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Discussione: Proprietà privata

  1. #1
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    Predefinito Proprietà privata

    Secondo voi il diritto alla proprietà privata discende dal lavoro svolto su un oggetto senza proprietà. In Argentina molte industrie sono state abbandonate dai proprietari ed ora sono produttive grazie agli operai che si sono autogestiti. Secondo voi il padrone ha il diritto di ritornare e di imporsi? Se la risposta fosse affermativa anteporreste la proprietà al lavoro. Ma non era la proprietà che discendeva dal lavoro? Cioè voi anteponete il lavoro svolto anni prima dall’industriale o dai suoi avi (ammesso e non concesso che la proprietà si sia ottenuta con il lavoro e non con la prepotenza) a quello svolto fino ad oggi dagli operai… Non è che le vostre astratte ideologie nascondano interessi di classe…

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  2. #2
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    Predefinito Re: Proprietà privata

    Originally posted by Franzele
    Secondo voi il diritto alla proprietà privata discende dal lavoro svolto su un oggetto senza proprietà. In Argentina molte industrie sono state abbandonate dai proprietari ed ora sono produttive grazie agli operai che si sono autogestiti. Secondo voi il padrone ha il diritto di ritornare e di imporsi? Se la risposta fosse affermativa anteporreste la proprietà al lavoro. Ma non era la proprietà che discendeva dal lavoro? Cioè voi anteponete il lavoro svolto anni prima dall’industriale o dai suoi avi (ammesso e non concesso che la proprietà si sia ottenuta con il lavoro e non con la prepotenza) a quello svolto fino ad oggi dagli operai… Non è che le vostre astratte ideologie nascondano interessi di classe…
    Tutto dipende se gli imprenditori, quando hanno abbandonato la fabbrica, intendevano disfarsi anche della proprietà (come quando si butta qualcosa in un bidone).

    In caso contrario gli operai non possono impossessarsi della proprietà altrui, ed eventualmente possono essere costretti a pagare all'imprenditore un affitto per aver usato la sua azienda.

    Da quando in qua si perde la proprietà di una cosa quando non la si usa per un po' di tempo? Chi la pensa così deve stare attento, perchè se scopro che le sue vacanze sono un po' troppo lunghe, gli occupo la casa vuota e mi dichiaro proprietario!

    Saluti

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Proprietà privata

    Originally posted by Paleo
    Tutto dipende se gli imprenditori, quando hanno abbandonato la fabbrica, intendevano disfarsi anche della proprietà (come quando si butta qualcosa in un bidone).
    Magari la volevano abbondonare ma quando tornano, dopo che l'azienda è stata tenuta in piedi dagli opera, te lo dicono?

    Poi la casa è un bene necessario, la proprietà di un'impresa no.

    Saluti

  4. #4
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    Non sono state abbandonate, sono state occupate.

  5. #5
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Paleo

    Da quando in qua si perde la proprietà di una cosa quando non la si usa per un po' di tempo? Chi la pensa così deve stare attento, perchè se scopro che le sue vacanze sono un po' troppo lunghe, gli occupo la casa vuota e mi dichiaro proprietario!

    da parecchio...da quando c'è l'usucapione, se all'inerzia dell'originario proprietario si accompagna il comportamento uti dominus di un altro individuo

  6. #6
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    Riprendiamoci le macchine
    di Julio Santucho


    Il documentario “The Take”, realizzato da Awi Lewis e Naomi Klein in Argentina e proiettato all’ultimo festival di Venezia, ha portato a conoscenza del grande pubblico il fenomeno delle “imprese recuperate”. La settimana precedente la pellicola è stata presentata al VI festival internazionale del Cinema dei diritti umani a Santiago del Estero in Argentina. Qui ha assistito alla prima del film una delegazione di operai della fabbrica Zanon, uno dei casi presentati dal documentario. Durante la crisi del 2001 il giudice ha dichiarato chiusa per serrata la fabbrica dell’industriale veneto Luigi Zanon, il quale aveva minacciato di chiudere i cancelli se non fosse stata accettata la decisione di licenziare 200 operai.

