Quando Bossi invoca misure protezionistiche per difendere le piccole e medie imprese italiane in difficoltà a competere con l'aggressività cinese, dato che in Cina si possono pagare salari da fame e non esiste 'welfare', dice una verità, ma solo parziale. Le esportazioni che mettono in difficoltà le piccole e medie imprese sono infatti solo in minima parte 'cinesi', per il grosso appartengono al grande capitale internazionale, anche italiano, che, come ricordava l'altro ieri Mezzetti, ha dislocato in Cina produzioni per 750 miliardi di dollari. L'aggressività quindi non è 'cinese' ma dell'imprenditoria occidentale e il discorso può essere esteso a qualsiasi investimento nel Terzo Mondo, anche a Paesi più abbordabili dalla Cina come quelli dell'Est europeo e del Nord e Centro Africa dove le medie e piccole imprese italiane sono presenti in forze. Per essere coerente Bossi dovrebbe chiedere misure protezionistiche anche contro le merci che provengono da questi Paesi, ma non lo fa perché ciò danneggerebbe proprio quelle piccole e medie imprese che vuole difendere.
Il capitale internazionale poi, sia grande o piccolo, non si limita a esportare, invade anche i mercati interni annunciando la competitività dei produttori locali dato che, potendo agire su scala globale, si trova in posizione di grande vantaggio. Il miracolo 'cinese' o 'albanese' o 'russo' o vattalapesca si fonda sull'arricchimento di pochi, per lo più stranieri, e sull'immiserimento di tutti gli altri. Ma questo a Bossi non interessa. Né gli interessa il fatto che, difendendo le piccole e medie imprese italiane dall'aggressività cinese, si blocchi anche, nel mucchio, quel poco di esportazione autenticamente cinese che, a parzialissima compensazione dei profitti che gli occidentali, italiani compresi, fanno in Cina, riesce ad arrivare fino da noi.
Anche se pone qualche limite, a suo vantaggio, alla libera circolazione delle merci, Bossi non ne pone però alcuno a quella dei capitali. Nello stesso tempo è uno dei più decisi avversari dell'immigrazione. Cioé il capitale, per Bossi come per i globalisti, ha il diritto di andarsi a dislocare geograficamente dove è meglio remunerato, ma gli uomini, che spesso proprio dall'intrusione di quel capitale sono stati resi miserabili, no, non hanno questo diritto. Il denato ha più diritti degli esseri umani.
Insomma Bossi è Global per i capitali, limitatamente No Global per le merci, ferocemente No Global sulla circolazione degli uomini. E' Global o No Global a seconda che gli conviene. Troppo facile. E troppo comodo.
Massimo Fini




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