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  1. #11
    SENATORE di POL
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    Sia Paolo Mieli che Emilio Gentile (per chi sa chi sono), che non sono degli "sporchi traditori pennivendoli " (nell'ottica dell'intolleranza di derivazione staliniana che traspare a vista dall'atteggiamento di tanti intellettualoidi radicalchic) hanno pienamente accolto le premesse di Giuliano Ferrara circa i limiti del discorso di Fini (limitatamente, del resto, all'espressione "male assoluto", che è idiota per tutta la storiografia scientifica moderna, e d'uso solo presso la becera vulgata alla Tranfaglia).
    Detto questo Paolo Mieli in particolare ha ricordato dei due antifascismi esistenti nell'Italia del dopoguerra, quello democratico e quello stalinista. E della strumentalità del secondo.
    Un discorso doloroso per i mistificatori professionali della sinistretta con le loro idiozie sulla diversità del comunismo italiano. Persino il giovane storico Luzzato ha dovuto convenire, pur con qualche marginale distinguo, con un'analisi che sta diventando patrimonio comune degli studiosi seri del fenomeno totalitario in TUTTE le sue varianti.
    Il resto..... fa pena.

    Saluti liberali

  2. #12
    SENATORE di POL
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    In origine postato da Dario


    Tu pensi che Lenin, per andare al potere, avrebbe abiurato a tutte le cose a cui ha abiurato Fini? Poi io non sono leninista, ma paragonare i due mi sembra un tantino.... esagerato.


    Lenin ha abiurato a molto di più: ha abiurato alla tradizione di revisione democratica del socialismo europeo della maggioranza della II Internazionale.... per rinculare nel dogmatismo rivoluzionario marx-engelsiano, rinnegando anche il suo maestro Kautsky.

    Saluti liberali

  3. #13
    Ex ore tuo te judico
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    In origine postato da Pieffebi
    Insultante è vergognonso è chi si esprime in questo modo. I tuoi padroni hanno insnaguinato il mondo prima e dopo la fine del fascismo e del nazionalsocialismo. E circa DeFelice e la storiografia scientifica seria....è meglio che torni ad occuparti delle tue ricerche nel campo dell'applicazione del materialismo dialettico alle scienze naturali, caro compagno lysenko.
    Buon premio nobel.
    SHARON!!!
    Mi sembra che tu stia prendendo la strada di AdC, che non avendo da argomentare si limita a dire "sei tu che devi vergognarti".

    Io la penso esattamente come Aeroplanino, i miei nonni e i miei genitori agirono esattamente come i suoi nonni, rifiutarono per 20 anni la tessera del fascio, sputando sangue per questo.

    "E circa DeFelice e la storiografia scientifica seria...." ma non farmi ridere. DeFelice è uno dei tanti nonfascisti -nonantifascisti che pullulano in Italia, sempre pronti però a dire che si stava meglio quando si stava peggio. Ammiro molto di più Rauti e Tremaglia che hanno il coraggio delle loro idee.

    In quanto a "padroni" se ti riferisci ai comunisti non sono mai stati miei padroni (di Aeroplanino non so) ma dovreste semplicemente vergognarvi a parlare di "padroni", voi che vi allineate e vi stendete a tutto ciò che dice il vostro Vate, e umiliate la vostra intelligenza e la vostra credibilità per dimostrare che ha sempre ragione.
    Vergognatevi.

    --------->

  4. #14
    SENATORE di POL
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    Passiamo a cose serie.....che qui c'è chi cita De Felice a vanvera (come qualche suo amico d'estrema destra, di cui condivide le sciocchezze su ebrei, israele....) e fa dell'anedottica contrapponendola alla scienza storica...

    dal quotidiano il Giornale

    " il Giornale del 28/11/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il destino di un nome
    Marcello Veneziani
    --------------------------------------------------------------------------------

