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Discussione: Popolo di muratori!

  1. #11
    sacher.tonino
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    Cari Otto Rahn e Senatore
    Come sempre, le Vostre risposte sono autorevoli e ben riassumono quello che io mi sforzo di comunicare.
    Sulla questione della primordialità della Frammassoneria, mi piace immaginare Adamo che collabora con il Grande Architetto dell'Universo nei sei giorni della creazione.
    Ma questa è una mia libertà poetica, insomma, mi piace immaginare Adamo come il primo Frammassone della storia.
    Ma, ripeto, è solo una mia fantasia.
    Un abbraccio
    Antonio

    Il Grande Architetto dell'Universo


  2. #12
    Ludovico
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    In origine postato da sacher.tonino
    Che barba con questi sentimenti antimassonici.
    Ma quando lo volete capire che se non era per la Triplice Massonica Garibaldi - Mazzini - Cavour non sarebbe mai esistita l'Italia Unita.
    Appunto, non dovrebbe essere certo un motivo di vanto per gli italiani.
    E' un punto questo che dovrebbe essere anch'esso rianalizzato dalla cd "destra radicale". Non per dividere l'Italia (la situazione geopolitica è lontanissima dal periodo di pre-unione e la divisone probabilmente peggiorerebbe le cose), ma per aumentare la consapevolezza sulle origini della nostra nazione.

  3. #13
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    C'è stata una bella puntata di Stargate sulla Torino ottocentesca, replicata un paio di volte, in cui mostravano i vizzietti spiritistici dei "padri della patria", tutti sistematicamente massoni e spiritisti, e tutti odiatori di Chiesa e Impero.
    Anche il libro di Cecilia Gatto Trocchi "Risorgimento esoterico" riporta un po' di retroscena interessanti su quei personaggi.
    E' chiaro che si trattava, nel caso delle organizzazioni che prepararono l'unità politica d'Italia, di organizzazioni ANTITRADIZIONALI con precisi intenti sovversivi. Ormai dovrebbero saperlo anche i sassi, nella nostra area.
    L'idea di Nazione moderna ormai dovrebbe essere accettata più come lo stadio precedente (e quindi meno peggio) alla degenerazione internazionalistica, che non come "valore" in sè.

  4. #14
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    In origine postato da Ludovico
    Appunto, non dovrebbe essere certo un motivo di vanto per gli italiani.
    E' un punto questo che dovrebbe essere anch'esso rianalizzato dalla cd "destra radicale". Non per dividere l'Italia (la situazione geopolitica è lontanissima dal periodo di pre-unione e la divisone probabilmente peggiorerebbe le cose), ma per aumentare la consapevolezza sulle origini della nostra nazione.
    Però il Risorgimento non crea l'Italia dal nulla. Per fortuna la nostra patria ha radici assai più antiche e non è solo una accidentale costruzione del periodo nefasto dei nazionalismi europei. Del resto anche molti risorgimentali e massoni si rendevano conto di questo e in modo più o meno retorico intendevano la ritrovata unità politica come la ripresa di una via già tracciata ab antiquo. Mi vengono in mente i nomi di Carducci e Reghini. Cosicchè mi sembra pretestuoso questo immancabile riferimento al Risorgimento, come se senza di esso non si potesse parlare legittimamente di una patria italiana: non bisogna infatti dimenticare che le patrie e le nazioni precedono l'affermarsi degli stati nazionali; in altri termini lo stato nazionale centralizzato e burocratizzato non è che un modo possibile di realizzazione di un'identità politica e non l'unico. Oggi anzi è largamente superato, al punto che il mito risorgimentale è doppiamente superfluo. Non rende giustizia del passato e non è più valido per il presente. E' solo un fardello ideologico di cui liberarsi e non solo o tanto per l'influsso massonico, quanto perchè il nazionalismo, se pure è stato di qualche utilità - io ne dubito - dovrebbe lasciarsi alle spalle.

