Le origini del programma che portò alla nascita del carro ARIETE risalgono al 1984 quando lo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano richiese alla Krauss Maffei di Monaco di Baviera un'offerta per l'acquisto di un lotto tra i 200 e 300 carri LEOPARD 2. Questi nuovi mezzi avrebbero dovuto sostituire tutti gli M60A1 presso i reparti di prima linea e consentire, con il transito del carro americano ai reparti di seconda linea, la totale radiazione degli ormai decrepiti M47, allora ancora in servizio presso ben 8 dei 30 battaglioni carri presenti nell'Esercito. Si noti che all'epoca, trovandoci ancora in piena guerra fredda, non si parlava ancora di riduzione delle forze convenzionali, per cui l'Esercito sarebbe venuto a disporre di una notevole forza corazzata basata sui LEOPARD 2, su circa 200 M60A1 e su 920 LEOPARD 1A2. La Forza Armata, conscia del fatto che un'eventuale costruzione su licenza del carro tedesco non avrebbe fatto progredire l'industria militare italiana e che l'industria stessa aveva già prodotto dei veicoli di propria progettazione, decise di procedere allo sviluppo di un nuovo veicolo di concezione e realizzazione interamente italiana. Pesava anche la speranza di poter in futuro vendere il carro sul mercato internazionale, cosa che sarebbe stata impossibile per un veicolo realizzato su licenza. Quello stesso anno lo sviluppo e la costruzione del nuovo veicolo, inizialmente battezzato C1 "TRICOLORE" ed in seguito "ARIETE", venne affidata al consorzio IVECO-FIAT/OTO Melara che completò il primo prototipo alla fine del 1986 per poi presentarlo all'allora Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Gen. Poli, nel febbraio 1987. La prima esibizione ufficiale in pubblico si ebbe il 30 giugno 1987 presso il poligono di Monteromano congiuntamente a quella della nuova autoblindo B1 "CENTAURO" che sarebbe stata di lì a poco adottata. Intanto, durante l'estate, usciva dalla linea di assemblaggio il secondo prototipo seguito da altri quattro esemplari. Inizialmente si prevedeva di far coincidere i tempi di industrializzazione del programma con quelli necessari per le prove in modo da consegnare i primi carri di serie nel 1990 e concludere la consegna dei previsti 300 esemplari entro il 1994. Contrariamente a ciò, a seguito dei ricorrenti problemi di bilancio e di alcuni problemi tecnici, la scadenza slittò di ben sette anni, quando finalmente i primi esemplari di serie vennero consegnati alla Scuola di Carrismo di Lecce ed alla Scuola Trasporti e Materiali della Cecchignola a Roma. Contemporaneamente, anche a seguito delle mutate condizioni politiche, gli esemplari in acquisizione furono ridotti dagli iniziali 300 esemplari a 200. Nel mese di marzo 1998 i primi carri vennero consegnati ai reparti operativi ed in particolare alla 4^ Compagnia "Tobruch" del 3° Battaglione Carri "M.O. Galas" inquadrato a sua volta nel 32° Reggimento Carri. Si prevedeva allora che il nuovo carro venisse consegnato anche al 132° Reggimento Carri di Cordenòns (PN) e, per ultimo, al 33° di Ozzano Emilia (BO). In questo modo la 132^ Brigata Corazzata "Ariete", che aveva nel suo organico tutti e tre i reggimenti, sarebbe stata l'unico grande reparto operativo dell'Esercito dotato del nuovo carro. In realtà, al posto del 33° Reggimento carri in via di scioglimento, nel 2000 il nuovo carro è stato assegnato al 4° Reggimento Carri di Bellinzago Novarese, allora facente parte della Brigata Meccanizzata "Centauro"e l'anno seguente anch'esso trasferito alle dipendenze della Brigata Ariete.
In sintesi il carro ARIETE risulta essere oggi distribuito ai seguenti reparti carri:
- 3° Battaglione Carri "M.O. Galas" / 32° Reggimento Carri di Tauriano (PN),
- 8° Battaglione Carri "M.O. Secchiaroli" / 132° Reggimento Carri di Cordenòns (PN),
- 20° Battaglione Carri "M.O. Pentimalli" / 4° Reggimento Carri di Bellinzago Novarese (NO).
Le consegne dell'ARIETE si sono concluse nel luglio del 2001 con un costo finale per ogni carro di 2.912.300 euro.
I tre reggimenti (ognuno su di un battaglione carri) sono dotati di 54 carri ciascuno. I veicoli sono distribuiti a quattro compagnie di 13 carri ai quali si aggiungono quello del comandante di battaglione e del vicecomandante. A sua volta ogni compagnia è formata da tre plotoni di quattro carri ai quali si aggiunge il carro del proprio comandante.