    La Ceramica Zanon è una fabbrica sita all’interno del Parco industriale di Neuquén, città del sud argentino. Presente sul mercato da oltre 20 anni, ha una capacità di produzione pari a 1 milione di metri quadri mensili, il che la pone tra le maggiori fabbriche di ceramica in Argentina. Dietro questo buon risultato vi era però uno sfruttamento intensivo del lavoro, situazione peraltro aggravata dalla carenza di democrazia nell’organismo sindacale interno (gli oppositori venivano addirittura espulsi dalla fabbrica). Alla fine si era costituito un sindacato parallelo, che aveva utilizzato come copertura l’organizzazione di un campionato di calcio. Grazie a questa organizzazione di base, alla fine del 1999 la lista che raccoglieva i lavoratori più combattivi vinse le elezioni interne utilizzando il seguente argomento: “Difendiamo i lavoratori”. In seguito la lista ha assunto la guida del sindacato ceramisti dell’intera provincia, nonostante l’opposizione dell’impresa e di una parte del sindacato. Questa circostanza ha obbligato a realizzare le elezioni a Cutral-Có, cioè a un centinaio di chilometri dal loro luogo naturale.

    Il conflitto sindacale è iniziato durante l’inverno del 2000. Dieci morti per incidenti sul lavoro, licenziamenti di operai, diminuzioni dei salari, mancanza di trasporti e servizi medici sono tra le ragioni che hanno spinto gli operai a organizzare la lotta. Con l’appoggio del sindacato ceramisti i lavoratori hanno deciso di occupare la fabbrica e di prendere in mano la produzione. Il giudice aveva peraltro stabilito che il 40 per cento dello stock poteva essere venduto dai lavoratori per recuperare la parte di salario perduta. È stata questa l’unica strada che ha consentito ai lavoratori di riprendere la produzione. Ricorrendo a una formula inimmaginabile altrove, la fabbrica è riuscita a riportare i conti in equilibrio grazie alla crescente fiducia di fornitori e compratori, i quali hanno potuto fatturare utilizzando la sigla Fasinpat (Fábrica sin Patrones) messa a disposizione della Zanon dalle Madri di Plaza de Mayo. Dopo tre anni di gestione operaia, la cooperativa di lavoratori della ceramica Zanon può vantarsi di avere ottenuto la conservazione dei 250 posti di lavoro che esistevano prima della crisi, l’aumento della produzione e la creazione di 170 nuovi posti di lavoro.

    Un’altra storia esemplare presentata da “The Take” è quella che racconta la lotta degli operai della fabbrica metallurgica Forja, anch’essa conclusasi felicemente. Dopo molti mesi di mobilitazione i lavoratori, grazie a una legge provinciale che consente alla cooperativa di amministrare la fabbrica recuperata, hanno ottenuto l’esproprio con indennizzo a carico dei vecchi padroni che avevano abbandonato la fabbrica in fallimento. La maggioranza delle cooperative di lavoro si trova nella situazione di Forja. L’argomento secondo cui queste aziende hanno pur sempre un padrone e la proprietà privata è inviolabile, può essere confutato in base al fatto che quasi tutte le imprese fallite devono del denaro ai lavoratori, allo Stato (per evasione fiscale), alle banche pubbliche che hanno assicurato loro il credito e ai fornitori. A chi appartengono queste fabbriche ferme? A chi spetta il titolo di proprietà, ai lavoratori che non hanno potuto percepire i loro salari o ai cittadini che, attraverso le tasse pagate, hanno indirettamente finanziato il fallimento fraudolento? In un’Argentina devastata da tre decenni di neoliberismo e da una crisi senza precedenti, la risposta è data dai lavoratori, unico soggetto capace di far ripartire la produzione, di ridare valore agli impianti e di creare nuovi posti di lavoro.

    I casi delle imprese Zanon e Forja presentati dal documentario di Lewis-Klein non sono che la punta dell’iceberg di un fenomeno molto ampio e di crescente importanza politica nel panorama della crisi argentina. L’autogestione e l’associazione dei lavoratori che hanno dato corpo al fenomeno delle imprese recuperate sono la risposta alla chiusura di centomila aziende e ai conseguenti licenziamenti provocati dalla crisi del 2001. La maggior parte di tali aziende si sono raggruppate nel Movimento nazionale delle imprese recuperate, che oggi comprende oltre 162 unità produttive e occupa 14.000 persone. Questo nuovo modello di gestione sociale della produzione, che si propone come alternativa per il reinserimento al lavoro in un contesto di crisi generale, crea domande di nuovo tipo sia in materia di professionalizzazione e di formazione del personale, sia per quanto riguarda la definizione di politiche dello Stato a favore della crescita sostenibile, in un settore capace di generare impiego permanente.

