...e non parlo del videogioco sul calcio. I bananas se la fanno sotto.
La Cdl all'attacco dopo il "manifesto" del presidente della Commissione Ue. Il professore replica: "Parlavo di Europa"
Su Prodi scontro Ulivo-Cdl
D'Alema: "Gazzarra indegna"
Tremonti: "Dal Professore un atteggiamento irresponsabile"
Calderoli: "A questo punto si deve dimettere subito"
ROMA - "Una gazzarra indecente e ridicola". E' durissimo il giudizio del presidente dei Ds Massimo D'Alema sulle critiche portate oggi dal centrodestra - in Italia e in Europa - al presidente della Commissione europea Romano Prodi.
"Trovo indegno - dice l'ex premier - che una destra divisa su tutto abbia scatenato questa gazzarra contro il presidente della Commissione che ha indicato nel suo messaggio una via europea per la pace, l'occupazione e sviluppo". E ancora, per D'Alema quella di Hans Poettering (il capogruppo del Ppe a Strasburgo, che ha criticato anch'egli il Professore), è
"una sgradevole ingerenza nelle vicende interne dell'Italia". Infine, l'ultima stoccata a chi - come la Lega - chiede le dimissioni del capo dell'esecutivo dell'Unione: "Veramente persino l'istituto di sondaggi di Berlusconi dice che gli italiani chiedono le dimissioni dell'attuale governo del nostro paese, il 59% mi pare, e credo che sia una percentuale sotto stimata"
Il duro intervento di D'Alema arriva nel pomeriggio di una giornata combattuta tra i poli all'arma bianca.
A scatenare le ire del Ppe, dei conservatori e del centrodestra italiano è il manifesto che Prodi ha stilato per le prossime europee e ha inviato ai partiti dell'Ulivo. Un documento di sessanta pagine, un vero e proprio programma per quella lista unitaria di tutte le forze di opposizione che Prodi propugna da tempo. Titolo del documento "Europa: il sogno, le scelte".
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A partire da Giulio Tremonti, che ha raccolto la palla passata da Poettering (secondo il quale il professore ha avuto un comportamento "inaccettabile") e ha rilanciato parlando di atteggiamento "irresponsabile". Un accerchiamento che Gianfranco Fini ha arricchito ricordando al professore bolognese "il suo ruolo istituzionale di rappresentanza di tutti gli italiani". E aggiungendo che "siamo già in campagna elettorale ed è naturale, ma non trovo altrettanto naturale che nella campagna si impegnino figure che hanno responsabilità istituzionali".
Prodi non si è scomposto, ("Non ho comunque paura dell'accoglienza al documento sono riflessioni sull'Europa e non fanno accenno alla politica nazionale"), ma il fuoco di fila dal centrodestra è continuato per tutta la mattinata. Ironica la critica di Marco Follini: "Non ho dubbi, come ha detto il presidente Prodi, sul fatto che il suo documento riguardi l'Europa e non l'Italia. E infatti ho notizie che si sta pensando ad una 'lista per Prodi' in Finlandia e in Portogallo...".
La Lega accentua ancora l'attacco e si spinge a chiedere le dimissioni. Lo il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli: "La presentazione da parte di Prodi del documento "Europa: il sogno, le scelte" che, come definito dalla stampa, rappresenta un 'manifesto per l'ulivo', obbliga l'interessato alle immediate dimissioni da presidente della commissione".
Compattamente, l'Ulivo prende però le difese del Professore. Da Enrico Letta ad Alfonso Pecoraro Scanio, fino appunto a D'Alema. Che è tra l'altro uno dei più accesi sostenitori della proposta di Romano Prodi per una lista unica del centrosinistra alle prossime elezioni europee.
(11 novembre 2003)





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