....d'estate
Scomparsa numero uno:
la Mitrokhin. Possibile he qui deve fare tutto la Telekom erbia? Che il presidente Enzo Trantino on abbia pace e che il presidente Paolo uzzanti non abbia stampa, seppur senatore seppur vicedirettore? Che gli amici dei erbi siano diventati più impegnativi delle spie dei sovietici? Della Mitrokhin (filologicamente parlando la commissione più esotica del Parlamento) non si hanno più notizie da prima dell’apertura degli ombrelloni.
Prorogata come un serial di successo (diciamo: “Un Mitrokhin in famiglia”) fino al termine della legislatura, si è definitivamente
appisolata. Sarà che il telefono ce l’abbiamo tutti e il cirillico non lo conosce nessuno, ma è indubbio che c’erano maggiori aspettative. Così era titolata, nel maggio scorso, un’intervista al presidente Guzzanti: “L’opposizione ha una paura fottuta di Mitrokhin”. Avrebbero dovuto perdere la favella, i fottuti; invece l’hanno persa i fottitori. Vero che il presidente Guzzanti nel frattempo ha aperto un contenzioso sul Giornale con Gheddafi, ma intanto di Nomisma a Mosca non c’è nuova. Non un soffio, un
soffietto, un spiffero, a parte baruffe tra i consulenti.
Addirittura neanche Bondi e Schifani, che nel caso avrebbero detto, hanno trovato a dire. E persino Gavino Angius si è permesso di esortare, con una sfottente missiva, il presidente Guzzanti a darsi da fare per “individuare i comunisti, gli ex comunisti, i proto comunisti, i paleo comunisti, i filo comunisti e tutti gli amici dei comunisti”. Robetta da leccarsi baffi e barba (rossa). Invece, proto e paleo, ex e neo, tutti lì ancora stanno. Si auspica un frizzante ritorno almeno nell’approssimarsi del tempo della vendemmia.
Scomparsa numero due:
il correntone. Dopo Aprile è venuto maggio, dopo maggio giugno, e con luglio ciao correntone. Agosto, poi, Mussi mio non ti conosco. Dovevano far vedere i sorci verdi a Fassino, ma
l’altro giorno pure Giovanna Melandri ha salutato la compagnia, preferendo al correntone il partitone (riformista). Era un posto,
il suddetto correntone, con ogni ben di Dio, da Lidia Ravera e Sergio Cofferati, dall’Unità ad Aprile. Poi si è dimesso Giovanni
Berlinguer, poi il portavoce Vincenzo Vita è andato a fare l’assessore, la Melandri è andata a Filicudi, Cofferati si è messo sulla strada del cardinal Lambertini, Veltroni non si sa se è andato perché non si è capito neanche se era arrivato. Il bastone è passato così, a metà luglio, a Fabio Mussi, che ai compagni fece subito sapere: “Calma e gesso”. Beh, l’hanno preso in parola. “Ma no – dicono ora i mussiani rimasti – non abbiamo
taciuto: mercoledì, sull’Unità, c’era un articolo di Pietro Folena”. Ecco fatto. Così Folena, per ben recuperare la lunga latitanza
politica, pone una questione ultimativa: “Possiamo danzare sull’orlo del burrone?”.
Si può provare a chiedere in giro. Comunque, con comodo, quelli
del correntone si rivedranno il 20 settembre, alla festa
dell’Unità di Bologna. E chi c’è c’è. Cesare Salvi, per esempio, non ci sarà: il suo Socialismo 2000 (il numero dei seguaci moltiplicato
per mille) se n’è già andato prima di andare in ferie. “Il correntone non c’è più”, ha fatto sapere all’Unità. Torna in autunno, si dice: come foglie sugli alberi.
Scomparsa numero tre: Santoro.
Qui siamo passati da “Michele chi?” a “Michele dove?”. Lo rivolevano in Rai, in prima serata, la pubblica opinione democratica, quella bulgara compresa, il giudice del lavoro, Lucia Annunziata, L’articolo 21 (l’associazione), i girotondi. Prima delle ferie pareva un’urgenza al pari dell’improvvisa penuria di condizionatori d’aria. Non un giorno di meno lontano dal video e lontano dal cuore. Tra ali di contesse e belle ciao, pareva proprio che dovesse arrivare prima di subito, che rosso (e nero) in prima sera, buona informazione si spera. Vabbé, gli scassaballe della Rai continuavano a rompere, persino per una serata con Bertinotti, ma insomma, il più sembrava fatto.
E invece, qui siamo: con Antonella Clerici che fa gli gnocchi in diretta al posto di Enzo Biagi e senza più notizie di Michele.
Anzi, quelle che arrivano mica promettono bene.
Persino il santorino più carino, Corrado Formigli, non c’è più: emigrato a Sky, con il suo “Controcorrente”, operante in terra di missione, tra i possedimenti di Murdoch.
Va bene il tramonto del Conduttore Unico delle Coscienze, ma il conduttore in consorzio Michele lo sa fare (se lo vuole fare).
Mica gli si può dire, mussianamente, calma e gesso.
Al più, calma e gessato (di Armani).
saluti




Rispondi Citando