Vi siete dimenticati del vostro amico mangia-merda Luttazzi![]()
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Vi siete dimenticati del vostro amico mangia-merda Luttazzi![]()
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Tu che odi dio e la vita cristiana
Senti la sua presenza come un doloroso cancro
Vengano profanate e profanate aspramente
Le praterie del cielo bagnate di sangue
Odiatore di dio
E della peste della luce
Guarda negli occhi paralizzati di dio
E sputa al suo cospetto
Colpisci a morte il suo miserevole agnello
Con la clava
Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
Hai distrutto con la tua orrida parola
Ora vai via dalla nostra terra!


In Origine Postato da lucia
[B]Volevo soloprecisare al sig. Free, il quale afferma che "il fatto" fu soppresso per motivi commerciali d'ascolti , ovvero la scusa ufficiale usata dalla cdl, che sta sbagliando perchè Biagi risutla essere stato piu spesso il programma della rete con il miglior risultato in percentuale di share... [B]
Avrei qualche dubbio al proposito ma non importa. Non sono io che preparo i palinsesti ma tutto deve rispondere ad un CdA che, certamente, guarda allo share in termini di ritorno economico penalizzando l'aspetto informativo e culturale. Altrimenti non si spiegherebbero certi programmi...
per non parlare poi di Santoro!!!
Ma ci metta pure Blob sostituito dalle previsioni del tempo...
...Tutti sappiamo che possiamo cambiare canale o fare altro e non preoccuparti perchè ognuno di noi sa bene come spendere meglio il proprio tempo, ma, siccome non sono usa a giudicare così a priori, cerco, per farmi un'idea della realtà virtuale che ci circonda, di guardare quello che mi viene proposto da quella che nonostante tutti diano già per morta e sepolta ufficialmente è ancora la tv pubblica non credo pretendere troppo, da utente, se domando una tv più di qualità più ibera più pluralista!!!!
Infatti il dramma è proprio questo: io acquisto un prodotto che, alla prova dei fatti, si rivela insufficiente o inadatto alle mie aspettative
Ci sono buoni programmi (guarda caso quasi tutti su rai3)... Report... La storia.. gaia... Marrazzo.... ecc...ma quando mi accorgo, come adesso con Minoli ( fa dei bei programmi la mattina) che i "tagli" di personaggi: Fini.... Chiambretti sono ormai cosa giornaliera allora sì mi vedo costretta a darti ragione... è vero .. ormai tutto sta diventando solo merce venduta da tutti con lo stesso stile.. tutti ben impegnati a riempirci la testa (specialmente quella dei minori) di un bel "NULLA"....A qualcuna va anche bene così.. buon per lui... Nel mio piccolo cercherò con ogni mezzo democratico a mia disposizione di oppormi ad uno stato di cose che mi disgusta.
Nulla da eccepire. Se i prezzi dei pomodori salgono a 4,50 euri al Kg. è inutile lagnarsi che sono cari: si fa a meno di comprarli e si sceglie qualche altra verdura di stagione.
Lo stesso vale per la scelta televisiva... O no?