    In un articolo pubblicato sul quotidiano messicano La Jornada, Naomi Klein stabilisce un confronto fra gli operai della fabbrica tessile Brukman di Buenos Aires e l’azione dei luddisti che, nel 1812, fecero irruzione nelle fabbriche tessili inglesi per rompere a martellate le macchine che toglievano loro il lavoro. Mentre in Gran Bretagna fu il governo britannico a reprimere la rivolta dei lavoratori chiamando 14.000 soldati a proteggere le macchine, a Buenos Aires è stata l’irruzione della polizia a distruggere le macchine dopo aver vinto la resistenza degli operai che rischiavano le loro vite per proteggerle. Nel 1812 le nuove fabbriche tessili si imposero e procurarono guadagni a costo delle distruzione di un’intera forma di vita. I luddisti cercavano di combattere questa logica distruttiva distruggendo a loro volta le macchine. “I lavoratori di Brukman – scrive la Klein – hanno un piano migliore: proteggere le macchine e distruggere quella logica”.


    (Rassegna sindacale, n.38, ottobre 2004)
    http://www.rassegna.it/2004/lavoro/a.../argentina.htm

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da massimiliano
    da parecchio...da quando c'è l'usucapione, se all'inerzia dell'originario proprietario si accompagna il comportamento uti dominus di un altro individuo
    L'usucapione, in latino usucapio, è un modo di acquisto della proprietà a titolo originario basato sul perdurare per un determinato periodo di tempo del possesso su una cosa. È regolata dagli articoli 1158 e seguenti del codice civile.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Usucapione

  8. #8
    RenzoAudisio
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    Da questo dibattito, fin dalle premesse della domanda iniziale, si vede come la questione della "proprietà privata" (che poi, lo si voglia o no, è il complementare della proprietà pubblica... ) è strettamente legato alla "Legge": usucapione si... usucapione no... esproprio si... esproprio no etc. dunque il discorso non potrebbe che trovare soluzione in una preferenza legislativa, ovvero in una legge, sicuramente nella più ideologica delle leggi. Ora come si sa le "leggi" sono uno strumento dello Stato, sono imposte dallo Stato, e ne determinano la sua "forma"; quella "forma dello Stato" che ci è in genere imposta dal potere politico, sia esso un regime dispotico o un regime più o meno democratico.
    Un libertario aborrisce lo Stato, le sue leggi e le sue imposizioni, e se anche farebbe propria (per se) una legge, una regola, non potrà mai pensare di estenderla a nessun altro, e dunque per questo motivo (e per mille altri... tra cui il fatto che siamo 4 gatti) se gli anarcocapitalisti presenti su questo forum, hanno delle preferenza in materia di "prorpietà", ciò non deve certo preoccupare gli operai argentini... nè nessun altro, fossi in loro sarei più preoccupato sulle preferenze dei loro Governi...

  9. #9
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    l'usucapione si applica se per 20 anni tu abiti o usi un edificio o una terra senza che il proprietario ti dica nulla .......a quel punto di diritto e senza pagare nulla la proprietà diventa tua di diritto

  10. #10
    RenzoAudisio
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucrezia666 Visualizza Messaggio
    l'usucapione si applica se per 20 anni tu abiti o usi un edificio o una terra senza che il proprietario ti dica nulla .......a quel punto di diritto e senza pagare nulla la proprietà diventa tua di diritto
    L'usucapione è una legge dello Stato, e non vedo, che cosa debba fregare ad un libertario o ad un anarchico avverso al comando Statuale, di una legge dello Stato. Evidentemente la "A cerchiata scritta al contrario" di lucrezia666 non può che simboleggiare il contrario dell'Anarchia, ma la massima devozione alle leggi del "Dio-Stato". :-)

 

 
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