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Discussione: Domande

  1. #21
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    Predefinito Wilhelm, ti sei dimenticato...

    In Origine Postato da wilhem
    1. Il cosidetto stato di Israele ha 400 testate atomiche e ha violato 70 risoluzione dell'ONU. Gli US invece di dire qualcosa continuano ad armarlo. Il Baffone per un pò di antrace lo attaccate? (dopo avergli impedito di armarsi per 10 anni), poi tirate fuori pure la barzelletta che Saddam è dietro all'11 settembre Missà che sei tu che non meriti commenti.

    2. Il petrolio è un discorso secondario, l'occupazione dell'Iraq ha finalità strategiche e di potere, soprattutto per l'entità zionista (che lo zio Saddam non aveva tanto in simpatia) che ovviamente come ha ammesso Sharon pochi mesi prima dell'attacco all'Iraq, sta dietro alle scelte US, che cmq hanno i loro interessi economico-strategici in quella zona.
    Purtroppo però non avete fatto i conti con l'eroica resistenza iraqena, augura un buon salto in alto ai tuoi marines
    ...di dire allo studentello che SUO Zio George, continuamente su-
    bissato dai rapporti segreti della CIA (sulla esplosiva situazione
    irakena), tirato per la giacca a DX e manca da tutte le mafie che
    gli girano attorno, sta dando letteralmente i numeri ed è preve-
    dibile una ..."ricaduta" (sul bourbon)...

  2. #22
    SENATORE di POL
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    In Origine Postato da Paul Atreides
    Azz...

    Avrò fatto domande troppo complicate

    Comunque, un'altra domandina

    In relazione al ''mollare o non mollare'', è vero o no che gli yankees se ne andarono di corsa dal Libano e dalla Somalia, dopo aver subito attacchi con vittime? Idem i francesi in Libano?

    X Sonic

    Dunque, pare chiaro almeno un punto: oggi l'accusa di ''terrorismo'' è usata in modo indiscriminato e strumentale, visto che non molti anni fa e in contesti simili nessuno si sognava di usarla.
    Personalmente ho sempre considerato la Resistenza antifascista contro lo stato fantoccio di Salò e l'INVASORE tedesco, un fatto non solo legittimo ma doveroso, seppur enfatizzato eccessivamene e usato, dopo, da una ben determinata parte politica in modo strumentale. Ciò non mi ha MAI impedito di considerare, ad esempio, l'attentato di via Rasella nella Roma "città aperta" del marzo 1944.... ANCHE un vile atto di terrorismo, e NON tanto un legittimo atto di guerra. Sia per le modalità che per le finalità che aveva...insomma.... obiettivi politici decisamente.....interni.....allo schieramento antifascista, e compagnia bella.
    Ho sempre letto da parte della destra radicale, riguardo episodi di quel genere, oltre che inaccettabili considerazioni ideologiche, legate alla natura illiberale, antidemocratica, razzistica e deteriore di tale ideologia (o tendenza ideologica), anche considerazioni direttamente legate alle stesse norme internazionali di guerra. Richiamate del resto anche dalla magistratura militare e NON italiana negli anni cinquanta, in occasione di diversi giudicati su fatti criminosi compiuti dalla Resistenza. Anche nelle sentenze di assoluzione, in applicazione di norme di legge cogenti e inderogabili (scritte dai "vincitori" direbbe qualcuno), i giudici hanno spesso ciononostante, fatto apprezzamenti di aspra critica nei confronti degli imputati, fino alla soglia dell'insulto. E non avevano torto.
    Questo al di là della mia assolutamente diversa valutazione di merito sull'intervento di liberazione dell'Iraq da parte delle forze anglo-americane e sull'evidenza del ben diverso ruolo, supportato ora dalle Nazioni Unite, svolto comunque dalle forze armate italiane. Non a caso i TERRORISTI criminali islamisti o saddamiti hanno colpito anche gli stessi uffici ONU e la Croce Rossa Internazionale (di cui la mezzaluna rossa è un'associata, tanto per intenderci).

    Shalom!!!!

  3. #23
    SENATORE di POL
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    P.S = a scanso di equivoci considero allo stesso modo l'uso del TERRORISMO dinamitardo o similare.... da parte di organizzazioni estremiste sioniste in Palestina prima della fondazione del legittimo Stato di Israele. Comprese talune contro gli inglesi o contro......diplomatici svedesi o altro.

    Shalom!!!

