...di Bruxelles


Il commissario Mario Monti ha esaminato il canone della Rai e ha ritenuto che esso non viola le regole della concorrenza della Comunità Europea. Forse però l’importo è superiore alle spese che la Rai sostiene per il servizio pubblico. Ma il commissario alla concorrenza non può eccepire nulla, perché l’istituzione del canone è del 1938, prima che fosse varato il Trattato di Roma, le cui regole non possono essere retroattive. Così la filiazione dall’Eiar (siamo in pieno fascismo) ha salvato la Rai. Altri paesi con analoga controversia per il loro ente televisivo trarranno un sospiro di sollievo, trovandosi in analoga situazione.
Monti però ha osservato che il bilancio della Rai non è trasparente e ciò non consente ai suoi uffici né di stabilire il rapporto attuale fra canone e servizio pubblico né se esistono altre distorsioni della concorrenza. Si può immaginare che un rilievo analogo sarà fatto da Bruxelles anche ad altre società sottoposte al suo controllo.

saluti

Intanto la ex capo dei servizi contabili della Commissione europea, Marta Andreasen, licenziata per il cattivo carattere, ha scritto al Financial Times lamentando che l’inchiesta su Eurostat non ha risolto il problema principale, quello del bilancio della Comunità.
Che, a causa di inadeguati criteri contabili, non è attendibile.

Monti, chiede l’attendibilità dei bilanci per rendere più efficace un lavoro che svolge con scrupolo. Ma mentre fa queste legittime richieste nella stanza accanto c’è qualcuno che dà il cattivo esempio.