    Chi di nome ferisce di nome perisce. Se Alessandra Mussolini non si fosse chiamata Mussolini non sarebbe mai stata, credo, deputato del Movimento sociale italiano. Avrebbe fatto altro: l'attrice, come accadde agli inizi della sua carriera, la cantante, la conduttrice televisiva. O l'esponente di qualche movimento femminista, radicale o non so che altro. Il cognome fu la sua croce, agli inizi della sua carriera; e ad un certo punto della sua vita, giustamente, Alessandra pensò di trasformarlo in delizia. O come si dice oggi, lo mutò da handicap in risorsa. E così fu. La Mussolini vinse la Coppa del Nonno, e diventò deputato e candidato sindaco in quel di Napoli, con gran successo di pubblico e di critica. Mise a frutto la sua discendenza dal duce dopo aver messo a frutto la sua discendenza dalla Loren: non si trattò però di un'operazione parassitaria, perché Alessandra ci mise del suo, la sua capacità comunicativa davvero straordinaria, la sua verve, la sua simpatia, il suo populismo romagnolo-napoletano. Lei così vivace e verace, più di una vongola, lei così sciantosa, così arcitaliana nel suo sguardo a mezzadria tra Sofia Loren e il Duce (occhi duceschi su labbra sofiate), incarna davvero la sintesi del gallismo e della femminilità latina. In questo è biologicamente fascista. Ma solo in questo.
    Per il resto, Alessandra non è mai stata propriamente di destra. Difatti in tv è gettonatissima, è l'ospite ideale per Costanzo e per Raitre, è la sponda perfetta della Turco e delle femministe di sinistra. A volte sembra fatta apposta per loro perché nella sostanza dà ragione al loro modo di pensare mentre nella forma è ancora affettuosamente legata al folclore dei saluti romani, le sagre cameratesche e le gite a Predappio. Perfetta, l'ideale per i media e per gli avversari. Le sue posizioni in tema di famiglia, di sessualità, di bioetica, di tradizione, non sono propriamente espressione di una sensibilità di destra; rientrano piuttosto in quel filone libertario, radicale, pannelliano che non è poi del tutto estraneo al fascismo, pur essendo marginale; ma che è sicuramente estraneo alla destra e ad Alleanza nazionale, se ho ben capito cosa sia (avviso a l'Unità: non ho scritto io le tesi di Fiuggi, come scriveva ieri Gravagnuolo; a Fiuggi ci andai a mie spese, in visita privata). Adesso che vede il suo cognome definitivamente allontanarsi dall'album genealogico di An, Alessandra Mussolini capisce che è venuta meno la ragione sociale di quel legame e fa le valigie, o perlomeno minaccia di farle. Altre volte infatti è rientrata; questa volta, credo che tema una difficile compatibilità con la destra venuta da Israele; e non per ragioni di antisemitismo, per carità, ma perché Fini non pensa più che suo nonno sia stato un grande statista e ritiene anzi che il fascismo faccia parte del male assoluto del Novecento. Si può lasciare un partito solo per un cognome? In genere direi di no, ma nel caso specifico direi di sì: un cognome e solo un cognome la legava alla destra. Un cognome e solo un cognome ora la allontana.
    Resta invece la questione della svolta finiana d'Israele. Ora che Fini si è tolto la kippa ed è tornato a Palazzo Chigi, possiamo ragionare a frtddo. Tralascio quel che è stato considerato l'atto più importante di Fini, il ripudio dell'antisemitismo e dell'orrore della Shoah: Fini ha reso solenne un ripudio che in realtà apparteneva e non da ieri alla destra italiana. Mi soffermo invece su altri due punti. Il ripudio totale del fascismo e l'ipotesi di rimuovere la fiamma tricolore. Prima di entrare in argomento mi limito a notare una cosa: la svolta di Fini è piaciuta al novanta per cento degli italiani. La sua sfortuna è che in quel dieci per cento di dissenzienti la maggior parte sono suoi elettori. Ma Fini ne è consapevole.
    Torniamo a bomba. Il ripudio totale del fascismo. Superato lo sgomento delle prime ore, dico: finalmente. Finalmente non tanto perché la politica sia stata liberata dalle unghie del passato, dalla storia, dal fascismo, ma per il suo rovescio: finalmente la storia, il passato, il fascismo sono stati liberati dalle unghie della politica, delle campagne elettorali, delle immaginette simoniache o denigratorie. Finalmente la nostalgia è uscita dalle stanze della politica per tornare ad essere sentimento personale o intimo, lievito per la letteratura e non per le candidature. La nostalgia è un nobile sentimento, ma in politica diventa rancoroso risentimento. Finalmente sarà possibile coltivare un diverso giudizio storico anche sul fascismo senza doverlo collegare alla politica, al presente e alle miserabili rendite di posizione del neofascismo e dell'antifascismo. Finalmente si potrà rivedere la storia senza appartenenze, senza implicazioni di natura politica, partitica ed elettorale. E finalmente potremo parlare, anche bene, di Gentile e di Bottai, di Rocco e di Crollalanza, di Berto Ricci e di altre figure del Novecento, senza timore di apparire politicamente nostalgici di regimi, tempi e movimenti che non sono i nostri. Finalmente la storia si riprende i suoi territori, la tragedia le sue espressioni, e la politica, la teatrinocrazia, il presente si concentrano sulle loro cosette di giornata. Mi auguro che avvenga presto la stessa cosa anche altrove. Attendo con ansia che i leader della sinistra vadano a rendere omaggio nei gulag, nelle foibe, ai martiri del comunismo e dicano là sul comunismo le cose che Fini ha detto del fascismo. Nell'attesa dei viaggi riparatori, mi auguro che vadano in tv a parlare del triangolo rosso e del sangue dei vinti, senza quel fuggi fuggi generale da questi temi reputati finora scabrosi. Sogno di vivere in un Paese in cui per governare e per far politica, non ci sia bisogno di pellegrinaggi, abiure e pentimenti. Sogno un Paese libero di pensare al suo passato, senza pietre al collo e scheletri nel bagagliaio. Che non vuol dire Paese smemorato o politica priva di storia, dio ce ne scampi: ma precisa distinzione tra la memoria e la polemica, tra la provenienza e il progetto.
    Quanto alla fiamma tricolore, merita un discorso a parte e non qualche battuta d'appendice; perciò me ne astengo, vorrei riprendere a parlarne un'altra volta, se non si spegne nel frattempo... Auguri e baci alla Mussolini.
    "