  4. #24
    Giu' la maschera!
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    Ci sono qui due problemi: il valore del petrolio iracheno per le corporazioni statunitensi, e la questione dell'analisi imperiale costo/benefici. Cominciando dalla seconda questione, durante la storia le potenze imperiali hanno speso più nelle guerre di conquista e assoggettamento di quanto potessero guadagnare dalle colonie acquisite o soggiogate. La guerra statunitense in Indocina è uno stupefacente esempio di quanto i costi economici possano essere sproporzionati rispetto ai benefici materiali previsti.

    Come esempio questo e' una ciabatta: la guerra in Indocina fu una guerra CONTRO l'imperialismo sovietico.

    Il costo dell'impero è sostenuto dall'intera società, mentre a godere dei benefici dell'impero sono i pochi che contano.

    Generalizzazione agghiacciante.

    Quindi, in generale, per coloro che fanno politica, coloro che condividono interessi e punti di vista con chi detiene il potere a livello nazionale è del tutto razionale usare le risorse della società per assicurare gli interessi di ricchi e potenti, anche se le spese eccedono i guadagni previsti. I costi sono socializzati, i benefici privatizzati. Questa è la realtà del nostro "libero mercato".

    Se continua a riferirsi al conflitto indocinese: i benefici di fermare il comunismo sono chiari ed evidenti.

    Ritornando alla questione dei benefici materiali, c'è una significativa omissione dall'articolo di Frum: le riserve petrolifere irachene. È dimostrato che l'Iraq possiede le seconde più grandi riserve petrolifere al mondo dopo l'Arabia Saudita. Le riserve mondiali di petrolio dimostrate sono circa 1.000 miliardi di barili. Le riserve totali dimostrate dell'Iraq sono 112 miliardi di barili, circa un decimo di tutto l'approvigionamento conosciuto di petrolio. Come osservava l'Economist qualche giorno prima dell'articolo di Frum, la grande posta in gioco è il controllo delle riserve petrolifere.

    Ho visto il viewpoint dell'Economist piu' di una volta: e quello non e' certamente il punto piu' importante che stressano a riguardo.

    SNIP

    L'Iraq è sempre stato un fattore chiave nel mercato petrolifero mediorientale, e fu la fonte originaria del petrolio mediorientale. Infatti, quando la Standard Oil della California si assicurò la prima concessione occidentale di petrolio nell'Arabia Saudita nel 1932, un consorzio molto più grande e potente era sulla scena a tentare di bloccare l'accordo: l'Iraq Petroleum Company (IPC). L'IPC, dominata dagli inglesi, non credeva che il petrolio potesse essere rinvenuto nell'Arabia Saudita (opinione generale di quel periodo), e avevano già tanto petrolio in Iraq da non sapere che farsene, così consentirono agli Usa di mettere mano nella penisola arabica. L'IPC, composta da compagnie di punta come BP, Shell, Total of France e Exxon, in pratica in pratica occultò nuove scoperte di petrolio in Iraq e mantenne bassa con vari mezzi la produzione al fine di mantenere alto il prezzo del petrolio. Queste pratiche restrittive, cominciate negli anni '30, sono continuate negli anni '60, come ha stabilito l'US Senate Subcommittee on Multinational Corporations nel 1974. Un documento informativo interno dell'IPC rende palese che la compagnia ha scoperto vaste riserve di petrolio, ma le ha rinchiuse per bene e non le ha classificato affatto in quanto la disponibilità di queste informazioni avrebbe reso la posizione contrattuale con l'Iraq di queste compagnie più SNIP

    SNIP. Adesso, i membri sopravvissuti del cartello IPC, tre delle più gra
    Gli USA hanno una domanda netta di 23,3%, prevista in aumento a circa il 30%. Dalla tabella sopra capite bene che IN OGNI CASO gli USA dipendono da uno o piu' degli stati oggi apertamente o parzialmente ostili. Tale dipendenza e' ancora maggiore se si considera che sul mercato il prezzo e' UNICO. Guardiamo chi ha maggiore influenza sul prezzo del petrolio normalizzando i valori della produzione netta in modo che sommino a 100%.

    INFLUENZA
    Saudi Arabia 30.8%
    Iraq 13.5%
    United Arab Emirates 11.9%
    Kuwait 11.8%
    Iran 9.2%
    Venezuela 8.9%
    Libya 3.4%
    Nigeria 2.4%
    Russia 1.8%
    Qatar 1.6%
    Norway 0.9%
    Algeria 0.8%
    Angola 0.6%
    Oman 0.6%
    Yemen 0.4%
    Kazakhstan 0.4%
    Mexico 0.3%
    Gabon 0.3%
    Congo (Brazzaville) 0.2%
    Brunei 0.2%

    E' palese che le cose oggi stanno maluccio per gli USA. Per capire la posta in gioco basta considerare che una crisi petrolifera causa STAGFLAZIONE (si veda cosa e' capitato negli anni 70), oltre a vari problemucci strategici (non per nulla gli USA hanno messo su riserve strategiche in caso di emergenza http://www.fe.doe.gov/program_reserves.html).

