pentagono dovrebbero sapere che il
prossimo future potrebbe essere lanciato sul numero dei morti che ci
potrebbero essere nel prossimo attentato di Al Quaeda. Con questa logica non
ci sono più confini, tutto è legittimo
Come definirebbe questo fenomeno?
Io direi che questa è l'altra faccia del fondamentalismo. Che differenza c'è
tra questa bella scoperta del Pentagono e quegli speculatori che utilizzando
i rumors sull'attentato alle due Torri, giocarono in Borsa sui titoli
assicurativi?
Ma lei pensa che possa funzionare una Borsa dei future sulla morte di Arafat
o sulla caduta del re di Giordania?
Non scherziamo. Non credo che possa esistere una cosa simile. Però, glielo
ripeto, questo è il segno della degenerazione massima di un sistema ormai
fondato sul Far West, un sistema senza regole dove uno Stato può giocare ai
future come se il globo fosse roba sua.
Lei ha lavorato a lungo nella finanza. E già in quegli anni si parlava di
finanziarizzazione dell'economia. Se l'immaginava che questa epidemia
sarebbe arrivata fino al Pentagono?
Credo che nessuno, neppure i finanzieri più creativi si sarebbero immaginati
di leggere una simile notizia sui giornali. Però io insisto sulle cose dette
prima: quando un sistema, una società fonda la sua politica sul Far West, su
quella diabolica filosofia del vivo o morto che imperversava nei fil
americani non ci sono speranze, ci si può aspettare soltanto il peggio. Di
questo ne sono certo. Speriamo soltanto che sia stato toccato il fondo, ma
sinceramente non lo credo, perchè quando queste logiche si mettono in moto è
difficile fermarle con le parole.




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