  5. #15
    Ludovico
    Ospite

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    In origine postato da Senatore
    Però il Risorgimento non crea l'Italia dal nulla. Per fortuna la nostra patria ha radici assai più antiche e non è solo una accidentale costruzione del periodo nefasto dei nazionalismi europei.
    Sono critico a proposito di quanto affermi. Le due realtà che dal medioevo all'unità hanno accompagnato le vicende politiche della penisola italica, la Chiesa e il Comune, sono entrambe antinazionali (seppur in termini assoluti).

  6. #16
    Ludovico
    Ospite

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    Quanto alle tue ultime osservazioni ti rimando al correttissimo post di Vahagn che forse ti è sfuggito, dal momento che lo avete scritto nello stesso minuto.

  7. #17
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    In origine postato da Ludovico
    Sono critico a proposito di quanto affermi. Le due realtà che dal medioevo all'unità hanno accompagnato le vicende politiche della penisola italica, la Chiesa e il Comune, sono entrambe antinazionali (seppur in termini assoluti).
    Eppure... non è un caso che il Barbarossa non si volesse far scappare l'Italia, dandola vinta ai comuni. Comunque il mio riferimento era a quegli autori che ricuperarono in modi diversi il senso di una tradizione italica in chiave vuoi imperiale-romana vuoi pitagorica.
    Vahagn avrà ragione, ma io contesto che si riduca tutto alla massoneria "spiritista", che, chissà perchè, non mi pare una causa efficiente. La causa è la caduta nella quantità indifferenziata, i massoni cavalcarono quest'onda, portandola a certi compimenti. Ma escludendo l'opera della massoneria resterrebbe il declino, dato scontato per la Tradizione.
    Un saluto

  8. #18
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    In origine postato da Vahagn
    C'è stata una bella puntata di Stargate sulla Torino ottocentesca, replicata un paio di volte, in cui mostravano i vizzietti spiritistici dei "padri della patria", tutti sistematicamente massoni e spiritisti, e tutti odiatori di Chiesa e Impero.
    Anche il libro di Cecilia Gatto Trocchi "Risorgimento esoterico" riporta un po' di retroscena interessanti su quei personaggi.
    E' chiaro che si trattava, nel caso delle organizzazioni che prepararono l'unità politica d'Italia, di organizzazioni ANTITRADIZIONALI con precisi intenti sovversivi. Ormai dovrebbero saperlo anche i sassi, nella nostra area.
    L'idea di Nazione moderna ormai dovrebbe essere accettata più come lo stadio precedente (e quindi meno peggio) alla degenerazione internazionalistica, che non come "valore" in sè.
    Caro Vahagn, negli anni venti dello scorso secolo, come ben sai Evola collaborava con il Reghini, che di Risorgimento era impregnato, ed era anche, lo dico di passata, massone. Reghini fece conoscere l'opera di Guenon in Italia, e immagino che lo stesso Evola si sia avvicinato a Guenon tramite Reghini.
    Ecco perchè io sostengo che è meglio non esagrare nel drammatizzare la massoneria tout court, tenendo ben in linea di conto le varie situazioni che videro personalità importanti vicine, se non dentro alla massoneria.
    Ciao

  9. #19
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    Ovviamente, caro senatore. Ma non è possibile non rilevare come negli ultimi secoli gli eventi e le correnti siano stati pesantemente indirizzati e favoriti in modo da industralizzare ilprocesso di decadenza, e da rendere liscia l'avanzata della sovversione.
    E chi ha migliori possibilità degli appartenenti degenerati alla casta dell'intelletto *? Ovvero chi si è ritrovato con le mani in pasta nell'esoterismo (i massoni che ereditarono i rimasugli delle organizzazioni esoteriche d'Occidente, traviandoli)

    * (anche se la massoneria, a rigore, sarebbe nata come iniziazione del terzo stato)

  10. #20
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    In origine postato da Vahagn
    * (anche se la massoneria, a rigore, sarebbe nata come iniziazione del terzo stato)
    Eccolo qui, l'argomento.
    L'alternativa allo Stato. Un alternativa interessata, un'alternativa che può anche definirsi interessante; alla stessa stregua della visione anarchica o minimalista dello stato, riduce i poteri in funzione degli interessi delle singole comunità, all'interno delle quali i piccoli campano meglio perchè i grossi campano molto meglio.