    La stagflation non fu attribuibile solamente ai due oilshocks.
    2) LOBBIES


    Ho quindi fatto una tabella riassuntiva con le percentuali donate ai repubblicani nel 2000. Al solito invito tutti a controllare:

    ENERGY/NAT RESOURCES 75%
    AGRIBUSINESS 73%
    TRANSPORTATION 72%
    CONSTRUCTION 67%
    DEFENSE 65%
    HEALTH 60%
    FINANCE INSURANCE 58%
    COMMUNICATIONS 45%
    LAWYERS 32%
    LABOR 6%

    Dei 5 gruppi che chiaramente hanno supportato Bush (>60%), 3 avrebbero certamente un forte interesse diretto ad un conflitto (Energy/Construction/Defense), Agrobusiness essendo un consumo di base si troverebbe in una posizione di indifferenza, Transportation e' incerto perche' la guerra da un lato vedrebbe calare sia i consumi di veicoli che gli spostamenti, dall'altro comprende parecchi gruppi industriali che forniscono direttamente o indirettamente (come indotto) la difesa.

    Sono pronto a scommettere che simili percentuali di donatori vi furono per ogni altro presidente repubblicano. Com'e' che pero' questa e' la PRIMA volta che si invade E CI SI STABILISCE in un paese simile?
    maggior controllo dei territori palestinesi.

    4) POLITICA KEYNESIANA

    Una guerra presenta la possibilita' di effettuare politiche keynesiane fottendosene del deficit. In questo momento tale politica gioverebbe agli USA, ma si tratta di una scelta difficilmente giustificabile da parte del partito repubblicano, se non mascherando tali spese con una operazione militare.

    Qua' c'ha un po' di ragione.


    6) DOLLARO VS EURO (Last but not least)


    Come articolo, non e' male, specialmente se paragonato al NULLA che ogni tanto arriva da deficienti come multietnico. Comunque se lo apportassi come tesi non so se otterrei la sufficienza.

    Rimango scettico semplicemente guardando alle spese di questa guerra, rispetto ai "potenziali profitti" (ANCHE NEI PROSSIMI 20 ANNI).
    Secondo me, lo scopo PRINCIPALE rimane la modernizzazione del medio oriente.
    Mr. Hyde


  5. #25
    Paul Atreides
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    In Origine Postato da Pieffebi
    Personalmente ho sempre considerato la Resistenza antifascista contro lo stato fantoccio di Salò e l'INVASORE tedesco, un fatto non solo legittimo ma doveroso, seppur enfatizzato eccessivamene e usato, dopo, da una ben determinata parte politica in modo strumentale. Ciò non mi ha MAI impedito di considerare, ad esempio, l'attentato di via Rasella nella Roma "città aperta" del marzo 1944.... ANCHE un vile atto di terrorismo, e NON tanto un legittimo atto di guerra. Sia per le modalità che per le finalità che aveva...insomma.... obiettivi politici decisamente.....interni.....allo schieramento antifascista, e compagnia bella.
    Ho sempre letto da parte della destra radicale, riguardo episodi di quel genere, oltre che inaccettabili considerazioni ideologiche, legate alla natura illiberale, antidemocratica, razzistica e deteriore di tale ideologia (o tendenza ideologica), anche considerazioni direttamente legate alle stesse norme internazionali di guerra. Richiamate del resto anche dalla magistratura militare e NON italiana negli anni cinquanta, in occasione di diversi giudicati su fatti criminosi compiuti dalla Resistenza. Anche nelle sentenze di assoluzione, in applicazione di norme di legge cogenti e inderogabili (scritte dai "vincitori" direbbe qualcuno), i giudici hanno spesso ciononostante, fatto apprezzamenti di aspra critica nei confronti degli imputati, fino alla soglia dell'insulto. E non avevano torto.
    Questo al di là della mia assolutamente diversa valutazione di merito sull'intervento di liberazione dell'Iraq da parte delle forze anglo-americane e sull'evidenza del ben diverso ruolo, supportato ora dalle Nazioni Unite, svolto comunque dalle forze armate italiane. Non a caso i TERRORISTI criminali islamisti o saddamiti hanno colpito anche gli stessi uffici ONU e la Croce Rossa Internazionale (di cui la mezzaluna rossa è un'associata, tanto per intenderci).

