Meno male che Silvio non molla
Berlusconi resiste alle toghe rosse
di Vittorio Feltri
ANCHE LA CONSULTA É DI SINISTRA E BOCCIA IL LODO MENO MALE CHE SILVIO NON MOLLA Dopo l`assalto giudiziario e quello mediatico, ecco lo sgambetto costituzionale che riconsegna il premier in mano ai giudici e apre scenari inquietanti per l`Italia. Coincidenze? No, c`è un disegno. Che va contrastato a ogni costo L`ira di Berlusconi: «Napoletano e di parte». E Bossi avverte: «Pronti alla guerra»![]()
È andata come doveva andare, cioè male, per la semplice ragione che anche la Corte Costituzionale, al di là della facciata (di bronzo), è un organismo politico. Altro che sopra le parti, visto che sta dalla parte di chi la elegge con l`intento di farsi degli amici che al mo mento opportuno possono venir buoni e lasciarsi ispirare dal senso della gratitudine più che dal senso del diritto.
Il perché di questo è presto spiegato. I giudici sono quindici. Cinque sono eletti dalla magistratura in citi la componente di sinistra è dominante e sceglie uomini allineati. Cinque li elegge il Parlamento in base al criterio della lottizzazione.
Gli altri cinque li nomina direttamente il capo dello Stato; e siccome gli ultimi tre presidenti della Repubblica - Scalfaro, Ciampi e Napoletano - appartenevano (e appartengono) allo schieramento progressista, ovvio che hanno sempre designato personaggi politicamente aloro affini.
Risultato. Almeno dieci su quindici uomini della Consulta hanno quale marchio non dico la falce e martello, non più di moda, ma qualcosa di simile. Poiché il colore delle toghe tende al rosso, era da ingenui supporre che la sentenza sul Lodo Alfano avesse una tinta diversa da quella prevalente in camera dì consiglio.
Da queste note emerge subito un dato che contrasta con la logica democratica:
il Paese - come dimostrano le percentuali delle elezioni politiche - è di centrodestra, ma i custodi della Carta sono di centrosinistra e, poiché selezionati secondo la logica della lottizzazione politica, di fatto (consapevolmente o no) finiscono col compiacere i partiti di riferimento.
Punto e chiuso. Ogni considerazione tecnica è superflua. Sul verdetto le questioni di diritto non hanno inciso se non peresigenze di forma, in quanto le motivazioni del medesimo saranno scritte e divulgate. Se non fossero minimamente plausibili in punta di diritto, la Corte farebbe una pessima figura. Un pericolo inesistente, però, in questo caso, perché i giudici costituzionali sono esperti e in grado di sostenere qualsiasi tesi, compresa l`attitudine degli asini a spiccare il volo.
Immaginiamo il tenore delle discussioni italiane a botta calda. La sinistra, supportata da giuristi di scuderia (basta un fischio per convocarne cento), dirà che il Lodo Alfano protegge solo le alte cariche dello Stato creando una disparità: cittadini di serie A, intoccabili, e cittadini di serie B esposti a ogni vento. Pertanto è inammissibile perché davanti alla legge tutti i cittadini sono uguali.
Il ragionamento sembra convincente, ma non lo è. Perché qui non si tratta di regalare l`impunità a qualcuno [Noooooo...].
Semplicemente si congelano eventuali processi al premier, ai presidenti del Parlamento e della Repubblica per la durata del mandato, scaduto il quale i procedimenti ricominciano da dove si erano fermati senza che i termini di prescrizione, sostanzialmente, siano accorciati.
Che razza di privilegio è? Il provvedimento si limita a garantire il funzionamento delle istituzioni e a non distrarre con altri impegni [bella distrazione essere processati, eh?], in Tribunale, chi le rappresenta.
La storia poi dei cittadini tutti uguali davanti alla legge è una Tavoletta che i magistrati non dovrebbero citare neanche per scherzo, loro che in barba a un referendum, sono la sola categoria al mondo che non paga per i propri errori sul lavoro. Dai tranvieri ai medici (non c`è assicurazione che accetti una polizza coi camici bianchi), dai poliziotti ai giornalisti, chi sbaglia è tenuto a risarcire le persone danneggiate. I magistrati no. Non hanno responsabilità civile. Al loro posto versa lo Stato, coi soldi nostri. E ci vengono a dire che siamo tutti uguali davanti alla legge? Prevedibili le reazioni nei vari settori della vita pubblica. L`opposizione spudorata non tratterrà la propria gioia. Aspettava con ansia il momento per dedicare il gesto dell`ombrello a Silvio Berlusconi.
