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Discussione: Quali alternative?...

  1. #21
    memoria storica di PoL
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    Predefinito ... una questione insoluta...

    Sempre restando in attesa di quache risposta alla domanda da me posta due postati or sono seguitiamo la lettura dell'opera di Klinkammer...



    Prima dell’occupazione tedesca il governo italiano nelle aree dove si estendeva il suo potere aveva protetto gli ebrei contro gli sgherri nazionalsocialisti e i loro collaboratori, e quindi contro la deportazione nei campi di sterminio. Soprattutto la Francia meridionale, occupata dagli italiani, aveva rappresentato un punto di raccolta di circa 50000 ebrei provenienti dalla Francia, dalla Germania e da altri stati, in fuga dalle SS o dalla polizia francese . Nonostante tutte le pressioni il governo italiano aveva rifiutato di far deportare gli ebrei dai territori da esso occupati, inducendo in tal modo anche altri stati già sotto il potere tedesco ad assumere un atteggiamento meno collaborativo al riguardo. Tanto meno l’organizzazione di Himmler aveva potuto costringere Mussolini ad una ‘disciplina dell’alleanza’ nei confronti degli ebrei, anche se già nel febbraio 1943 aveva definito ‘auspicabili misure sostanziali, analoghe a quelle in vigore in Germania’[5]. Tuttavia la legislazione antisemita fascista rimase in vigore anche dopo la caduta di Mussolini, soprattutto perché Badoglio temeva che la sua abolizione provocasse un conflitto con i tedeschi [6], ulteriore testimonianza del nesso tra queste leggi e l’alleanza politica.

    [5] A fine gennaio 1943 Himmler aveva fatto sapere a [von] Ribbentropp che gli stava a cuore ‘che anche nei territori francesi occupati dall’Italia gli ebrei di nazionalità italiana e di altre nazionalità venissero allontanati. In questi territori gli ebrei sono l’elemento della resistenza e gli artefici della propaganda comunista particolarmente pericolosa per le truppe italiane. Inoltre la permanenza degli ebrei nel settore italiano è per molti circoli in Francia e in tutta Europa il pretesto per procedere più blandamente nella questione ebraica, perché si sottolinea che neppure il nostro alleato collabora in questa questione’ [BA NS 19 neu vol. 1577: Reichfuehrer SS Himmler al ministro degli Esteri von Ribbentropp, e per informazione all’SS-Obergruppenfuehrer Wolff]. Tuttavia alla fine di febbraio dello stesso anno il ministero degli Esteri dovette constatare che i comandanti militari italiani in Grecia e in Francia avevano ‘sabotato le misure antisemite del Reichsicherheitshauptamt e inoltre a causa dell’atteggiamento del governo italiano i nostri sforzi presso i governi di Croazia, Romania, Bulgaria e Slovacchia per espellere gli ebrei residenti in questi paesi incontrano gravi difficoltà’ [PA Inland IIg, n. 192, p 199]

    [6] Dato che in quel momento quasi nessuno ipotizzava una nuova presa di potere da parte dei fascisti o un dominio tedesco sull’Italia centrale rimasero negli archivi delle prefetture gli elenchi delle persone soggette alle misure legislative emanate nel 1938. Per quanto seducente resta un’accusa meramente retrospettiva quella della Picciotto Fargion [op. citata] che nessuno abbia pensato di tirar fuori e distruggere negli archivi delle prefetture gli elenchi degli ebrei [compresi gli indirizzi] provincia per provincia. Chi avrebbe dovuto farlo?…Forse i funzionari che in precedenza li avevano compilati?… Senza ordini dall’alto è impensabile che essi prendessero simili iniziative.



    Interessante la nota [6], la quale riporta un parere ampiamente diffuso tra gli storici 'olocaustici', vale a dire che una delle conseguenze più gravi delle leggi razziali del 1938 sarebbe stata la presenza nelle prefetture del Regno di 'elenchi' di ebrei schedati con nome, cognome e indirzzo e che questi elenchi avrebbero agevolato grandemente il compito dei nazisti. Già la ragionevole risposta data dall'autore all'inconsistenza della tesi espressa dalla 'storica' Liliana Picciotto Fargion dovrebbe essere sufficiente, e cioè che la mancata distruzione di quegli elenchi non può certo essere addebitata ai fascisti ma se mai al governo Badoglio. In realtà però, ammesso e non concesso che di responsabilità si debba parlare, essa grava almeno in egual misura sulle stesse comunità ebraiche che a loro volta non distrussero gli elenchi dei loro affiliati. Per sincerarsene è utile leggere quanto scritto nella sentenza pronunciata dal tribunale militare di Roma contro Herbert Kappler nel 1948 a proposito degli elenchi provenienti dal sequestro eseguito dai nazisti il 29 settembre '43 presso la sede della biblioteca della comunità ebraica di Roma...

    ... il giorno 28 settembre, militari delle SS, dei quali alcuni erano esperti di lingua ebraica, perquisivano i locali del Tempio Maggiore degli ebrei ed esportavano numerosi documenti e la somma di L.2.021.540, che era custodita nella cassaforte. A capo di questi militari era un capitano, il cui cognome sembra fosse Mayer. Nei giorni successivi ufficiali delle SS, dei quali uno in divisa di capitano si qualificava per professore di lingua ebraica, visitavano la biblioteca della comunità ebraica e quella del Collegio Rabbinico allo scopo dichiarato di asportarne i volumi.
    I presidenti della comunità israelitica e dell'Unione delle comunità appena ricevuta la visita di quegli ufficiali, si rivolgevano al ministero della P.I., chiedendo il suo intervento onde evitare l'asporto dei volumi delle due biblioteche, che avevano un valore nazionale di grande rilievo. In una delle lettere indirizzate al detto ministero essi, fra l'altro, scrivevano: ‘... trattasi di pregevolissimo materiale archivistico [manoscritti, incunaboli, soncinati, stampe orientali del 500, interessanti esemplari di libri ebraici, ecc.] che furono anche oggetto, alcuni anni or sono, di scelta e catalogazione fatta da un esperto in materia e che costituiscono un complesso di notevole importanza culturale, del quale, ove le disposizioni delle autorità tedesche, che evidentemente intendono asportare tutto il prezioso materiale archivistico in Germania, fossero attuate, l'Italia verrebbe ad essere privata...' [vol. I, pag. 87]. II ministero della P.I.non riusciva ad attuare un efficace intervento presso le autorità tedesche e l'opera di quegli ufficiali delle SS si concludeva con l'asportazione di quasi tutti i volumi di quelle biblioteche, i quali venivano caricati su due carri ferroviari e spediti a Monaco...


    A voi commentare!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #22
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    Predefinito

    In origine postato da Fecia di Cossato
    hanno queste leggi veramente contribuito all’Olocausto?
    Finchè l'Italia è rimasta una nazione indipendente, le leggi razziali hanno contribuito in maniera molto marginale all'Olocausto. Questo non toglie che si sia trattato di leggi vergognose, principalmente perchè persecutorie e discriminatorie, ma anche perchè: 1) estranee alla cultura italiana; 2) estranee all'ideologia fascista; 3) simbolo della sudditanza verso un paese straniero.

 

 
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