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In Origine Postato da Amati75
"Io ti rispondo e sempre e dovresti saperlo."
Lo scritto perche' nell'altro post dove s'e' affrontato tale discorso non ho avuto risposta, forse non l'avrai vista.
"Amati, io comprendo quello che dici ma sei in primis "fuori tempo", con una concezione unilaterale della globalizzazione e con bel po' di presunzione, sopratutto quando dici che io "non avrei capito" le logiche della medesima e attribuisci a oscure ideologie quello che scrivo.
Mi fa piacere che tu riesca a sopravvivere anche con l'IKEA ma non hai focalizzato in realta' il vero punto del problema.
Ovvero la sostanziale differenza che sussiste tra "sistema produttivo" e "opportunita' di mercato".
Mi spiego meglio."
Veramente la differenza che esite fra i due concetti l'ho ben chiara. Come ho ben chiaro che con la globalizzazione sara' sempre piu' importante differenziarsi, segmentizzare il propio mercato, se si e' piccoli offrire prodotti di nicchia con un valore aggiunto, o semplicemente offrendo un servizio migliore, attenzione personalizzata ecc...
"Io non so se tu sia il titolare dell'azienda sotto il profilo della produzione e ANCHE del marchio distribuito, ma cio' che accade attualmente e' che queste entita' risultano SEPARATE."
Importiamo dall' Italia, ed i salotti li fabbricchiamo qua con materia prima italiana dato che il costo della logistica per il volume di tale prodotto lo rende troppo elevato per il nostro segmento di mercato.
Quindi si puo' dire che affrontiamo entrambi i concetti.
"Mettiamo il caso che tu produca per il marchio X e che il medesimo marchio ti dica "caro il mio Amati, mi spiace, lei non e' piu' competitivo, abbiamo un concorrente in Cina che produce le stesse cose che fa la sua azienda con gli stessi materiali (o migliori o diversi) ad un prezzo inferiore del 20%" "
Non sono terzista quindi nel mio caso non succederebbe, ma l'esempio che tu poni non succede esclusivamente a livello internazionale, puo' benissimo succedere a livello locale, basta che una azienda non stia attenta ai costi, o che investa meno in tecnologia piu' efficente o che tardi di piu' nellla produzione ecc...
Se inoltre un azienda prdouce qualcosa che si puo' produrre con la stessa qualita' in Cina, allora ha gia' di per se dei probblemi visto che non ha capito con anteriorita' che non puo' competere sui costi. Ovviamente non s'e' differenziata (creando cosi un valore aggiunto). Se uno dorme qualcuno che lo sorpassa arriva sempre o dalla Cina o dietro casa.
"Tu hai due possibilita', o muori o affami te e i tuoi dipendenti per rimanere in corsa."
Di possibilita' ve ne sono molte di piu'. Puo' investire in una linea d'assmeblaggio in Cina, mantenendo parte dela produzione nel paese d'orgine, differenziare il suo prodotto finale, aumentarne la qualita' facendo lo sforzo di assorbire l'incremento fin dove economicamente possibile, innovare piu' rapidamente (cosa che ancora oggi la si puo' far benissimo, i Cinesi ad esempio, copiano (ed in molti casi molto ma molto male, non innovano). NOn si puo; competer unicamente sui costi, non v'e' storia ne protezionismo che tiene.
"Seconda possibilita', sei il proprietario del marchio.
A questo punto dopo esserti molto divertito in Messico ma anche affaticato perche' la gestione della produzione e' difficile e pesante, ti si offre l'opportunita' di poterti "svincolare" dalla produzione e poterti dedicare esclusivamente al marketing ed alla gestione del marchio.
Finalmente ! Diresti, e magari potresti scegliere tra i fornitori quello che ti garantisce ovviamente un miglior rapporto prezzo/prestazioni tra fornitori cinesi, thailandesi, messicani, brasiliani e chi piu' ne ha ne metta."
Sotto un aspetto e' cosi, ovvero importiamo dall' Italia e efettuamo la distribuzione dle prodotto. E qeusot e' un esmpio di come ill tuo raigonamento abbia dlle falle. Ovvero, anche qua in Mesico vendono sedie Cinesi, che competono con quelle Italiane ad un 1/4 del costo. In teoria dovrei gia' esser chiuso o cercre un altro mercato. Poi pero' arriva il pero'. Non competo sui costi. Ovverro non competo con i Cinesi. I due prodotti hanno qualita' e rifiniture completamente diverse, per esempio nelle sedie in Aluminio, loro le avvitano, una sedia di qualita' e saldata, ed hauno spessore piu' grosso di quello Cinese, ovvero costa anche 4 volte fdi piu' ma dura anche 4 volte di piu'. Chi compra una sedia Cinese punta al prezzo, chi compra una saldata, punta alla qualita', sono due mercati completamente diversi.
Ovvero, non si sceglie unicamente in base al costo del prodotto, il costo del prodotto e' l'unico fattore se tutti gl'altri fattori sono uguali, se cosi non e' non e' neanche il fattore determinante.