Ma, tutta 'sta pappardella per dire cosa?In Origine Postato da FreeFlag
In effetti non me ne frega proprio niente (e non ho la parabola...) non essendo un grande "consumer" televisivo.
Però Lei mi dà il destro (chissà perché non si dice "il sinistro" ?!?) per completare meglio il ragionamento ammesso che sia considerato tale.
Ebbene si, lo confesso: sono un estimatore di Striscia ma unicamente nella versione di Greggio-Jachetti e Le posso garantire che non sono granché interessato alle coscette delle veline quanto, invece, al modo ironico e dissacrante con cui certi argomenti anche delicati vengono affrontati. Ben diverso, molto più accessibile, diretto e amicale delle denunce di un vecchio barbogio che ti blocca la digestione con i suoi sermoni serali.
E non a caso molte questioni sono state poste all'attenzione dell'OP e della magistratura. Sarà perché di fronte a 10 milioni di telespettatori l'obbligatorietà dell'azione penale diventa più... obbligata?
Eppure se la Marchi è finita sotto processo perché fregava la gente non c'era mica bisogno di Sriscia per capirlo. Ma guarda caso i magistrati avevano altri interessi...
Se poi Striscia tutte le sere fa più "odiens" della RAI il discorso sta nell'originalità del programma che, per fortuna, finora non è stato copiato come altre trasmissioni tipo milionario, miliardario o roba del genere.
Il "privato", Mister, è necessariamente più creativo del pubblico se non altro per motivi di sopravvivenza e posso capire che ammanisca il suo pubblico con le telenovelas ma non lo posso sopportare da una TV pubblica, oltretutto pagata dai teleutenti, che dovrebbe produrre cultura.
Insomma, Lei la giri come vuole, ma ciò che non va è che si propone il concetto che la TV di Stato deve mettersi in concorrenza con quella privata: un'aberrazione.
Il tutto riconduce a due concetti semplici semplici:
1) Sarà stato pure un barbogio, il Biagi; ma faceva ascolti a volte superiori a Striscia.
Perchè sopprimere un programma del genere?
Dov'è l'utile commerciale?
Cui prodest?
2) Vogliamo parlare di pluralismo?
Fine; non c'è altro.


NO; se il fruttivendolo è UNO SOLO!In Origine Postato da FreeFlag
Nulla da eccepire. Se i prezzi dei pomodori salgono a 4,50 euri al Kg. è inutile lagnarsi che sono cari: si fa a meno di comprarli e si sceglie qualche altra verdura di stagione.
Lo stesso vale per la scelta televisiva... O no?


Daniele Luttazzi, Capodanno in tv
l'atteso ritorno, ma su Jimmy
Al via su Planet un progetto curato da Jacopo Fo
"Dedicato a chi ha una forte esigenza: cambiare canale"
