Mi dispiace dover intervenire, ancora una volta, su di un tema cosi idiosincratico alle mie orecchie, ma turandomi il naso come davanti ai "dorotei", voglio ancora puntualizzare che l'Italia è un paese che è a rischio pensione di vecchiaia e che è privo di base per quanto attiene alla piramide sociale. Non sraà certo una riforma arcoriana a sistemare il tutto.
Ecco, la nostra idea reazionaria consiste nel disincentivare le donne al lavoro, allo scopo di evitare che lo stato paghi loro la pensione, la quale è gia appena sufficiente per i padri di famiglia.
In secondo luogo è opportuno che le donne "la diano e la diano con maggiore frequenza", allo scopo di ricreare quella piramide sociale con una base opportuna, la quale possa consentirci di fare a meno dei centristi, troppo effeminati per lavorare come extracomunitari, graditi ospiti... purché paganti.
Mi sembra l'unica soluzione politica che possa salvare questo paese dallo scatafascio e dal "trabacco" costoso di dover accompagnare albanesi, cinesi e polacchi fuori porta.
Alla luce di quanto esposto con merito e giudizio, volete spiegarmi perché preparare universitariamente delle donne, rendendole cosi persino pronte a reggere un "tu" con il sottoscritto? Come mai fioccano i trenta alle ragazze, volete riaprire le case chiuse per favore? Il mio ragionamento vi potrà apparire piuttosto forzato, estemporaneo, ma nessuno potrà darmi torto; non ci sarà nessuno che lo farà; perché anche le donne amano e amano degli uomini. Spero che i miei amici professori abbiano capito e che si collabori e perfezionare insieme un tale progetto. Fermo restando questo, vorrei ribadire che amo moltissimo le donne, ma quelle che entrano nel mio letto e che mi sanno far mangiare come se fosse sempre domenica.
Perché la politica non è tutto nella nostra vita.
Ho parlato.




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