Si, penso anch'io che le cose stiano così. Con lo sciopero generale, la Cgil, prima ancora dell'articolo 18, difende la concertazione, ed i Ds si rapportano alla mobilitazione, ne più ne meno, come fecero nel 1994. Lo ha detto D'Alema ancora di recente: l'articolo 18 lo possiamo riformare meglio noi (loro) con la concertazione e senza il conflitto sociale. Essere uniti all'opposizione è cosa diversa dall'essere uniti sulla prospettiva. Lo stesso Fassino ha dichiarato di essere contrario ad un referendum estensivo delle tutele dell'articolo 18 nelle imprese con meno di 15 dipendenti, perchè il centrosinistra rappresenta anche artigiani e piccoli imprenditori. Lo ha detto proprio così. A mio avviso, le speranze di Rifondazione, possono puntare allora ben poco sulle buone intenzioni ed i ravvedimenti dei gruppi dirigenti sindacail e diessini, quanto: 1) sull'indisponibilità alla concertazione di questo governo e di questa confindustria; 2) sulla forza e determinazione del movimento; 3) sulla unificazione delle lotte civili, democratiche e sociali. Se queste condizioni ottimali si affermano, un voltafaccia come quello del 1995, potrebbe non essere possibile.Originally posted by Fabio RedAzione
Capisco perfettamente che il ragionamento che mi appresto a fare possa apparire, in questo momento, inopportuno e si appresti ad essere inteso da alcuni come una pretesa massimalista e minoritaria. Ma il rifiuto della Cgil di dare voce al social forum nella manifestazione del 23 Marzo e ancor più l’assenza di una piattaforma alternativa alle pratiche concertative mi induce a riflettere sull’opposizione che sta crescendo attorno al governo Berlusconi.
R.


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