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    La7 farà una diretta sulle principali manifestazioni a partire dalle 100

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    Cento città, un milione di lavoratori in piazza contro la rapina alle pensioni
    di red

    Il popolo dei lavoratori e quello dei pensionati si è messo in marcia per le cento manifestazioni che in tutta Italia accompagneranno lo sciopero generale proclamato dal Cgil, Cisl, e Uil per protestare contro il progetto di riforma previdenziale del governo Berlusconi. Molti gli slogan di risposta diretti al ministro Maroni che ieri aveva tentato di liquidare quello di oggi come uno sciopero "part-time".

    Alla manifestazione di Roma presenti almeno 15omila persone. Il lunghissimo corteo, giunto a piazza Navona dopo due ore di sfilata, è stato aperto da una fila di taxi, seguiti da una enorme riproduzione della "bocca della verità", che è anche il luogo da cui Cgil, Cisl, e Uil hanno scelto come punto di concentramento, per ribadire simbolicamente il "no" alle bugie del Governo. Dal palco Il leader della Cisl, Savino Pezzotta avverte: «Lo sciopero di oggi, con questa grande partecipazione, è il nostro primo, importante segnale, che non potrà essere ignorato. La nostra mobilitazione non si chiude oggi: non pensi il governo che ci fermeremo quì». E parlando del rapporto ormai interrotto tra sindacati e Governo: «abbiamo dovuto registrare il punto più basso nei rapporti tra le parti sociali ed il governo. Siamo passati dalla concertazione, al dialogo sociale e, ultimamente, al monologo sociale».

    A Bologna, poco dopo le 9.30 è partito il corteo principale della manifestazione organizzata dai sindacati. Diverse migliaia di persone si sono radunate nel punto di concentramento in Piazza dell' Unità, nel quartiere Bolognina. A guidare il corteo, tra le prime file, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che prima di iniziare si è intrattenuto in un lungo e affettuoso saluto con l' ex segretario generale Sergio Cofferati, adesso candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative di Bologna. Il corteo è stato aperto da un grande striscione di Cgil, Cisl, Uil con la scritta “Un grande movimento di lotta per pace, sviluppo, equita' e dirittì”, ed è confluito a Piazza Maggiore per il comizio finale con gli altri numerosi cortei, formati da lavoratori e studenti. Le prime stime parlano di settantamila presenze. Dal palco Epifani annuncia alla gente presente: «Oggi con noi sciopera tutto il Paese, anche i sindacati moderati e di destra, scioperano tutti». IL segretario della Cgil ha continuato tra gli applausi, «e questo la dice lunga su come il governo ha scontentato tutti».

    Alla manifestazione di oggi hanno aderito anche molti lavoratori delle fabbriche. Da Torino arrivano i dati sulla partecipazione degli operai di Mirafiori, uno dei luoghi simbolo della lotta operaia, attualmente in crisi a causa del declino dell’industria automobilistica italiana: E' del 60%, con punte del 70%, l' adesione dei lavoratori della fabbrica torinese allo sciopero generale.

    Sono ottantamila, secondo una prima stima sindacale, i partecipanti al corteo di Napoli. Intanto, il sindacato informa che nelle aziende del presidente di Confindustria D'Amato, la Seda e la Ipi di Arzano, l'adesione dello sciopero è stata rispettivamente del 95 e 90%. All’inizio del corteo di Napoli si registra anche un momento di tensione, dove alla partenza del corteo organizzato dai sindacati, un gruppo dei lavoratori di aziende produttrici di amianto ha vivacemente contestato la presenza alla testa del corteo del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Gli operai hanno detto di essere stati abbandonati da forze politiche e sindacati in occasione della decisione della Finanziaria che ha abolito i benefici previdenziali per i lavoratori delle fabbriche che trattano con l'amianto. Lo stesso Angeletti ha cercato di rispondere ai lavoratori, compito reso difficile dal clima particolarmente teso. Alla fine del corteo, dai microfoni del comizio, Angeletti ha detto: «Il governo, sulle pensioni, fa una politica disastrosa, basata su una marea di bugie e falsità per occultare e nascondere il vero problema del paese», cioè che l'Italia «non sta crescendo». Il segretario della Uil non ha escluso un altro sciopero dei sindacati per il Mezzogiorno.

    «Mi aspettavo una grande partecipazione. Questo è uno sciopero importante, uno sciopero sia per le pensioni sia sui temi dello sviluppo. Nel Mezzogiorno riguarda anche il bisogno che c'é di avere più risorse» ha detto Antonio Bassolino, presidente della regione Campania, presente al corteo. Ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul battibecco accaduto tra Angeletti e lavoratori dell'amianto Bassolino ha risposto: "Se siamo tra 80 e 100 mila è un fatto enorme. Bisogna valorizzare moltissimo l'unità sindacale che si è ricreata perché l'unità è la forza dei lavoratori. Più uniti i lavoratori sono più forti sono».

    Le “tute verdi” dell’Ilva hanno aperto il corteo di Taranto. Erano almeno quindici anni che il lavoratori della più grande industria siderurgica italiana non partecipavano così numerosi ad uno sciopero. Negli ultimi venti anni l’Ilva ha ridotto il numero di lavoratori di trentamila unità, e oggi una buona parte di loro sono precari con contratti come Co.co.co. per questo il molti hanno deciso di sfilare lo stesso prima di andare in fabbrica. Il corteo è iniziato con un bel gesto simbolico dei rapprsentati di Cgil, Cisl, e Uil, che si sono scambiati le bandiere delle rispettive confederazioni in segno di unità, contro le dichiarazioni sullo sciopero “part-time” del ministro Maroni

 

 
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