ROMA - Daniele Luttazzi torna in tv. Ma non sarà la Rai ad ospitare le evoluzioni dell'irriverente comico, che sconta ancora i postumi della bufera sollevata due anni fa con il programma Satyricon. Le braccia che si spalancano per accoglierlo sono quelle di Jimmy, un canale del bouquet Sky. L'appuntamento è per il 31 dicembre, con un racconto-bilancio dell'ultimo anno di governo del centrodestra. Ma Luttazzi non sarà solo. Dario Fo e Franca Rame, Lella Costa, Stefano Benni e Paolo Rossi saranno alcuni dei protagonisti degli appuntamenti settimanali (prodotti da MultiThematiques per Sky) di Jimmy ma anche di Planet. Un progetto, presentato oggi a Roma, che riguarda la comicità in tv ma anche la cultura, l'informazione, l'intrattenimento. Lezioni di teatro tenute da Dario Fo, interviste sul sesso a Paolo Rossi e Lella Costa, corsi di comicoterapia e di yoga demenziale con Patch Adams, Miloud, Jacopo Fo.
C'è attesa per il ciclone-Luttazzi. Un 31 dicembre comico e feroce (previste repliche nei primi giorni del prossimo anno) fatto di riflessioni sulla politica, ma anche sugli altri temi cari al comico: sesso, religione, tecnologia, morte.
Qualche assaggio, Luttazzi l'ha regalato ai giornalisti in conferenza stampa: "In un paese governato da un uomo che crea un impero economico falsificando bilanci societari e corrompendo giudici, poi riscrive le leggi per sottrarsi ai processi, mette la mordacchia all'informazione, usa il suo potere politico per favorire i suoi affari a scapito della concorrenza, si schiera a favore di una guerra di invasione fregandosene della Costituzione, sfascia lo stato, l'economia, la giustizia, il welfare, la sanità, l'industria, la scuola, la ricerca, l'ambiente, la tv pubblica e il calcio, quindi non pago ti riabilita pure Mussolini, alla domanda 'Di questo passo dove finiremo?' - ha concluso Luttazzi - non si può dare che una risposta: 'Ci siamo già'".
All'interno del palinsesto di Planet troverà accoglienza il progetto di Jacopo Fo Atlantide tv. Documentari, inchieste, teatro (in esclusiva il nuovo Mistero Buffo dei genitori Dario Fo e Franca Rame) e telegiornali controcorrente. "La linea editoriale dei due canali è fatta di esplorazioni di tutto quello che la tv generalista non può trasmettere" ha spiegato Giusto Toni, direttore generale di MultiThematiques Italia. Ecco dunque (dentro Planet) documentari di qualità e inchieste di approfondimento, opere spesso vincitrici dei più ambiti premi internazionali (come Killers don't cry ambientato nelle carceri sudafricane).
Atlantide tv nasce, ha detto Jacopo Fo, "dal forte desiderio dello spettatore di cambiare canale". Si parla di pace, amore, rispetto, celebrazione della vita. "C'è il mondo visto a testa in giù, ossia dalla parte scomoda, degli indios, dei newglobal, di padre Benjamin che racconta i proiettili all'uranio usati nella prima guerra del golfo". E il teatro, con i contributi oltre che di Fo-Rame anche di Paolo Rossi, Lella Costa, Stefano Benni, Mario Pirovano. "E poi - aggiunge Jacopo Fo - sublime, l'alba in differita: ogni giorno la visione estatica dell'alba... per chi si è alzato tardi".
(16 ottobre 2003)


