Deontologia e discriminazione
Prima di tutto la storia, che si può leggere integralmente su www.gay.it raccolta da Giulio Maria Corbelli: un uomo sieropositivo di 38 anni colpito da un improvviso mal di denti cerca un odontoiatra per farsi curare.
Prende appuntamento con lo studio medico Caprotti & Cattaneo di Parabiago. A riceverlo è il dottor Caprotti.
Il paziente, che è persona pulita e per bene, ritiene opportuno dichiarare subito la propria sieropositività (cosa di cui avrebbe potuto fare a meno visto che si presume che ogni studio medico sia igienicamente attrezzato, che curare un paziente sieropositivo non debba differire in nulla da quella di uno sieronegativo, che nessuno corre rischi, meno che mai il medico curante).
Il dentista, appresa la sieropositività del paziente, comincia a balbettare viscide scuse: non siamo predisposti… dovremmo isolare la zona per riceverla…
Roba da denuncia. Che è esattamente quello che fa l’ormai spazientito paziente, presentando una protesta all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano e una all’autorità giudiziaria per omissione di soccorso.
Il dottor Claudio Pagliani – componente della commissione odontoiatri dell’Ordine di Milano e attualmente anche del Consiglio dell’Ordine –reagisce prontamente: “Le chiedo scusa a nome della categoria” e promette di “contattare personalmente il medico in questione”.
Dopo poco richiama: “Il dottor Caprotti ha capito l’errore e la chiamerà per scusarsi”.
Inutile dire che il dottor Caprotti non s’è fatto vivo.
Il paziente sostiene di essere disposto ad accettare le scuse a patto che il medico si dichiari disponibile a curare le persone sieropositive. E aggiunge: “Da lui non voglio una lira. Da bambino la maestra mi ha insegnato a mettere l’acca davanti alla a facendomi riempire pagine e pagine. Anche lui ora deve fare le paginette: come risarcimento morale mi accontento che il dottore finanzi a proprie spese una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sul trattamento delle persone sieropositive diretta a tutti i dentisti”. Viltà e ignoranza colpiscono vasti strati della popolazione medica di questo paese. Per chi è malato è spesso questione di vita o di morte. Chi è sieropositivo è un dannato della terra. O almeno così lo si vuole far passare. Qualche anno fa un uomo che abita a Roma, anch’egli sieropositivo, ha dovuto penare per mesi alla ricerca di un dentista che gli garantisse quel che è un suo diritto fondamentale: essere curato.
Una dentista lo liquidò con qualche imbarazzo e con la scusa di essere incinta. La vittima di questa sopraffazione ferita e umiliata non trovò la forza per reagire come invece ha fatto il ragazzo milanese. Queste pozze di inciviltà rendono il nostro paese insopportabile. La dignità di chi vi si oppone allevia almeno in parte la sensazione di vivere nel marciume.
Lessico familiare
Marcare (piemontese). Indica lo scheccare con atteggiamenti volutamente eccessivi, la propria omosessualità, incarnando gli stereotipi sui gay a uso e consumo di un pubblico eterosessuale.
Outing. Il dichiarare omosessuale un personaggio per lo più noto, nonostante lui non lo voglia. Pratica utilizzata dai gruppi estremisti americani per “stanare” i propri nemici nella Chiesa e tra i conservatori.
Masaro. Lesbica (dal dialetto veneto: maschio dell’anatra).
Daniele Scalise
saluti




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