    Nell'esercito ritrovai il nonnismo basato su questa mentalità alternativa alla gerarchia.
    Devo dire che fui molto combattuto, da ufficiale di leva, su quale atteggiamento prendere su questo fenomeno, analizzandolo bene.
    Visto dal di fuori il giudizio è estremamente negativo per le varie ragioni che tutte le mamme adducono piagnisteando contro il portone del presidio.
    Ma visto nell'economia della funzionalità delle compagnie seriamente non sapevo cosa scegliere.
    I nonni davano le leggi comunitarie applicandole senza deroghe e senza alcuna democrazia. Non si sceglieva niente, pena la decadenza del sistema. Quelle erano le regole e quelle le punizioni, a volte crudeli.
    Ma, di fronte all'eguaglianza ed alla inflessibilità dell'applicazione, i ragazzi si convincevano da sè che quel sistema era l'unico possibile.
    Le compagnie funzionavano meglio, più inquadrate, più ordinate, perfino più convinte, fino al fanatismo, a volte. Dipendeva dal nonno.
    Le altre compagnie funzionavano normalmente, sbracate e democraticamente apatiche. I ragazzi più sensibili la notte piangevano; c'era malumore, nostalgia della casa, rigetto dell'apprendere qualsiasi cosa, tranne l'eccezione di qualche ragazzino davvero portato alla vita militare che estrapolavamo con cura dall'insieme per avviarlo lentamente in accademia.

    Alla fine decisi, dopo giorni di pensare.
    Entrai di notte durante un "cucù" nel quale sull'armadietto c'era, ignudo, l'ultima tremante recluta agli ordini dei ghignanti sottostanti.
    Il senso dello Stato prevalse in me anche quella volta.
    Fui duro. Ma mi costò. E forse stavo per pentirmi, visto che la mia compagnia da quel giorno perse molto in rendimento.
    C'era anarchia, succedeva di tutto, qualsiasi coglioncino un pò più atletico degli altri dettava legge.
    I nonni furono mortificati, non parlarono più; ligi al dovere, più degli altri, mortificati nell'orgoglio, cominciarono a congedarsi dopo qualche mese.
    Più volte il mio furiere mi chiese di permettere quel loro ordinamento interno.
    Più volte il mio colonnello mi chiese cosa accadeva, anche se lo sapeva benissimo, incoraggiandomi col dire che in fondo davo troppo, che "i ragazzi sapevano organizzarsi da sè". Anche lui...

    Rimanemmo in due a non ripensarci. Massimo Ceruti mi scrive da Milano molto spesso. Dovevamo raffermarci insieme. Ci piaceva quel mondo, ci piaceva vivere in simbiosi con i ragazzi, scorrazzare su per i monti con i carri Leopard, ci piaceva vivere così.

    A volte il ricordo di quella scelta rimette in dubbio i miei valori. Quando voglio analizzarmi, quando neanche io comprendo di cosa ho bisogno, spesso ripenso a quel bivio, che è quello di questo thread, o meglio della sua evoluzione.

    Non c'è, io credo, una soluzione, perchè l'idealità di uno Stato scritto con la S maiuscola cozza molto contro la realtà di un insieme di comunità nelle quali se non regna la massoneria, c'è la camorra, o la 'ndrangheta, o la mafia, e comunque sopra a tutti costoro, il denaro.

    Il nostro Duce non avrebbe avuto chance senza quel famoso incontro di alcuni giorni prima, se non la vigilia, della marcia su roma. Due parole, brevissimo sguardo, la massoneria romana assentiva. E' storia, non diminuisce il valore delle scelte fasciste.
    Ma è realtà.


    Saluti.



 

 
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