1 Mi riferisco alle amministrative in generale (la CDL guadagnò in quanto alle provinciali Reggio Calabria e in quanto alle comunali il saldo fu a suo favore di circa 20 comuni a sud di Roma, mentre nel Centro-Nord uscì indebolita).In Origine Postato da AngelodiCentro
1 ti riferisci alle provinciali(ma anche in quelle ci fu l'avanzata della CdL), ma io mi riferivo ai comuni, dove appunto c'è stata l'avanzata di centinaia di migliaia amministrati in più.
Bologna è diversa da Verona perché si tratta di un vero e proprio crollo di una classe dirigente vecchia e ammuffita che aveva tenuto il potere per 50 ANNI, quindi la città, pur essendo in maggioranza di sinistra, nn ha più l'equilibrio che esisteva ai tempi d'oro del PCI. Verona invece rimane una roccaforte bianca a tutti gli effetti, il disastro è dovuto solo dalla lista civica della ex sindaco, Michela Sironi, che poi al secondo turno si è apparentata con le sinistre.
2 sogna sogna
3 guarda che Montanelli era un LAICO liberale di destra, altro che clericale!!! la DC vinse anche grazie all'apporto della borghesia laica, liberale e anticlericale che si "turò il naso".
Non è assolutamente vero che con l'arrivo di Craxi tramontò la possibilità, che rimase in piedi fino al 1992, l'anno in cui il PDS entrò nell'Internazionale proprio grazie all'intercessione del PSI, che avrebbe accettato volentieri un governo Amato con tutta la sinistra, ma il PDS si rifiutò. Le occasioni nn mancarono mai...piuttosto si avevano due visioni DIVERSE di "alternativa di sinistra": quella del PSI era moderna, europea e liberale, con i socialdemocratici che guidavano la coalizione, quella del PCI era frontista, populista e settaria, come è dopotutto tuttora gran parte dell'Ulivo.
Il disastro a Verona fu dovuto alla Sironi e al senatore Frau, eletto con FI, che appoggiò la scelta dell'ex-sindaco. Bene.
A Bologna invece non teniamo mai conto della posizione defilata di RC al ballottaggio e della vendetta dei "prodiani" verso i DS (D'Alema e la storia della caduta di Prodi) di cui tanto si parlò nei giorni seguenti.
Quindi Verona è graniticamente di centro-dx (senza Lega sareste sotto) mentre Bologna è in bilico (Ulivo senza Di Pietro attorno al 58% nel 2001). Evviva!
2 Tu invece vai tranquillo e sereno, mai pensare che la partita è aperta.
3 Credi che non lo sappia. E' la prova di come nella DC confluissero più tendenze, che io continuerò a chiamare CONSERVATRICI, benchè neanche sulla terminologia si possa più concordare.
Su Craxi 2 considerazioni:
A Un decennio di litigi fra i due partiti della sinistra italiana resero una chimera quella possibilità di cui parli, e il PSI praticamente ovunque si alleava con PSDI e DC.
B Un merito Craxi lo ebbe: quello di capire per primo la dimensione europea del socialismo. Ma nella realtà come lasciò intuire Berlinguer in un'intervista del 1981 nei fatti prese dalla DC non il meglio ma il peggio, cioè la capacità di intercettare una fetta del voto clientelare, non badando a sviluppare programmi nuovi. Anzi, aggiungo io, negli anni '80 grazie anche a lui il malaffare aumentò e un certo punto il pentolone esplose.





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e rimane un 4-5 più un 2,5 di ex PSDI nel Cdx o nel nn voto. Comunque, nn sapremo mai con esattezza chi sta con chi, quindi questa è aria fritta
e hanno organizzato un Forum per l'Unità Socialista che sia anticamera di liste comuni alle Europee qualora Di Pietro (come purtroppo sembra) entrerà nella lista riformista. E a Trento e in Umbria i due partiti si sono federati e si presenteranno uniti alle prossime elezioni regionali e provinciali (nel csx...
Beh, De Michelis ha detto che per lui, se se ne vanno i massimalisti, si poteva fare anche la lista unica PSE con i DS, quindi qualcosa è in movimento...speriamo bene!
E credo proprio che, tristemente, se i suoi tanti estimatori riusciranno a farlo entrare nel listone, i voti dei Socialisti saranno appannaggio della CDL per un bel pò....