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PAROLA DI PREMIER
• «MAI COSÌ BENE»
«Nella storia del contrasto alla criminalità non c’è mai stata
un’attività così fruttuosa. Questo a dimostrare il grande
impegno del governo in materia di sicurezza. Con il ministro
Pisanu il rapporto è molto stretto. Quando c’è un’operazione
importante ci sentiamo molto presto la mattina»
(28febbraio 2003)
• «IMPEGNI RISPETTATI»
«Nel contratto con gli italiani avevamo promesso che i
reati sarebbero diminuiti di un 20%, ma l’andamento
positivo mi fa sperare che entro il 2005 si potrà passare
dai 3 milioni di reati commessi nel 2000 a 2 milioni. È
un traguardo ambizioso»
(16maggio 2003)
• «MEGLIO DELL’EUROPA»
«Per diversi aspetti oggi in italia l’ordine pubblico e la
sicurezza risultano al di sopra dei livelli medi europei.
Questi dati dimostrano che il governo sta rispondendo
con crescente efficacia alle molteplici sfide dell’illegalità
e della criminalità diffusa»
(13agosto 2003)
Roma, 22:06
Viminale: lotta a mafia condotta con impegno ed efficacia
Con una nota diffusa in serata il Viminale interviene nella polemica innescata oggi da Luciano Violante. Il capogruppo dei Ds alla Camera aveva detto che la mafia adesso ha meno paura grazie a Berlusconi. La lotta alla mafia ed alla criminalità organizzata - si legge nella nota del Viminale - viene condotta dal Governo in carica "con crescente impegno ed innegabile efficacia, come dimostrano i dati del rapporto annuale sullo stato della sicurezza e quelli piuì' recenti resi noti dal presidente Berlusconi e dal ministro Pisanu nella conferenza stampa di venerdì 10 ottobre". (red)
Relazione sull’attività 2002 delle forze dell’ordine: i delitti denunciati sono il 3,13% la regione maglia nera: +17%
Anche la Polizia sbugiarda Berlusconi
Diffusi i dati sulla criminalità: aumentano furti e rapine. Il primato alle città del Nord
Salgono del 231% gli
sbarchi verso
la Sicilia. 12 mesi fa
avevano detto:
incremento solo
del 4,76%...
Smontate
le dichiarazioni
del presidente
del Consiglio: l’anno
scorso più di 2 milioni
di delitti
ROMA Sorpresa: rapine, furti, tentati
omicidi sono in costante aumento.
La spina nel fianco di Berlusconi questa
volta è il suo stesso ministro dell’Interno
Pisanu che il 6 ottobre scorso
ha presentato al Parlamento la relazione
annuale sulla criminalità in Italia
sbugiardando l’ottimismo del premier
sulla sicurezza delle nostre città.
Un rapporto a cui il governo ha messo
la sordina dando evidenza solo ai
dati sull’aumento della violenza politica,
tanto si distaccava da quello di
Scajola che tanto esaltava gli eccellenti
risultati raggiunti dal governo di
destra nella lotta alla criminalità. I
numeri oggi parlano chiaro, anche
se occultati dal dato percentuale: nel
2002 sono diminuiti di poco gli omicidi
(639 contro i 746 del 2000), ma i
tentati omicidi sono aumentati del
6,94%, le rapine del 5,12% (rispetto
al 2001), i furti dello 0,14%. Sembra
poco, ma è appunto il gioco delle
percentuali che dà una percezione
sbagliata. Perché la realtà è peggiore
e basta leggere i numeri: il totale dei
delitti è 2.231.550 (contro i
2.205.966 del 2000), di questi il
58,49% sono furti. A ben guardare i
bei grafici preparati dagli esperti del
ministero che mettono a raffronto
gli ultimi tre anni - cioè il passaggio
dal governo dell’Ulivo a quello di
Berlusconi - si svela un’altra bugia
del premier: alcuni reati (li prendiamo
a campione) erano enormemente
aumentati nel 2001. Un esempio
per tutti le estorsioni: 3.442 nel
2000; 3.749 nel 2001; 3.628 nel 2002.
Infine un dato che merita la citazione
del rapporto: «Durante il 2002 -
scrive il ministero dell’Interno - si è
assistito ad un aumento del 231%
del flusso di clandestini diretti alle
coste della Sicilia (5.504 persone
sbarcate nel 2001, 18.225 nel 2002)».