    Cordiali saluti

  5. #15
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    Veneziani scrive su IL GIORNALE, ed è nel CDA della Rai.
    Mer lo ricordo ieri, quando non gli mancavano certo capacità, ma aveva scarsissimi lettori.
    Chi erano quei pochi? e cosa scriveva Veneziani?

    Come non mi piacciono, questi nuovi santini!
    "

  6. #16
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    In origine postato da Pieffebi

    Il destino di un nome
    Marcello Veneziani

    "Chi di nome ferisce di nome perisce. Se Alessandra Mussolini non si fosse chiamata Mussolini non sarebbe mai stata, credo, deputato del Movimento sociale italiano. Avrebbe fatto altro: l'attrice, come accadde agli inizi della sua carriera, la cantante, la conduttrice televisiva...."
    E siccome non ci sono motivi per pensare che andando avanti l'articolo diventi almeno un pochino più serio, tanto vale smetterla qui e fare qualcos'altro di più serio....

  7. #17
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    Sinceramente del destino del nome (e del cognome) di Alessandra Mussolini, non me ne importa nulla.

    Quindi mi risparmio il polpettone di Veneziani che invece a quei nomi ci resta molto affezionato. Forse dovrebbe parlarne con Fini che ha sicuramente più argomenti di me per convincerla... Argomenti sensibili per lei ne ha, uno che sta al CDA Rai...

    L'uscita di Fini se può essere molto utile a lui, che in questo modo si costruisce un'immagine ben più presentabile di quella del nano, specialmente all'estero, e quindi, di riflesso, pure da noi, quelle stesse uscite sono molto utili pure a noi a smascherare finalmente (e pubblicamente) i tanti che a Fiuggi avevano al massimo fatto un bagnetto...
    AN, grazie a Fini, ha intrapreso una strada condivisibile e che va incoraggiata da chiunque abbia a cuore la democrazia, e chi si stacca oggi, a quasi dieci anni dall'abiura termale, viene smascherato come lo scarafaggio a cui si toglie il riparo lasciandolo in balia del mondo esterno...

    Speriamo, per il bene dell'Italia, che Fini prosegua in questo progetto, che fa bene alle sue ambizioni e pure alla Repubblica.

    Su De Felice non vado oltre, me lo sono letto da ragazzino, perchè mi piaceva avere un punto di vista diverso, ma da qui a definirlo "storiografia seria" per contrapporlo ad una "non seria" o alla "vulgata" (ahahah, a destra hanno imparato un nuovo latinismo?)... beh, ce ne corre.
    De Felice ha raccolto un'enorme mole di dati, con grande passione, ma le sue conclusioni sono opinabilissime, ed in alcuni casi chiaramente sbagliate, come nel caso di Salò.

