Iraq. La Gran Bretagna invierà altri 1200 soldati
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Londra, 8 settembre 2003
La coalizione angloamericana ancora non è riuscita a riportare l’ordine in Iraq. Gli episodi di violenza si ripetono con frequenza, i soldati impegnati nel dopoguerra sono sempre più in pericolo.
Così per tentare di aumentare il livello di sicurezza, il governo della Gran Bretagna corre ai ripari.
Con un messaggio inviato alla Camera dei Comuni il ministro della Difesa britannico Geoff Hoon ha annunciato l’invio di altri due battaglioni, per un totale di 1200 uomini. In Iraq la Corona ha già 10500 soldati.
Ad ogni modo il portavoce del premier Tony Blair sostiene che la decisione inviare nuove truppe non è una "risposta ai recenti attacchi ma rientra nell'ambito complessivo di un piano strategico: quello di ridare al popolo iracheno il controllo del loro territorio a livello nazionale e non solo locale come già avviene nel novanta per cento delle città del Paese".
Sabotato un oleodotto a Kirkuk
Nel nord dell'Iraq si è verificata oggi un'altra esplosione in un oleodotto.
E' accaduto a 15 chilometri a sud di Kirkuk, non lontano dalla centrale elettrica Taaza.
A renderlo noto è stato un responsabile della difesa civile di Kirkuk, il comandante Saleh Mohammad, secondo il quale l'esplosione sarebbe dovuta ad un "atto di sabotaggio".
Disordini a Nassirya
I soldati del contingente italiano in Iraq sono stati coinvolti, senza conseguenze, ieri pomeriggio in una sparatoria nello stadio di Nassirya. L'episodio, che è costato comunque la vita ad un interprete iracheno raggiunto da un proiettile in pieno volto, è stato reso noto solo oggi. Secondo le ricostruzioni del comando italiano i disordini sarebbero iniziati tra gli ex militari iracheni in attesa di essere pagati.




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