"E chiaro che i reali "vantaggi" della globalizzazione chi li ha avuti?
E "quante" persone li hanno avuti?
Nel secondo caso i vantaggi per te sono enormi. Ma SOLO per te (per la stragrande maggioranza) e per la tua segretaria, l'addetto al marketing e pochissimi altri collaboratori."
I vantaggi chi li ha avuti? Chi si sveglia e non rimane a dormire. L'unica cosa che cambia e' che chi dorme ha meno tempo per svegliarsi, dato che vi sono piu' concorrenti.
Ti faccio un altro esempio da quando il Messico s'e' aperto con l'avvento del Nafta (ed ora ocnil trattato di libero commercio con la UE), i poveri sono diminuiti (pur restandovene moltissimi logico), la percentuale di persone che sono propietarie della propia casa e' aumentata considerevolmente, la gamma dei prodotti esportati e' aumentta radicalmente , le riserve di valuta pregiata sono considerevoli, la sudditanza alle esportazioni del petrolio e' ora minima dato che prima il petrolio ed affini rappresentava piu' del 90% delle esportazioni, ora e' il contrario ovvero piu' del 90% sono prodotti non legati al petrolio.
"IN OGNI CASO invece la stragrande maggioranza dei lavoratori viene "spinto verso il basso" se non rimane disoccupato."
Anche in questo non e' propio vero, cosa va in basso sono quei setori del'industria che competeno nello stesso segmento e nelle stesse condizioni. I casi dei paesi Asiatici tipo Singapore, Corea del Sud ecc.. e' un buon esmepio, ovvero quando iniziarono a produre prodotti per poi esportarlil producevano prodotti ad alto contenuto manuale, ovvero basso contenuto tecnologico, quindi il lrto mercaotsi basava unicamente sui costi, tipo l'industria tessile o anchel'industira elettronica dei prodotti di massa, ovvero standarizzati e di basso costo.Ora ad emspeio Singapore non produce nulla, pero il livello di vita e' molto piu' alto, dato che s'e' specializzato nella finanza, e' uno dei centri finanziari piu' importanti dell'Asia. La OCrea del Sud produice ed epsorta prodotti che non competono unicamente sui costi e sono prodotti ceh rihciedono un contenuto tecnologico piu' elevato. Ovvero meno un paese produce prodotti ad altro contenuto manuale piu' aumetano gli stipendi, semplificato ma e' cosi. Questo ad esempio, succedera' anche alla Cina col passare del tempo.
Qua in Messico si sta cambiando per forza di cose nel tipo di prodotti maufatturati. Le line di assemblaggio ad alto contenuto manule (Tessile principalmente) stanno poco a poco chiudendo per emigrare in Cina, dove il costo orario e 1/4 di quello Messicano. Stanno pero' aumentando le Maquilladoras di prodotti con un contenuto tecnologico piu' elevato come ad esempio la nuova linea di assemblaggio della Samsung in Queretaro.
"Se non riesci a capire che la logica della produzione e' sostanzialmente svincolata dal sistema commerciale e di marketing, mi spiace ma della globalizzazione hai capito ben poco tu."
E ti ripeto...io l'ho cpaita molto ma molto bene, come detto prima, e forse t'e' sfuggito, sei tu che o non capisci o non vuoi capire i concetti di differenziazione, segmentazione ecc.. Non si puo' eslcusivamente competere sui costi, tutto dipende da che tipo di prodotto si offre e a chi lo si vuol offrire.
"E' la logica di redistribuzione della ricchezza che viene fondamentalmente stravolta e quelle che tu chiami "opportunita'" altre non sono che occasioni di maggiore sfruttamento delle risorse naturali e di forza lavoro."
E qui esce la ideologia...vede che non era cosi oscura tale ideologia...
La Globalizzazione e' unicamente questo: Chi non si sveglia e apporta cambi reali ed efficenti, scompare. Per questo per me e' di principale importanza far si ad esempio che la Cina rispetti gl'accordi firmati, dato che in tale caso le innovazioni potrebbero esere una reale ed efficace forma di differenziazione dei prodotti dato che ripeto, siamo noi che innoviamo, non loro.
"Certo che se sei tra i pochissimi che della medesima ci godono (e parecchio) la difenderai contro ogni logica e chiudendo occhi, orecchi e naso, ma non PUOI pretendere di far passare agli altri la medesima come il "grande Eldorado" che fara' diventare tutti piu' ricchi, perche' francamente (nel caso) o non hai capito un emerito cazzo oppure ci ciuli nel manico a manetta."
Pochissimi? Stando alla FAO, la percentale di persone che soffre di fame cronica sta diminuendo, stando alla WB la percentuale di persone che vivono in estrema poverta' sta diminuendo. Ci vuole piu globalizzazione, non meno e soprattuto ci vuole un organismo realmente forte che serva da bilanciere , non l'attuale WTO che non ha poteri reali per far rispettare ne accordi ne sanzioni.
Saluti
Amati, non ci siamo.