    Shalom!!!!
    Ehm, però come direbbe un Fouquier-Tinville in settantaduesimo, la sua risposta che c'azzecca? In buona parte niente, non avendo io tirato in ballo robe di 70 anni fa.

    Mi limito, pertanto, a rispondere sulle ultime righe

    1) sarebbe bene che lei spiegasse il perché della sua ''assolutamente diversa valutazione'' dell'aggressione all'Iraq. Magari potrei scoprire le nuove frontiere del diritto internazionale...

    2) ho già detto che gl'italiani sono sotto comando britannico, fanno ''peacekeeping'' in mezzo ad una guerra e che sono lì da ben prima della 1511. In quanto alle ''coperture'' Onu post factum, lasciamo perdere. Oppure basterebbe dare un'occhiata alla 1244 sul Kosovo-Metohija per capire cosa valgono: solo una legittimazione dell'aggressione

    3) la sede Onu è stata colpita subito dopo la risoluzione 1500, pur essendo partito il programma UNAMI in Iraq da molti mesi prima. Secondo lei perché sino alla 1500 nessuno aveva toccato l'ufficio Onu a Baghdad?

    4) concordo sull'attacco alla Croce rossa. Un gesto vergognoso.

    5) con cliché tipo ''terroristi criminali ecc ecc'', la comprensione non fa un solo passo avanti. Ma ne fa parecchi indietro. Diciamo sino ai tempi del ''dalli all'untore'' di manzoniana memoria.

    Saluti

  6. #26
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Beh lei rifiuta di parlare di cose di 70 anni fa, e poi richiama la peste seicentesca, e infine richiama il diritto internazionale. Quale norma del diritto internazionale giustifica azioni terroristiche?
    Forse se fa mente locale alla convenzioni internazionali che regolano ANCHE il "diritto alla resistenza all'invasore" riesce a comprendere che cosa c'entrano i fatti di 70 anni fa, che non a caso altri suoi camerati hanno invece altrove richiamato....

    Che poi chi si dichiara erede di fenomeni come il nazionalsocialismo, il fascismo e altre manifestazioni imperial-predatorie del genere..... si appelli al diritto internazionale (vuole che le ricordi come Mussolini e prima ancora di lui il vostro adorato Adolf definisse il "diritto internazionale" e la società delle Nazioni?)suona persino buffo.

    Saluti liberali

  7. #27
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Non divaghi, che con me stì trucchetti non servono. Io mi limito alla situazione presente. Ho posto delle questioni e non ho divagato. L'esempio manzoniano era solo uno ''svolazzo'' di un rigo, non certo la sostanza delle mie opinioni.

    Se vuole rispondere nel merito, continuo. Se ha intenzione di parlare, more solito, di Hitler, degli eterozigoti ecc., la saluto.

    PS. un piccolo promemoria sull'aggressione all'Iraq e sulla nostra missione ''di pace''

    1) La Carta Onu, art. 2, paragrafo 4, vieta l'uso e la minaccia della forza contro l'integrità territoriale e l'indipendenza politica di qualsiasi Stato. Successive dichiarazioni di principi dell'Assemblea generale [1970 sulle relazione amichevoli; 1974 sull'aggressione] hanno confermato tale norma. Nel 1986 la Corte internazionale di giustizia ha statuito che il divieto dell'uso della forza ha rango di norma e che l'aggressione è oggetto di divieto di ''jus cogens''.

    2) Due soltanto sono le eccezioni al divieto, previste dalla Carta dell'Onu: l'art. 51 [inerente la legittima difesa], e il sistema di sicurezza collettiva previsto dal cap. VII della Carta, che assegna al CdS la competenza ESCLUSIVA in materia di mantenimento della pace e della sicurezza. Gli art. 39 e seguenti di tale capitolo stabiliscono le modalità decisionali-operative del CdS.

    3) Le operazioni di ''peacekeeping'' devono avvenire SEMPRE su mandato autorizzativo del CdS.

  8. #28
    Ospite

    Predefinito Re: Domande

    In Origine Postato da Paul Atreides
    Quella in Iraq è stata o no un'aggressione in spregio del diritto internazionale e dell'Onu?

    La risposta violenta ad una guerra d'aggressione e alla conseguente occupazione militare è o no una resistenza pienamente legittima?

