22 ottobre 2003 - Roma. Lo sterco di cavallo diventa un'opera d'arte
Provocazione neo-dadaista di Sislej Xhafa, artista kosovaro
Roma - Può diventare un’opera d’arte anche lo sterco di cavallo? Sì, proprio quella che è detta volgarmente merda, e che infastiditi incontriamo per strada, maleodorante segno lasciato da qualche affaticato animale che trascina una carrozzella carica di turisti. Il coro dei benpensanti, quello che solitamente frequenta i vernissage, magari arriccerà il naso così come accadde poco più di quarant’anni fa, nel 1961, quando Piero Manzoni presentò ed espose la sua “Merda d’artista”, una scatoletta contenente le sue feci, opera che oggi, va detto, sul mercato ha una valutazione che supera i cinquantamila euro.
Cominciò Manzoni e inserendosi sulla scia della provocazione neo-dadaista manzoniana Sislej Xhafa, un giovane artista che è di origini kosovare, espone a Roma nelle sale di una galleria, “Magazzino d’arte moderna” che ha sede in via dei Prefetti 17, un’abbondante porzione di sterco di cavallo (fino al 6 dicembre). Vero e puzzolente come è facile immaginare, raccolto presso i cavallari romani, invendibile e, come ha ironicamente suggerito qualcuno, facilmente falsificabile e/o replicabile.
Merda sì, ma non “isolata” da un contesto bensì usata per evocare gioie e dolori di un vero eroe italiano, Giuseppe Garibaldi in una mostra che ha per titolo “Twice upon a time”. Consciamente o inconsciamente Sislej, che ...............................
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