LA GUERRA IN BOTTIGLIA Dopo che i viticoltori giuliani hanno minacciato un ricorso al Tar
Prosecco, accordo Tondo-Zaia
Violino: «Le vie legali fanno male a tutti, la sede sul Carso aiuterebbe soprattutto i veneti»


No, sul Prosecco non bisogna passare alle carte bollate. Perché non fa bene a nessuno. Ma è imperativo affermare il buon senso e non umiliare nessuno.
Claudio Violino, l’assessore leghista all’agricoltura della Regione, spera che l’Associazione agricoltori del Carso, la quale si dice pronta a impugnare al Tar la nuova zona Doc che comprende il Friuli Venezia Giulia oltre al Veneto, possa ripensarci di fronte a dignitose contropartite. Resta il fatto - sul quale insistono i viticoltori del Carso triestino - che il nome del Prosecco e la sua storia stanno fra queste balze petrose e che allargare la Doc fino alla frontiera slovena aveva lo scopo dichiarato di tutelare la denominazione d’origine dell’intera produzione.
Ma la Regione non si nasconde dietro un dito. Sa che il 98 per cento del Prosecco viene prodotto nel Veneto e che quegli sparuti 200 ettari friulani sono quasi tutti di Gianni Zonin. Poca, pochissima cosa sono sul piano dei numeri i piccoli e gloriosi vigneti di Prosecco e delle altre borgate carsiche. Invece «istituire una sede di rappresentanza del Consorzio a Prosecco, perché soltanto di questo si tratta in fondo, serve senz’altro al Carso e al Friuli, ma soprattutto ai Veneti». Infatti «in tal caso l’origine è dimostrata sul campo e per di più le Docg di Asolo e Valdobbiadene possono contare su una importante testa di ponte verso i mercati dell’Est». Viceversa, se un giudice amministrativo o peggio ancora una Corte di giustizia europea dovesse seguire il solco ungherese del Tocai, per i veneti sarebbe il disastro: almeno in linea teorica, «rischierebbero di perdere il nome del Prosecco e questo non esiste».
Ma al Friuli e al Carso bisogna dare qualcosa al di là della "bandiera" della Casa del Consorzio: «Noi non ci intromettiamo nelle scelte della filiera vitivinicola - spiega Violino - e nemmeno la Regione Veneto intende farlo». Tuttavia «dobbiamo agire su più fronti, a cominciare dal riordino dei pastini del Carso per proseguire con un allentamento dei vincoli dettati dalle Zone a protezione speciale».
Soprattutto, servono soldi. «Il presidente Tondo firmerà con il ministro Zaia un protocollo per erogare aiuti veri alla terra madre del Prosecco».


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