"Non mi pare di aver criminalizzato la polizia, certo ho voluto introdurre un elemento forte, il pestaggio di Bolzaneto durante il G8 che segna un passaggio della storia da non dimenticare". Disponibile ma fermo, Lucio Pellegrini, il regista di Ora o mai piu parla del suo film, una pellicola sui drammatici fatti di Genova, destinata a suscitare non poche discussioni.
Il film è in concorso al 56/mo Festival del cinema di Locarno, insieme all'altra pellicola italiana in gara, Il vestito da sposa, e dovrebbe uscire nelle sale fra fine ottobre e inizio novembre.
"Non ho voluto fare un film ideologico, questo è stato il rischio. Certo è un lungometraggio politico. D'altro canto non si può negare che si é cercato in maniera predeterminata di stroncare un movimento sul nascere - continua a spiegare il cineasta - ma non si deve scordare che questa é una pellicola di formazione, generazionale che descrive il passaggio all'età adulta".
Il film racconta l'incontro tra David (Jacopo Bonvicini), studente alla Facoltà di Fisica della prestigiosa Normale di Pisa, e Viola (Violante Placido, figlia del celebre Michele), una giovane che lo introduce in una realtà per lui sconosciuta: l'universo dei centri sociali. Insieme all'amico Luca (Edoardo Gabbriellini, ex protagonista di Ovo Sodo) vive questa nuova esperienza fino a decidere di andare al G8 proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto sostenere l'ultimo esame. E qui vive "l'incubo" di Bolzaneto, vicenda che "lo farà per sempre diverso".
"La ricostruzione del pestaggio dei ragazzi - hanno sottolineato il regista e il produttore Domenico Procacci - è stata realizzata ascoltando centinaia di giovani, molti dei quali non si conoscevano, e i cui racconti combaciavano. Tutte le scene che si vedono sono state costruite grazie a descrizioni dettagliate". Tuttavia a domande precise è stato risposto che "nessun poliziotto è stato ascoltato, perché non gli sarebbe stato permesso parlare". Ma veramente dei ragazzi sono stati presi in un'auto e poi pestati?. "E' successo anche di peggio", hanno risposto quasi in coro i giovani attori.
Il regista comunque non ci sta a leggere solo in chiave no-global il film. "Credo sia una storia equilibrata che racconta una vicenda personale - ribadisce - si è deciso di parlare del G8 perché è un fatto della Storia con la S maiuscola". Quindi Pellegrini non ha nascosto qualche preoccupazione per la vicenda Placanica, il carabiniere coinvolto nella morte di Carlo Giuliani e ora vittima di un misterioso incidente stradale. Per poi concludere con un'amara riflessione: "il controllo sui mezzi di comunicazione sta diventando asfissiante".
Una volta c'erano i filmini luce del fascismo, oggi c'è il loro parallelismo di sinistra dei vari Pellegrini, Benigni e compagnia briscola (Solo in una versione mooolto più pallosa).


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