Erich Priebke



Autobiografia
“Vae Victis”


di Erich Priebke e Paolo Giachini



Nel buio delle Cave Ardeatine, più di mezzo secolo fa, uccise due uomini con un colpo d’arma da fuoco alla nuca. Oggi, condannato all’ergastolo per crimini di guerra, Erich Priebke ci racconta la sua storia.Nato nell’isolamento di una cella, quando il protagonista già quasi novantenne era sotto misure carcerarie speciali, questo libro ci porta indietro nel tempo, nella Germania nazionalsocialista al cospetto dei gerarchi Göring, Himmler, Heydrich. Poi durante la guerra, a "Roma città aperta", con i ricordi tetri della prigione della Gestapo in via Tasso, dove venivano rinchiusi i partigiani e da dove, con le mani legate, uscirono molte delle vittime della rappresaglia per andare a morire quel 24 marzo del 1944. Dopo aver avuto parte nella liberazione di Mussolini dal Gran Sasso e nella fuga di Galeazzo Ciano e della moglie Edda, a fine conflitto Erich Priebke deve abbandonare la divisa di capitano delle SS per vestire quella del prigioniero di guerra fino al giorno in cui, scivolando sotto il filo spinato, fuggirà verso una vita completamente nuova nel paradiso argentino. Improvvisamente dopo più di 50 anni di oblio, il 5 maggio 1994, la sua faccia appare in America dagli schermi in uno speciale televisivo della ABC e il giorno dopo è sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo. Da allora, per diversi anni, i media si sono occupati di lui. Né Eichmann né Barbie né altri ancora tra quegli uomini, che oggi sembrano quasi fantasmi emersi dalle nebbie del passato, ci hanno lasciato un documento vero, da testimoni oculari degli eventi di quel mondo quali essi furono, cosa che invece, con questo libro ha fatto Erich Priebke. Un documento di eccezionale valore non solo storico; soprattutto un messaggio dall’incommensurabile valore umano.

Di famiglia prussiana Erich Priebke nasce il 29 luglio 1913 a Hennigsdorf, nelle vicinanze di Berlino e rimane orfano di entrambi i genitori a sette anni. Accolto nella casa di una zia materna, a 14 anni viene avviato al lavoro nel settore alberghiero. Ventenne, emigra in Italia per lavorare in un hotel della costiera ligure, poi a Londra ed in fine, tornato in Patria, si arruola nella polizia ottenendo così anche i gradi militari di appartenente al corpo delle SS. Scoppiata la seconda guerra mondiale, come tenente di prima nomina fu inviato in Italia presso l'ambasciata tedesca con funzioni di vice Polizei Attaché. Dopo l'otto settembre fu inquadrato nell' Aussenkommando Roma che, nella sede di via Tasso, svolgeva funzioni di polizia. Lì, dopo l'attentato di via Rasella, insieme al suo comandante Kappler e ai suoi colleghi fu raggiunto dall'ordine di Hitler che lo porterà a far parte dei plotoni di esecuzione nella rappresaglia delle Cave Ardeatine. In seguito prestò servizio a Brescia e alla fine della guerra, scappato da un campo di prigionia, si rifugiò a Vipiteno riunendosi a moglie e figli. Emigrato in Argentina nel 1948, dopo una vita di intenso lavoro, da pensionato si dedicò per vent'anni alla comunità tedesca di San Carlos di Bariloche, diventando presidente sia dell'associazione culturale germano-argentina che della commissione direttiva del prestigioso istituto tedesco "Primo Capraro". Quando la sua storia fu portata a conoscenza del grande pubblico tramite un servizio della TV americana ABC, nel 1994, le autorità italiane vollero la sua estradizione. Una volta in Italia, dopo un primo proscioglimento, venne riarrestato e riprocessato per essere condannato a 14 anni e poi in appello definitivamente all'ergastolo. Oggi novantenne, mentre sua moglie vive a Bariloche, Erich Priebke è a Roma all'ergastolo, in detenzione domiciliare.

Indice: Prefazione dell’autore. Parte prima: la vita, il “caso Priebke”, gli anni della gioventù, scoppia la seconda guerra mondiale, il tedesco da alleato diventa invasore, attentato in via Rasella, rappresaglia alle cave, il campo di concentramento, verso la speranza argentina. Parte seconda, il caso giudiziario: un “criminale nazista” da prima pagina, in Italia, l’interrogatorio, i testimoni, le deposizioni (inserto), entra in scena un altro “criminale nazista”, primo verdetto: non punibile, sull’attentato di via Rasella, chi erano i GAP (inserto), secondo verdetto: punibile ma presto libero, una pena perpetua, note, considerazioni sul caso Priebke, indice dei nomi ricorrenti.



Al prezzo di 20 € inclusa in omaggio una videocassetta o DVD in libreria o contrassegno presso:

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