Chi risiede in un comune lavora e paga le tasse ha diritto d'eleggere i rappresentanti locali.
Chi risiede in un comune lavora e paga le tasse ha diritto d'eleggere i rappresentanti locali.


Lo dice la logica.In origine postato da Manuel
Chi risiede in un comune lavora e paga le tasse ha diritto d'eleggere i rappresentanti locali.
E' chiaro che se una simile proposta passasse anche alla lontana, il mio voto pro-cdx scompare di corsa
L'unico aspetto positivo della faccenda è che AN perderà un sacco di voti![]()


La differenza è che potranno votare solo alle locali e non alle nazionali.In origine postato da ZENA
Questo lo dici tu, non la Costituzione che attribuisce la sovranità al popolo, ovvero a coloro che godono della cittadinanza italiana! Non ne faccio un problema di italianità, anche se in questo caso è naturale anche per chi si definisce padano prender posizione a difesa dell'attuale nazione, ma un problema di principi: se si misconosce l'esclusività del godimento dei diritti politici sul relativo territorio a un corpo nazionale,qualunque esso sia, se ne minano le fondamenta vanificando il senso stesso del diritto costituito! I cittadini extracomunitari non possono essere equiparati ai cittadini italiani, perchè allora essere italiani non avrebbe più alcun senso, laddove italiano è termine interscambiabile, semplice variabile. Sarebbe il trionfo primo della società cosmopolita, ossia di una civiltà vuota, puramente formale e destinata a crollare sotto il peso della contraddizione fra l'essere europei e cercare le strade più brevi per scimmiotare l'America che, ricordiamo, non è una nazione ma uno "stile di vita" modellato su una carta dei diritti. Anche a livello locale non si possono spogliare le comunità dei loro diritti a un particolare e individuato "bene comune" , come se fosse sufficiente il lavoro e la residenza e non piuttosto la maturata condivisione di valori essenziali, che nel sangue hanno la loro migliore garanzia, a discriminare l'appartenenza reale da quella puramente formale.
Se fossero solo ospiti non dovrebbero nemmeno pagare le tasse.
Tu ospiti un tuo amico e gli fai pagar l'affitto della stanza?


Discorso senza senso: poichè hanno diritto a ricevere tutte le prestazioni sociali che spettano agli italiani, hanno il preciso dovere di pagare le tasse, posto inoltre che sono ospiti ma non amici. Tra l'altro se non lo sai, qualora decidano di ritornare nel loro paese hanno diritto a rientrare in possesso dei contributi I.N.P.S.. Quindi da questo punto di vista non vi è nessuna discriminazione. Il discorso locale/nazionale mi interessa relativamente: sempre diritto politico è, e del resto voi rifondaroli non avete in mente di estendere in questo senso il suddetto diritto?In origine postato da Il_Siso
La differenza è che potranno votare solo alle locali e non alle nazionali.
Se fossero solo ospiti non dovrebbero nemmeno pagare le tasse.
Tu ospiti un tuo amico e gli fai pagar l'affitto della stanza?
In un ordinamento normale, la funzione economico-produttiva è considerata come la + bassa e senza valore qualitativo, né etico, né politico, né spirituale.
In altre parole, l'identità, l'appartenenza, la comunanza di destino, il sentimento di fedeltà e tutto ciò che serve per unire una comunità non si comprano.
Nel momento in cui - dalla visione del mondo borghese in poi - alla definizione della comunità di può accedere con criteri e mezzi economici, i popoli sono virtualmente morti.
Sottoscrivo.In Origine Postato da Der Wehrwolf
Fini e AN fanno schifo..peggio dei dc!! peggio dei comunisti!!


Che non sono amici è solo una tua idea, che non trova alcun riscontro nella maggior parte della popolazione. Io sono favorevole al diritto di voto strettamente legato ad almeno 5 anni di permanenza nello stesso luogo e a livello nazionale per almeno altri 5 anni. Una volta diventati cittadini italiani a tutti gli effetti il problema non si pone piu'. Secondo il tuo ragionamento tu non dovresti votare alle nazionali ma solo a Genova e in Liguria, o sbaglio?In origine postato da ZENA
Discorso senza senso: poichè hanno diritto a ricevere tutte le prestazioni sociali che spettano agli italiani, hanno il preciso dovere di pagare le tasse, posto inoltre che sono ospiti ma non amici. Tra l'altro se non lo sai, qualora decidano di ritornare nel loro paese hanno diritto a rientrare in possesso dei contributi I.N.P.S.. Quindi da questo punto di vista non vi è nessuna discriminazione. Il discorso locale/nazionale mi interessa relativamente: sempre diritto politico è, e del resto voi rifondaroli non avete in mente di estendere in questo senso il suddetto diritto?


1) Che non sono amici non è un'idea mia, poichè tale definizione non compare da nessuna parte ed è una semplice mistificazione senza alcun senso politico.In origine postato da Il_Siso
Che non sono amici è solo una tua idea, che non trova alcun riscontro nella maggior parte della popolazione. Io sono favorevole al diritto di voto strettamente legato ad almeno 5 anni di permanenza nello stesso luogo e a livello nazionale per almeno altri 5 anni. Una volta diventati cittadini italiani a tutti gli effetti il problema non si pone piu'. Secondo il tuo ragionamento tu non dovresti votare alle nazionali ma solo a Genova e in Liguria, o sbaglio?
2) Io non dovrei votare alle elezioni politiche? E perchè mai? Io, mi piaccia o meno, sono cittadino italiano dalla nascita e in virtù di un diritto di sangue. Usare il voto per sostenere forze padane è un mio pieno diritto.


Non sono ne amici ne nemici, sono persone come tutte le altre e come tali vanno trattate.In origine postato da ZENA
1) Che non sono amici non è un'idea mia, poichè tale definizione non compare da nessuna parte ed è una semplice mistificazione senza alcun senso politico.
2) Io non dovrei votare alle elezioni politiche? E perchè mai? Io, mi piaccia o meno, sono cittadino italiano dalla nascita e in virtù di un diritto di sangue. Usare il voto per sostenere forze padane è un mio pieno diritto.
Seguivo il tuo ragionamento e la conclusione che ne traevo era quella. Sei cittadino italiano e voti alle nazionali, è logico.