Dopo quindici anni direiterati tentativi, finalmente è riuscita grazie alla Consulta a piazzare un colpo duro al Cavaliere. Il quale subisce un altro effetto della persecuzione di cui è vittima da quando è in politica e non consen- te agli avversari di dominare la scena e guidare íl-Paese. È noto con quale spiegamento di forze i progressisti sono in guerra contro il centrodestra e il suo capo. Al quale è accaduto di tutto. Il calvario giudiziario lo ha obbligato a saltabeccare da un`aula di giustizia all`altra; sempre assolto. Ma quanta fatica spesa, quante energie profuse. Perfino la moglie gli ha procurato un sacco di guai. La stampa nazionale ostile, complice quella straniera, gli ha attribuito gaffe nelle quali non è mai incorso.
Nell`imminenza del G8 de L`Aquila i giornali si erano inventati che le consorti di parecchi capi di Stato non sarebbero venute in Italia per risparmiarsi di stringere la mano al premier. Gli stessi giornali hanno massacrato Silvio dando peso al gossip e ai racconti inverosimili delle puttane; hanno organizzato una manifestazione di piazza per protestare contro un fantomatico guinzaglio alla libertà di informazione. E nel giorno della piazzata è giunta notizia che un giudice solitario ha condannato la Mondadori a pagare a De Benedetti 750 milioni di euro. E adesso, bocciato il Lodo Alfano.
Coincidenze? Andiamo. Come si fa a non sospettare un`azione concertata per costringere all`angolo Berlusconi, indurlo ad abbandonare il suo ruolo per sfinimento? Sono molti coloro che hanno la fissa: distruggere il leader per distruggere l`opera sua, economica e politica; disgregare il Pdl e far saltare la maggioranza, favorire un rimescolamento di carte in Parlamento e formare un governo tecnico col quale la sinistra, sconfitta alle urne, tornerebbe in pista a tutelare gli interessi dei ricconi che, in cambio, le offrono quotidiani corazzati, mezzi di sostentamento, appoggio morale e materiale.
Non dimentichiamo: De Benedetti, editore dell`Espresso-Repubblica, ha in tasca la tessera numero uno del Pd, un partito disastrato che confida nelle disgrazie del premier per ringalluzzirsi e ridarsi una ragione sociale.
Alla luce di tutto questo, la sentenza della Corte Costituzionale è davvero politica dalla A alla Z.
Fornisce un contributo alla confusione generale, aiuta l`opposizione che medita rivalse extraelettorali e aspira a liquidare un personaggio altrimenti imbattibile, resistente a ogni attacco frontale ma impossibilitato a parare i fendenti delle toghe. Ripeto. La bocciatura era nell`aria. Ma digerirla è difficile, perché apre scenari inquietanti per l`Italia e introduce un periodo funesto. Ci auguriamo che il Cavaliere, pur stremato, sappia salvarci ancora unavolta dalla sciagura rossa. Non sarà una passeggiata e va appoggiato da tutti noi. Senza paura.
Un`ultima riflessione. Anni orsono, la Consulta esaminò il Lodo Schifani, padre del Lodo Alfano.
Entrò nel merito della legge e non la respinse intoto. Insomma, non pose la pregiudiziale. Anzi, indicò le correzioni da apportare per renderla compatibile con la Costituzione. Difatti, Alfano tenne conto dei suggerimenti e predispose una nuova legge ordinaria.
Oggi la Consulta, rimangiandosi i giudizi già espressi, dichiara il Lodo del Guardasigilli illegittimo perché il suo contenuto è tale da meritare addirittura una modifica della Carta. A che gioco giochiamo? Prima si dice una cosa, poi se ne dice un`altra, e a parlare è sempre la stessa Corte. Mah! Morale. Abbiamo un presidente della Repubblica, Napolitano, ex comunista non pentito. Abbiamo il 70 per cento dei giornali orientato a sinistra. Abbiamo una tivù pubblica santorizzata. Perfino le reti Mediaset sono imbottite di cantorini. Abbiamo l`80 per cento del cinema che ha nostalgia della falce e martello. La stragrande maggioranza dei cantanti porta al collo il fazzoletto rosso.repapelle:
repapelle:
repapelle: Il Pd medita di vietare transazioni in contanti qualora superino 100 euro. Abbiamo una magistratura democratica chete la raccomando.
Una scuola e una Rai delle quali la Cgil si sente padrona. E abbiamo verificato che pure la Corte Costituzionale agevola l`opposizione.
Ne prendiamo atto.
Meno male che Silvio non molla, e noi neppure.
ostridicolo:
il giornale, 08-10-09




repapelle:
ostridicolo:
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