Immigrazione, Pisanu: la legge Bossi-Fini da rifare
23 ottobre 2003
ROMA - La legge Bossi-Fini ad un anno dalla sua approvazione ha manifestato punti di forza e debolezze che vanno rivistè, ha detto il ministro Pisanu. 'Su proposta del ministro Bossi - ha aggiunto - il governo si appresta a fare un bilancio dopo un annò. Pisanu ha aggiunto che il mantenimento dell'embargo europeo costituisce 'un limitè all'applicazione degli accordi con la Libia e sottolineato che in quel Paese ci sono 2 milioni di immigrati, 'stabilizzati e che non sono in partenzà.
Il problema degli immigrati e' un problema nostro, una competenza dello stato e non dell'Europa ''a cui non gliene puo' fregare di meno degli immigrati''. ''Dobbiamo risolverlo noi, e il ministro dell'Interno deve darsi da fare per risolvere quel problema, fermando gli immigrati, fermando le barche, rimandandole indietro da dove vengono''. Lo afferma il ministro Umberto Bossi in un'intervista a Radio Padania, legando fra l'altro la questione immigrati al tema del mandato d'arresto europeo. C'e' un ''tentativo oscuro ma sempre piu' chiarito'', dice Bossi, di creare uno stato ''il piu' lontano possibile dal cittadino'', e per farlo ''vogliono espropriare di forza la sovranita' degli stati nazionali portandola in Europa, regalandola all'Europa''. Ma l'Europa, sottolinea Bossi, non e' uno stato federale: ''il mandato dell'arresto europeo era legato a reati federali, che al limite potrebbero esserci se ci fosse uno stato federale europeo''. Uno stato che non c'e': '' Puo' essere solo un'unione di stati con un mercato economico, di piu' non puo' essere l'Europa: io non vedo la possibilita' che diventi di piu'. Pero' ci stanno tentando, inventando i milioni di immigrati, inventando che se stai con l' Europa l'immigrazione si risolve. Tutte storie. E' il ministro dell'Interno Pisanu che deve muoversi e fermare l'immigrazione, cosi' com'e' previsto dalle nostre leggi''. Pisanu ha definito l'immigrazione una risorsa. Nient'affatto, replica Bossi: ''Gli immigrati costano moltissimo a tutti i cittadini del nostro paese perche' lavorano poco, pochissimo anzi, e li dobbiamo mantenere, mantenere la sanita'. Costa una cifra enorme per il paese, non sono affatto una risorsa. E' il contrario di quanto dice il ministro Pisanu''.
UN MILIONE DI DISPERATI IN ARRIVO DALL'AFRICA
Proprio nella non semplice equazione che riesca a coniugare accoglienza e sostegno, da una parte, e controllo dei flussi, dall' altra, sta quasi sicuramente la soluzione del dramma dei 'viaggi della speranza' troppo spesso destinati a diventare avventure verso la morte. Questa linea, a giudicare dalle dichiarazioni e dai propositi, sembra d' altronde quella condivisa da tutti, anche se l' emergenza incombe, sbarchi ed avvistamenti in mare si moltiplicano, adottare al piu' presto strategie di lotta comune a chi gestisce il traffico di uomini s' infrange contro interessi divergenti. Ieri, da Strasburgo, il premier Silvio Berlusconi ha rinnovato l' appello all' Europa perche' si muova nel solco della solidarieta' e di una politica dell' accoglienza. ''L' Europa cristiana, del benessere - ha detto - deve aprirsi a chi viene in Italia nella speranza di cambiare il proprio futuro e il futuro dei propri figli''. Intanto proseguono sbarchi e arrivi: solo nella giornata di ieri, in tre diverse 'ondate', sono stati 188 i clandestini giunti a Lampedusa dopo essere stati soccorsi in mare e in un solo barcone ce n' erano ben 153. Le previsioni dei nostri esperti non sono certo rassicuranti: secondo dati in possesso del Sismi sulle coste africane si stanno ammassando non meno di un milione e mezzo di disperati pronti ad imbarcarsi verso le nostre coste. Oggi partiranno da Lampedusa con un aereo inviato dal ministero degli Interni le bare dei 13 somali morti nel barcone dell' orrore: destinazione Roma dove, su richiesta del console somalo in Italia, si svolgeranno funerali islamici.




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