________________In Origine Postato da Pasquin0
purtroppo quella è una vacca e non un toro...
Non si può avere tutto![]()


________________In Origine Postato da Pasquin0
purtroppo quella è una vacca e non un toro...
Non si può avere tutto![]()


La Santa Inquisizione voleva giustiziarlo colpendolo col pendolo...
Il pendolo oscillava ad angolo retto con il mio corpo allungato. Capii che la mezzaluna era stata progettata per attraversarmi la regione del cuore. Avrebbe sfilacciato la saia della mia tonaca… sarebbe tornata e avrebbe ripetuto l’operazione… poi ancora e ancora. Nonostante la terrificante ampiezza della sua oscillazione (una decina di metri e forse di più) ed il sibilante vigore della sua falcata, che avrebbe potuto spaccare le pareti d’acciaio, tuttavia per molti minuti, avrebbe potuto soltanto sfilacciarmi la tonaca.
A questo pensiero mi arrestai. Non osavo procedere in questa riflessione. Mi ci soffermai con testarda attenzione… come se, insistendo, potessi arrestare lì la discesa dell’acciaio. Mi sforzavo di concentrare il pensiero sul suono che avrebbe fatto la mezzaluna quando mi fosse passata attraverso la veste… sulla particolare sensazione eccitante che l’attrito della stoffa produce sui nevi. Riflettei su questi trascurabili eventi fino a sentirmi rabbrividire.
Giù… scivolava giù con continuità. Mi sentivo invaso da un delirante piacere confrontando la sua velocità di discesa con quella oscillazione. A destra… a sinistra… in lungo e in largo… con l’urlo di uno spirito dannato! E verso il mio cuore, con il passo furtivo di una tigre. Alternativamente ridevo e urlavo, a seconda dell’idea che diventata dominate.
Giù… implacabilmente, lentissimamente giù! Vibrava ormai a dieci centimetri dal mio petto! Lottai violentemente – furiosamente – per liberare il braccio sinistro: era libero soltanto dal gomito alla mano. Potevo raggiungere la bocca partendo dal piatto a fianco a me, con grande sforzo, ma non andare più in là. Avessi potuto rompere i lacci sopra il gomito, avrei afferrato e tentato di fermare il pendolo. Tanto valeva tentare di arrestare una valanga! Giù… sempre incessantemente… inevitabilmente più giù! Ansimavo e lottavo a ogni vibrazione. Mi ritraevo convulsamente a ogni oscillazione. I miei occhi seguivano le sue evoluzioni verso l’esterno o verso l’alto con l’ansia della più indescrivibile disperazione; si stringevano spasmodicamente quando ne vedevano la discesa, sebbene la morte non potesse essere che un sollievo, oh quanto indicibile! Eppure tremavo in ogni fibra al pensiero che un piccolissimo abbassamento del meccanismo mi avrebbe affondato la lama affilata e scintillante nel petto...


E' proprio vero che la fantasia non ha limiti e i tuoi limiti sono molto ampi.![]()