Dall'impegno degli scrittori canadesi alla scelta degli editori di rispettare le foreste. L'Italia è piuttosto arretrata nel ricorso alla carta riciclata e nel controllo della provenienza del legname. Perchè non proviamo ad esercitare pressione perchè si faccia un salto di qualità? Scrivete alla case editrici.
Ottomila anni fa larghi tratti di foresta primaria coprivano almeno la metà del pianeta, oggi solo un quinto di quelle foreste è sopravvissuto. Secondo il rapporto sullo stato del pianeta dell'autorevole Worldwatch Institute, reso noto la scorsa settimana, 140.000 chilometri quadri di foresta tropicale scompaiono ogni anno. Da non credere. Ma ancora oggi abbattiamo alberi secolari per farne carta da giornale o perfino carta igienica e il consumo di cellulosa è destinato a crescere secondo le ultime stime della Fao. Per invertire la tendenza, sotto la pressione delle associazioni ambientaliste, si stanno muovendo in Canada scrittori e case editrici. Lo scorso anno la scrittrice Alice Munro ha bloccato le rotative che stavano mandando in stampa il suo bestseller perchè era stato stampato su carta che contribuisce alla deforestazione. Nel paese nordamericano la metà delle foreste vengono assalite dai bulldozer per produrre carta, ma la rivolta è in atto. Grazie all'impegno di numerosi scrittori che mandano lettere agli editori del tipo "Nulla che ho mai scritto vale il più piccolo ramoscello di un albero secolare", sono ormai 24 gli editori canadesi che si sono impegnati a rispettare le foreste e tra questi le note Penguin e Random House. Tutti i titoli di Harry Potter, ad esempio, sono pubblicati su carta che non comporta l'abbattimento di alberi secolari e secondo una stima di Greenpeace, tra i promotori di questa campagna, dal 2001 ad oggi sono stati salvati in questo modo 12.000 alberi.
E' ora che anche gli editori e gli scrittori italiani si mobilitino, non c'è tempo da perdere. Se Camilleri o Baricco, Luciana Littizzetto o Piero Angela iniziassero a scrivere alle case editrici imponendo questa semplice clausola nel contratto, il beneficio per le foreste del pianeta sarebbe enorme. E' ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità, perchè le foreste sono la casa di gorilla o orang utan o più semplicemente perchè sono la nostra polizza assicurativa contro i cambiamenti climatici, visto che assorbono le emissioni di gas serra. I numerosi orologi sparsi per l'Italia che riportavano il count-down al nuovo Millennio potrebbero essere impiegati per riportare il numero degli alberi che riusciamo a risparmiare utilizzando carta "amica delle foreste".
L'Italia è purtroppo uno degli ultimi paesi europei nel riutilizzo della carta. La nostra industria cartaria utilizza di preferenza cellulosa vergine a fibra lunga che proviene dall'abbattimento di alberi millenari a crescita lenta. Questa risorsa, essendo considerata la più economica e adatta per carte sottili e resistenti, rappresenta attualmente il maggior ostacolo allo sviluppo del riciclaggio. Sono pochissime le cartiere che si sono spostate sul riciclato e solo alcune catene della grande distribuzione hanno adottato alcune linee "ecolabel", certificazione che garantisce sull'uso di fibre riciclate ma purtroppo non sulla provenienza delle materie prime. Anche la carta riciclata, infatti, contiene una percentuale di fibre vergini, seppur piccolissima, necessaria alla riproduzione del prodotto nel tempo, ed è facile che provengano dalle ultime foreste primarie, quelle nelle quali l'ecosistema è ancora intatto e sopravvivono numerose specie animali in via di estinzione.
A garantire la carta "amica delle foreste" è sorto un marchio indipendente, L'Fsc (Forest Stewardship Council) che certifica l'ecocompatibilità ma anche il rispetto dei diritti dei lavoratori.
Il mercato della cellulosa è uno dei maggiori motori della distruzione delle foreste primarie: tra i maggiori esportatori abbiamo il Canada, la Russia, i Paesi Scandinavi e l'Indonesia. Le industrie italiane importano mediamente 25.500 tonnellate l'anno di cellulosa e nonostante le nuove tecnologie e l'uso minore di carta che dovrebbe conseguirne, si stima che la produzione di carta a livello globale crescerà dal 77% tra il 97 ed il 2020.
Per produrre la cellulosa, si procede con il metodo più sbrigativo ed economico: le foreste secolari sono oggetto di taglio a raso, che consiste nell'abbattimento indiscriminato di tutti gli alberi in vaste aree di foresta. A meno che i governi, le industrie e i consumatori non agiscano, gli ambientalisti stimano che nei prossimi trent'anni tutte le foreste primarie del mondo andranno perse. Tra soli cinque anni rischiamo di perdere quelle di Sumatra e di Giava, la foresta tropicale primaria più estesa e conservata dopo quella brasiliana.
Scrittori ed editori devono dare un segnale, altrimenti anche noi lettori possiamo imbracciare la nostra arma, la penna, e scrivere a Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli, ecc. "Non compreremo i vostri libri se non ci assicurate che non diventiamo complici della deforestazione". Julia Hill, una giovane californiana, ha vissuto due anni su una sequoia per impedire l'abbattimento, insegnandoci che ognuno può fare la differenza. Basta iniziare.
"Non compreremo i vostri libri se non ci assicurate che non diventiamo complici della deforestazione"
Inviare per e-mail alle case editrici e diffondere tra i propri conoscenti.
- Mondadori: infolibri@mondadori.it
- Rizzoli: info@rizzolieditore.it
- Feltrinelli: scrivimi@feltrinelli.it
- Garzanti: servizioclienti@garzanti.it
- Phoenix: ephonenix@tin.it
- Loescher: parodilp@lpsas.191.it
- Einaudi: caveinaudi@libero.it
incontri.einaudi@tin.it
- Treccani: infotreccani@treccani.it
- Minerva Medica Edizioni: minervamedica@minervamedica.it
Fonte: L'Unità - Dal Circolo Culturale Palazzo Cattaneo, Cremona
Di Gabriele Salari




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