Come dire, una certa discrepanza
con i le cifre fornite dal sottosegretario
all’Interno nel giugno del 2002.
Citiamo Mantovano: «Nel primo anno
del governo Berlusconi c’è stato
un aumento complessivo degli sbarchi
del 4,76%...». Altra sorpresa: le
regioni a più alto tasso di criminalità
sono quelle del Nord. In testa Lombardia,
Piemonte, Veneto ed Emilia
Romagna. La maglia nera dei delitti
spetta invece alle Marche con un aumento
del 17%.
Ma ecco alcune regioni
a campione.
Val D’Aosta. Se nel Friuli Venezia
Giulia - ci dice il rapporto - c'è stato
un leggero decremento (-4,6%) della
criminalità, in Val d'Aosta c’è un
+ 8,29% rispetto al 2001. Cresce il
traffico di stupefacenti (+48%), le
estorsioni (+25%) e le violenze sessuali
(+20%).
Piemonte. Qui la situazione, dice
sempre il rapporto, è sostanzialmente
stabile con una crescita dei reati
dell'1,60%. Ma bisogna leggere meglio:
a Torino la criminalità è aumentata
del 2,19% con una crescita di
attentati dinamitardi e incendi
(+66%) e di tentati omicidi (+28%).
Alessandria (+14%), Asti +6%) e
Lombardia. Aumento del 2,2%: 71
gli omicidi volontari contro i 73 dell'
anno precedente. I reati inerenti lo
sfruttamento della prostituzione sono
stati 782 a fronte dei 379 del
2001. Lunga la lista dei reati: tentati
omicidi 41,88%, associazioni a delinquere
12,67%, truffe 12,17%, estorsioni
5,37%.
Trentino. Nel 2002, nel Trentino Alto
Adige, il totale generale dei delitti
ha evidenziato un trend in aumento
del 10,61%, rispetto al 2001. Sono
calati furti (2,50%), sfruttamento
della prostituzione (8%), ma sono
aumentati vertiginosamente violenza
sessuale (82,35%), incendi dolosi
(79,45%), attentati dinamitardi e/o
incendiari (50 %), estorsioni
(33,33%), rapine (32,82%) e gli omicidi
volontari sono passati dai 2 del
2001 agli 8 del 2002.
Veneto. Nel 2002 il totale generale
dei delitti in Veneto è stato caratterizzato
da una lieve crescita rispetto al
(+28,92%), le rapine
(+20,53%), le truffe (+14,86%), gli
incendi di natura dolosa (+10,95%),
i furti (+4,07%).
Liguria. È al centro di numerosi interessi
economici, anche illeciti. Nonostante
ciò, nel 2002 il totale generale
dei delitti nella regione ha seguito
un andamento decrescente rispetto
al 2001 (-12,75%).
Emilia Romagna. Con un + 0,59%,
l'anno scorso il totale generale dei
delitti in Emilia-Romagna è risultato
sostanzialmente identico rispetto
al 2001. L'aumento più rilevante riguarda
gli attentati dinamitardi o incendiari
che ha fatto segnare un
+88,23%. Seguono gli incendi dolosi
(20,6%), le truffe (13,98%), i reati
di droga (7,81%), lo sfruttamento
della prostituzione (5,98%) e le violenze
sessuali (2,77%).
Toscana. Sono aumentati gli omicidi
volontari (33 contro i 19 del
2001). Le truffe sono state 8448 (nell'
anno precedente furono 2214). Forte
incremento anche per i reati inerenti
gli stupefacenti (66,95% sul
complessivo), le violenze sessuali
(26,70%), i tentati omicidi
(27,27%), le estorsioni (26,19%), le
rapine (9,22%).
Puglia. «Nelle province di Bari, Foggia
e Lecce è risultato elevato l'indice
di criminalità minorile, spesso caratterizzata
da forme di aggregazioni
dedite alla commissione di reati predatori
che rappresentano, il più delle
volte, la fucina per più qualificate
attività criminali, anche di tipo mafioso
». Ma, dice il rapporto, il 2002 è
stato caratterizzato da un trend in
diminuzione -1,94%. Con 51 omicidi
volontari, anche questi diminuiti
rispetto ai 68 dell'anno precedente.
Anna Tarquini
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