Bè, Simone...mi sembra abbastanza scontato che il senso del voto sia di assicurare che le idee di coloro che vivono in un dato Paese vengano rappresentati da chi li governa almeno fino ad un certo punto...e parlo di "vivere" non "essere di passaggio", sennò
seguendo il concetto che chi paga le tasse ed è nel nostro Paese ha diritto a scegliere chi ci deve governare arriviamo pure al paradosso che un turista che passasse le vacanze nel nostro Paese mentre ci sono le elezioni dovrebbe poter votare...forse che i turisti non pagano l'IVA su quel che comprano?
Se ci pensi a cosa serve la possibilità di ottenere la cittadinanza?
Serve per dare modo a quegli stranieri che si trovano così bene qui che decidono di entrare a far parte della nostra comunità nazionale...che poi sia incasinata è un'altra storia...questo fa parte delle imperfezioni del nostro Paese...ma mi pare che concettualmente non faccia una grinza..."vuoi poter esprimere il tuo voto su chi deve governare su questo Paese?" -> "fai uno sforzo per dimostrare la tua volontà di restare ed esserne parte"...sennò davvero arriviamo a far votare i turisti!
Tra parentesi io sono pure parzialmente contrario al voto agli
italiani all'Estero per la stessa ragione...se uno non è qui e
magari è fuori dal nostro Paese in pianta stabile non si vede
perchè gli effetti del suo "capriccio" di votare dovrebbero essere
sopportati da quelli che qui ci stanno!
D'altronde non vorrei mai che, per assurdo, un giorno gli italiani all'Estero dovessero superare quelli in Italia e si votassero tutti Berlusconi e io dovessi sorbirmelo tutto!!
Il fatto che un elettore subisca buona parte delle catastrofi che conseguono al suo voto è un metodo di "responsabilizzazione democratica" a mio avviso!