    Il contingente italiano è stato mandato o no in Iraq prima ancora della ''foglia di fico'' [nonché ennesima legittimazione ''ex post'' del fatto compiuto...E magari per i fantocci dell'Onu sarà ''sano realismo''] della risoluzione 1511?

    Quella della '' missione di peacekeeping'' era o no una finzione, visto il chiaro stato di guerra in cui versava e tuttora versa l'Iraq?

    E' vero o no che durante il jihad afghano nessuno si sognava di etichettare come ''terroristi'' i combattenti antisovietici?

    i' vero o no che durante il jihad afghano nessuno si è sognato di etichettare come ''terroristi'' i combattenti stranieri accorsi a dar manforte alla resistenza antisovietica?

    C'è una differenza, gli americani e i suoi alleati hanno invaso l'Iraq con uno scopo positivo, abbattere un regime sanguinario e portare la democrazia, l'unico neo è che è mancata l'unità da parte dell'allenza atlantica e quindi anche l'avvallo delle nazioni unite. Il regime comunista sovietico in Afghanistan non poteva certo portare la libertà e lo stesso discorso vale per l'occupazione tedesca avvenuta in Italia all'indomani dell'otto settembre, questi erano invasori e i partigiani pienamente legittimati a scacciarli, in Iraq la cosidetta resistenza non ha appoggio popolare e si basa su qualche decina di migliaia di fedelissimi di Saddam in clandestinità che non hanno nulla da perdere e che rappresentano un pericolo per la libertà del popolo irakeno come ampliamente dimostrato con la scoperta delle numerose fosse comuni.

  9. #29
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Una certa risoluzione del CdS Onu, che lei ricorda senz'altro meglio di me, imponeva alcune cose all'Iraq, minacciando determinate altre cose. Quella risoluzione era di per sè sufficiente. Dopo di che si è cercata, lei ricorda certo come e perchè, una risoluzione più esplicita che non ha avuto successo, e lei rammenta sicurissimamente per quali ragioni politiche. DI questo se ne è discusso per settimane a suo tempo. Ora si sta discutende di altro.
    Noto con piacere che ha rinnegato i suoi riferimenti ideologici e si vergogna di loro. Me ne compiaccio.

    Saluti liberali

  10. #30
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    Predefinito Ed infatti, Paul, essendo...

    In Origine Postato da Paul Atreides
    Non divaghi, che con me stì trucchetti non servono. Io mi limito alla situazione presente. Ho posto delle questioni e non ho divagato. L'esempio manzoniano era solo uno ''svolazzo'' di un rigo, non certo la sostanza delle mie opinioni.

    Se vuole rispondere nel merito, continuo. Se ha intenzione di parlare, more solito, di Hitler, degli eterozigoti ecc., la saluto.

    PS. un piccolo promemoria sull'aggressione all'Iraq e sulla nostra missione ''di pace''

    1) La Carta Onu, art. 2, paragrafo 4, vieta l'uso e la minaccia della forza contro l'integrità territoriale e l'indipendenza politica di qualsiasi Stato. Successive dichiarazioni di principi dell'Assemblea generale [1970 sulle relazione amichevoli; 1974 sull'aggressione] hanno confermato tale norma. Nel 1986 la Corte internazionale di giustizia ha statuito che il divieto dell'uso della forza ha rango di norma e che l'aggressione è oggetto di divieto di ''jus cogens''.

    2) Due soltanto sono le eccezioni al divieto, previste dalla Carta dell'Onu: l'art. 51 [inerente la legittima difesa], e il sistema di sicurezza collettiva previsto dal cap. VII della Carta, che assegna al CdS la competenza ESCLUSIVA in materia di mantenimento della pace e della sicurezza. Gli art. 39 e seguenti di tale capitolo stabiliscono le modalità decisionali-operative del CdS.

    3) Le operazioni di ''peacekeeping'' devono avvenire SEMPRE su mandato autorizzativo del CdS.
    ...il contingente italiano partito durante il mese di giugno, senza
    alcun mandato autorizzativo del CdS viene ritenuto da oltre il 45%
    degli Irakis un "nemico" tale e quale gli USA-UK...

    ma il governo dei furbi e dei bravi non poteva aspettare un paio di mesi prima di mettersi nel guano ? forse salvava almeno la fac-
    cia...ma si sà tutti gli scemi del villaggio stavano contemplando la
    passeggiata...e poi bisognava sedersi al tavolo dei vincitori... sì,
    tale e quale l'altro cretinetti di 60 anni fa...

 

 
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