Se ho ben capito... sul satellite e a pagamento... o sbaglio...In Origine Postato da MrBojangles
Daniele Luttazzi, Capodanno in tv
l'atteso ritorno, ma su Jimmy
Al via su Planet un progetto curato da Jacopo Fo
"Dedicato a chi ha una forte esigenza: cambiare canale"
ROMA - Daniele Luttazzi torna in tv. Ma non sarà la Rai ad ospitare le evoluzioni dell'irriverente comico, che sconta ancora i postumi della bufera sollevata due anni fa con il programma Satyricon. Le braccia che si spalancano per accoglierlo sono quelle di Jimmy, un canale del bouquet Sky.
B.


Lo conferma il direttore di RaiDue Marano:
«Ho dovuto togliere il suo programma dai palinsesti del 2004»
La Rai cancella Minoli per non infastidire Vespa
ROMA Il programma di Giovanni Minoli
La storia siamo noi è stato cancellato
dal palinsesto di RaiDue del
2004 per evitare che facesse concorrenza
a Porta a Porta. Lo ha confermato
il direttore della seconda rete
Antonio Marano: «Ho dovuto toglierlo
dalla programmazione». E nonostante
l’azienda di Viale Mazzini
parli di polemiche «inesistenti», il
sindacato interno dei giornalisti,
l’Usigrai, protesta: «Ha ragione il
presidente della Commissione di Vigilanza
Petruccioli nel denunciare
una restrizione del pluralismo».
Insorgono anche il Ds Giulietti
(«Il dg Cattaneo ci spieghi almeno le
ragioni, forse rischiava ascolti troppo
alti?») e il dielle Merlo («Marano
dovrebbe valorizzare le risorse dell’azienda,
non proteggere Vespa»).
Anche Paolo Guzzanti, pur sostenendo
che Minoli «fu buttato fuori dalla
Rai ai tempi del governo D’Alema»,
ritiene «gravissimo che... si veda cancellare
un programma da cui avrebbe
tratto beneficio la agonizzante e
disprezzata cultura italiana. Se il governo
Berlusconi e i suoi uomini
hanno a cuore il ritorno dell’intelligenza
in tv, farebbero bene» a ripristinarlo.
Era stato lo stesso Marano, a settembre,
ad annunciare il ritorno dell’autore
di Mixer. Invece: «Avevo inserito
in palinsesto il programma di
Minoli in 8 puntate, il martedì in
seconda serata tra gennaio e febbraio,
ma il comitato editoriale ha detto
che non era possibile la sovrapposizione
tra questo e Porta a porta».
Nonostante - come lo stesso Minoli
ha ricordato - i suoi 12 speciali fossero
«di argomento puramente storico
e non di attualità».
Su RaiDue andranno in onda solo
due puntate «una in dicembre e
una ai primi di gennaio... quando
non c’è Porta a Porta».
È laconico il commento di Minoli:
«Ovviamente accetto la nuova decisione
di Raidue. Come Rai Educational,
il nostro compito è solo fornire
programmi a chi ce li richiede». Si
toglie però qualche sassolino dalla
scarpa: «Quando un mese fa Vespa
ha dichiarato “Non vedo Minoli nel
palinsesto di gennaio”, avrei dovuto
credere a lui, perché aveva ragione».
Prosegue ironizzando: «Come dice
Totò: È la somma che fa il totale.
Sono convinto che la supercorazzata
di Porta a porta, guidata dal più autorevole
collaboratore esterno della
Rai vada protetta. Sono però anche
dell’idea che le dodici piccole zattere
degli speciali di La Storia siamo noi
avrebbero potuto non solo non fare
concorrenza, ma essere complementari,
e aggiungere del pubblico marginale
all’ascolto complessivo, come è
già capitato l’11 settembre».
Vespa ostenta candore: «Non si
usa programmare due film o due
varietà su reti della stessa azienda
alla stessa ora. Non capisco la meraviglia.
Si è evitato di fare un regalo
alla concorrenza». Anche la Rai getta
acqua sul fuoco parlando di polemica
«inesistente» alla luce del fatto
che «la programmazione del 2004
non è stata ancora definita». Così,
sostiene Viale Mazzini, «è errato e
fuorviante commentare
“bocciature”, soprattutto in presenza
di due programmi di Minoli inseriti
nel palinsesto di Raidue dei prossimi
mesi».