    A Paolo Mieli, che è un conservatore serio, fa comodo inscatolare l'antifascismo in scatole diverse, ma non deve dimenticare che entrambe quelle fazioni furono decisive per la vittoria e la ricostruzione, non solo, quando si limita a due antifascismi, si inscatola in uno che Mieli genericamente definisce democratico, una enorme varietà di ideali e di interessi che vanno dal Vaticano alla mafia sicialiana... storiografia scientifica?

    Cos'altro? Ah, i capi... Io sarei stato partigiano nell'Italia fascista, sindacalista nel dopoguerra, pacifista negli USA del Vietnam, in piazza a lottare per la libertà a Budapest e Praga, a Santiago e coi sandinisti... e sicuramente avrei trovato PFB (ed i suoi capi) sempre dalla parte opposta, i mie capi stanno nel mio cervello, non su canale5...

    Condivido quanto scrive Dario (come quasi sempre), ma a parte le fisse di PFB non trovo necessario che risponda di Lenin, che era russo, che ha fatto quello che ha fatto in Russia, e che con l'Italia, Fini e il fascismo non centra nulla.

    Un'ultima cosa: io mi onoro di conoscere l'onorevole Mirko Tremaglia, amico di mio padre, ottimo avvocato e persona con un cuore immenso, sempre pronto a dare una mano ad un poveretto preso in giro dai potenti di turno.
    Sono in disaccordo con lui su quasi tutto, a partire dalla sua concezione di orgoglio e onore, al giudizio sui nostri emigrati... Ma sarò sempre rispettoso delle sue scelte, come lui, ne sono sicuro, lo sarà sempre delle mie, da vero democratico qual'è.

    Saluti.

  8. #18
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    La fissa del volatile (sì, d'accordo, avioggetto) è sempre la solita. A parte la passione per le iperbole. Crede di essere super-intelligente, da nobel. Definisce Mieli un conservatore. Giudica un articolo di Veneziani senza averlo neppure letto (tipico della spocchia togliattiana). Non sa chi è DeFelice (lo ha letto da ragazzino, non lo ha capito e digerito neppure ora.... ), e nemmeno, a quanto pare, conosce il prof. Gentile, o comunque è da escludersi che l'abbia capito. Quello che è peggio è che non ha capito neppure ciò che ha scritto Giuliano Ferrara. Basta il fatto che il grassone sia un "rinnegato" della sinistra comunista, sia stato craxiano e abbia fatto il ministro del primo governo Berlusconi, il resto non conta. Certo che per un intelligenza da nobel è un po' poco. Ma se hanno dato il premio a Dario Fo ed ad Arafat....c'è speranza anche per lui. In bocca al lupo.
    Interessante l'amicizia di famiglia con Tremaglia, quasi commuovente. Ma non c'entra un'emerita acca.
    L'unica cosa assolutamente condivisibile detta dall'avioggetto (però volatile sarebbe più adeguato.....) concerne l'augurio che l'onorevole Fini prosegua per la sua strada. Mi associo. Mi auguro che segua il cavalier Benito Mussolini solo più in un suo motto: " Noi tireremo Dritto ".........nel consolidare una destra democratica antitotalitaria e quindi, necessariamente, antifascista.
    Sì.....ci puoi contare....NOI TIREREMO DRITTO. L'antifascismo è un valore della destra democratica, in quanto parte integrante e sostanziale di quell'anti-totalitarismo che comprende necessariamente l'anticomunismo. e il rifiuto netto di ogni antisemitismo, comunque mascherato e camuffato, compreso quello di sinistra.

    Saluti liberali

  9. #19
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    In origine postato da Pieffebi
    .... Ma se hanno dato il premio a Dario Fo ed ad Arafat....c'è speranza anche per lui....
    Uno dei pochi che non può aspirare al nobel è di sicuro Sharon!!


    ....L'antifascismo è un valore della destra democratica....
    Da qualche anno, non ci allarghiamo troppo. Fino a pochi anni fa eravate ancora tutti al saluto romano. Per non parlare dei pellegrinaggi in Romagna, e delle canzoni del ventennio che sono ancora nella vostra hit parade....

  10. #20
    SENATORE di POL
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    Spiacente io da ragazzo cantavo bandiera rossa, fischia il vento e contessa (oltre che l'Internazionale). Ma hai ragione.......gli estremismi si toccano......

    Shalom!!!

 

 
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