Pertanto i reggimenti inquadrano complessivamente 162 carri mentre i rimanenti 38 costituiscono la riserva logistica e la dotazione della Scuola di Cavalleria e delle Truppe Corazzate di Lecce, dove gli equipaggi vengono formati. Si noti che, contrariamente a quanto avveniva in passato, nessun carro è assegnato al poligono di Capo Teulada (CA) in quanto ciascun battaglione provvede a trasportare i propri mezzi quando è impegnato nei turni di tiro.
SVILUPPI FUTURI
L'intenzione dello Stato Maggiore Esercito era inizialmente quella di provvedere all'acquisizione di 300 esemplari del carro e poi passare allo studio di una seconda versione (Ariete 2) che sarebbe dovuta entrare in servizio nei primi anni del nuovo millennio. Tale versione avrebbe dovuto incorporare alcuni importanti miglioramenti al sistema di tiro, al gruppo motopropulsore ed alla corazzatura. Purtroppo le costanti limitazioni di bilancio, oltre a ridurre il numero dei carri acquistati a 200 esemplari, ha causato la cancellazione del programma. Pertanto i previsti miglioramenti saranno gradatamente portati sugli esemplari costruiti man mano che esse vengono sviluppate e che i carri affluiscono alle officine centrali per le revisioni principali.
Tali miglioramenti si possono sinteticamente indicare in:
1) pacchetto di corazzature aggiuntive.
Per mantenere un discreto rapporto potenza/peso, in funzione dell'adozione del motore che è in grado di erogare la potenza massima di soli 1.200 Hp contro i 1.500 degli altri motori per carri costruiti all'estero, si è dovuto mantenere il peso del veicolo sotto le 60 tonnellate. Ciò comporta il fatto che la corazza del carro italiano è meno capace di resistere alle offese nemiche rispetto a quella dei pari grado stranieri, soprattutto se dotati di corazzature all'uranio impoverito. Per sopperire a questa carenza è previsto il montaggio di due kit di corazzature addizionali su degli appositi supporti presenti sia sulla torretta che sullo scafo: uno più leggero per consentire al carro di mantenere un minimo di manovrabilità ed uno più pesante destinato ad essere installato quando il veicolo viene impiegato per compiti che non richiedono lunghi spostamenti. Di questi pacchetti il più leggero è già stato sviluppato e presentato al pubblico per la prima volta alla mostra parigina EUROSATORY 2002.
2) motore potenziato.
L'attuale motore è stato fin dall'apparizione dei primi esemplari del carro assai criticato soprattutto in relazione alla scarsa potenza ed all'eccessiva produzione di fumo in accelerazione. In particolare la scarsa potenza penalizza il carro nelle sue prestazioni dinamiche e costringe il motore a lavorare sempre ad alti régimi compromettendone così l'affidabilità. Per far fronte a questi problemi gli organismi tecnici della Forza Armata hanno emesso un specifica per l'acquisizione di un nuovo motore in grado di erogare la potenza di 1.600 Hp, non emettere fumo e permettere al carro di raggiungere la velocità di 32 km/h con partenza da fermo e motore al minimo. L'IVECO ha concentrato i suoi sforzi nella direzione di aumentare la cilindrata, adottare un nuovo sistema d'iniezione e di gestione elettronica del motore, introdurre un nuovo sistema di turbocompressione. L'aumento di cilindrata da 25.800 cm3a 30.000 cm3 è stato raggiunto aumentando la corsa dei pistoni, passando in questo modo da 2,15 litri/cilindro a 2,50 litri/cilindro. Il sistema di iniezione è stato completamente rivisto adottando la tecnologia "Common Rail" che garantisce una pressione costante di alimentazione del gasolio indipendentemente dalla velocità di rotazione del motore. Tale tecnologia, interamente a gestione elettronica, consente anche la riduzione della fumosità del motore. Il nuovo impianto di sovralimentazione ha permesso di portare la coppia massima al limite imposto dal cambio di 5.500 Nm (il nuovo motore sarebbe in grado di raggiungere i 6.000 Nm). Particolare non secondario è che la gestione ha permesso di mantenere costante la coppia impressa nell'intervallo di rotazione dai 1.000 ai 1.800 giri/min, apice al quale viene anche erogata la massima potenza.
L'adozione del motore, già annunciata nei bollettini WEAG relativi ai contratti del Ministero Difesa alla fine del 2001, è in atto e la loro installazione è previsto avvenga sui singoli carri in occasione della loro prima revisione generale.
3) nuovo sistema di test per il RALM (Ricevitore di Allarme Laser),
4) adozione di un meccanismo di rotazione della torretta a funzionamento elettrico anziché idraulico che consentirà di eliminare i rischi connessi all'utilizzo di impianti idraulici in pressione all'interno della camera di combattimento.
5) miglioramento delle prestazione della CPU del computer di tiro Marconi COSMO MP501.




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