...si continua!!!
Dario Fo, allarme censura
per la farsa su Berlusconi
Il premio Nobel attacca: "Che scandalo se il Piccolo ci rifiuta"
"Il testo non lo farò vedere a nessuno preventivamente"
di ANNA BANDETTINI
MILANO - Mai come adesso è chiaro che basta solo nominarlo, Berlusconi, per innescare polemiche, turbolenze e perfino paure e censure preventive. È quello che sta succedendo intorno a Dario Fo e Franca Rame e al loro nuovo, ma finora solo annunciato, spettacolo, L'anomalo bicefalo, "favola surreale", come dice Fo, con il presidente del Consiglio messo al centro di una farsa che rifà senza troppi riguardi la storia del suo successo economico e politico. Debutterà il 18 novembre all'Arena del Sole di Bologna (con una prova aperta il 12 a Varallo Sesia) e girerà molte città: Roma, all'Olimpico dal 1° dicembre, Verona dal 17 dicembre, Trieste 15 gennaio, Napoli dal 3 febbraio, e naturalmente Milano dove però, aggiunto dal 6 gennaio nel cartellone già stilato del Piccolo Teatro, sono arrivati i primi problemi. "Amici" e "amici del consiglio di amministrazione" che "consigliano" il teatro a "lasciar perdere" perché "non è aria", perché "si sa, i finanziamenti...": sgradevoli pressioni, insomma, per non far recitare il Nobel e sua moglie a Milano.
Questo almeno è quello che Sergio Escobar, il direttore del Piccolo, dichiara scegliendo come insolita forma di denuncia una lettera al Corriere della Sera. Poco importa se Roberto Ruozi il presidente del consiglio di amministrazione del Piccolo smentisce qualunque genere di pressione e anticipa che affronterà il caso nel prossimo consiglio del 30 ottobre, l'allarme censura scatta. Innanzitutto in alcuni consiglieri del Piccolo, prontamente autodichiaratisi in disaccordo con l'arrivo di "questo Fo" e con l'indebita intromissione della politica nel teatro, fino a proporre di visionare preventivamente il testo prima di dire sì a questa "indesiderata" ospitalità.
"Vedere preventivamente il testo? Ma non esiste" è la pronta risposta di Dario Fo e Franca Rame "La censura in Italia è stata abolita. Il testo non ce lo ha chiesto nemmeno il governo e noi dovremmo darlo ai consiglieri del Piccolo? Ma non si è mai visto. Noi non daremo proprio niente da leggere. Per ora però il Piccolo non ci ha comunicato nulla: abbiamo la bozza di contratto delle nostre recite a gennaio e questo è quanto. È vero che nessuno ci ha ancora detto che non ci daranno il teatro, ma evidentemente è nell'aria. Santoro, Biagi, Luttazzi, Chiambretti... Questo governo vuole imbavagliare la libertà di pensiero e di espressione come non era mai successo nemmeno ai tempi dei democristiani. C'è un preciso tentativo di farci fuori, anche dagli spazi della satira. Almeno una volta come reazione c'erano le interrogazioni parlamentari. Adesso invece le fanno all'incontrario. Ne hanno presentata una per chiedere come mai ci siamo presi questa libertà di andare in giro a parlar di Berlusconi...".
In più di cinquant'anni di teatro di lotta, Dario Fo e Franca Rame ne hanno viste di tutti i colori (censure, denunce, parroci che sbarravano i teatri dove erano programmati), oggi però un'eventuale censura, tanto più preventiva, suona inaccettabile, dicono. "Sarebbe pazzesco se proprio nella nostra città non ci facessero recitare. Sarebbe una fatale idiozia, al punto che ci verrebbe voglia di dire: facciano pure. Sarebbe un tale scandalo internazionale... Come fa uno dei consiglieri, Rosa Giannetta Alberoni, se è una persona di cultura, a dire che la politica non deve entrare in teatro? Ma lo sa che allora bisognerebbe non rappresentare mezza storia del teatro a cominciare da Shakespeare? Come si fa a dire certe cose? Politica è partecipazione alla vita collettiva e secondo lei la politica non dovrebbe entrare in teatro? Roba da pazzi. È che i tirapiedi sono più realisti del re: si preoccupano preventivamente per far piacere a "lui" anche a costo di buttarsi allo sbaraglio".
Già, e "lui" cosa direbbe davanti alla loro commedia? "La nostra è una farsa che spiega in chiave comica come è nato l'impero di Berlusconi. Raccontiamo i fatti salienti della sua storia, dalla P2 in avanti. Come era in Clacson trombette e pernacchie, e Il Fanfani rapito, è satira documentata. E poi nella nostra storia, Berlusca appare buono, diverso. In fondo, gli facciamo un complimento e chissà che vedendosi così, non migliori davvero".
(19 ottobre 2003)


Intervenga Lei Signor Silvio e dichiari che ... di equivoco si tratta... perché .. Lei Signor Silvio ha dichiarato che... "il governo, tutto il governo non sa neanche cosa sia la censura... Personalmente, mi preoccupa anche l'autocensura a dispetto".In Origine Postato da MrBojangles
...si continua!!!
Dario Fo, allarme censura
per la farsa su Berlusconi
Il premio Nobel attacca: "Che scandalo se il Piccolo ci rifiuta"
"Il testo non lo farò vedere a nessuno preventivamente"
di ANNA BANDETTINI ..............
Ai democratici e liberisti... e ... al cantar l'uccello...
B.


Non interviene più; le direttive ormai le ha date.In Origine Postato da Barbanera
Intervenga Lei Signor Silvio e dichiari che ... di equivoco si tratta... perché .. Lei Signor Silvio ha dichiarato che... "il governo, tutto il governo non sa neanche cosa sia la censura... Personalmente, mi preoccupa anche l'autocensura a dispetto".
Ai democratici e liberisti... e ... al cantar l'uccello...
B.