Visualizza Risultati Sondaggio: Esistono le persone "cattive" ?

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  1. #21
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    Non credo ci sia qualcuno sano di mente che ad oggi, in Italia ritenga bene uccidere un innocente o rubare a un povero o scoparsi la nonna... se iniziamo col relativismo arriviamo a dire che sono tutti punti di vista, che il male non esiste...è per questo che le culture devono restare separate, per non perdere la possibilità di fare del "bene" o perlomeno di evitare di fare del "male"..dato che ciascuna cultura esprime dei valori di orientamento propri..

  2. #22
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    In origine postato da Vassilij
    Non credo ci sia qualcuno sano di mente che ad oggi, in Italia ritenga bene uccidere un innocente o rubare a un povero o scoparsi la nonna... se iniziamo col relativismo arriviamo a dire che sono tutti punti di vista, che il male non esiste...è per questo che le culture devono restare separate, per non perdere la possibilità di fare del "bene" o perlomeno di evitare di fare del "male"..dato che ciascuna cultura esprime dei valori di orientamento propri..

    il relativismo esiste, ma è appunto relativo.
    Se osserviamo con attenzione, noteremo che esistono delle invarianti in tutte le culture.
    Esistono cioé dei principi comuni minimi, seppure differentemente codificati a seconda dei luoghi e dei tempi, a tutte le culture: l'omicidio, lo stupro, la violenza sui bambini, l'incesto sono tabù ancestrali comuni a tutti.
    E' vero che talvolta essi vengono permessi da talune culture (es: la pena di morte), ma questi sono casi particolari frutto di determinate situazioni (la pena di morte è una risposta della collettività a comportamenti anomici) che non vanno confusi con una presunta giustificazione del comportamento astratto (appunto l'omicidio).

    Insomma, esistono delle invarianti comuni che vengono declinate localmente in maniera diversa


    PS: vedo che hai seguito il mio consiglio di cambiare l'avatar. ora sei quasi perfetto

  3. #23
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    Persone "cattive" ?!
    Non so , ma di certo sono esistite , esistono ed esisteranno sempre persone malvagie , ovvero persone che , in alcuni casi credendo di essere nel giusto ma in altri casi sapendolo benissimo , vivono e godono nel male altrui.
    Sono individui malati ma pericolosissimi.
    Se invece per persone "cattive" si intendono le cosiddette personificazioni diaboliche , ovvero uomini che personificano il male assoluto , ... non esistono. Sono solo cazzate messe in giro dai loro nemici che , così facendo , alimentano solo altro odio.

  4. #24
    Ospite

    Predefinito Re: Esistono le persone cattive?

    In origine postato da Vassilij
    Intendo dire quelle che a volte o spesso scelgono il male per il male, e non per rancore o per interesse...
    E' una domanda che mi pongo spesso, a cui non riesco a dare risposta....
    Credo che la vera cattiveria non sia quella di scegliere il male per il male, quanto scegliere ciò che è male ben sapendo ciò che è bene...quando si ferisce tanto per fare qualcosa di diverso.

  5. #25
    email non funzionante
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    In origine postato da Skarm
    Ma è chiaro che pensavano di essere "buoni", Orso Brrrrr!
    Pure Hitler e Stalin si ritenevano indubbiamente tali...solo che
    le giustificazioni che loro si davano ai loro comportamenti aberranti probabilmente noi le riterremmo completamente inaccettabili...perchè è chiaro che erano uomini "malvagi",
    ma di certo non si ritenevano tali!
    Hitler probabilmente pensava che ci fosse una gerarchia biologico-evoluzionistica tra le razze umane...che a diverse razze corrispondessero diverse caratteristiche innate...poi la convinzione che gli ebrei fossero una "razza" l'avrà derivata da altri teorici razzisti che saranno partiti da osservazioni superficiali
    come il fatto che le comunità ebraiche tendessero ad essere piuttosto chiuse ed avere comportamenti "di distinzione" un pò "massonici"...o il fatto che molti ebrei avessero dei nasoni o comunque nasi brutti...e da questo mix sono arrivati a pensare che ci fosse una "razza ebraica" e le hanno incollato tutti gli stereotipi che nel corso dei secoli si sono accumulati sugli ebrei.
    Probabilmente era effettivamente così fanatico da credere veramente che gli ebrei fossero "malvagi" e congiurassero
    contro il suo Paese...un pò come al giorno d'oggi tanti sono convinti che i musulmani siano tutti dei kamikaze potenziali o aspirino tutti a vivere in una teocrazia...e dato che naturalmente
    si tende a ritenere ciò che si considera "malvagio" ad un gradino inferiore rispetto a ciò che consideriamo "umano"...bè...
    probabilmente una volta che un uomo malvagio come quello abbia
    considerato gli ebrei e gli zingari "inferiori" si è predisposto un piano inclinato che ha portato poi alla Soluzione Finale.
    Se ci pensi noi stessi fino a qualche tempo fa ammazzavamo gli
    animali in maniera atroce (e tuttora lo facciamo), spesso senza sentirne colpa...io stesso da bambino uccidevo le formiche in modo veramente barbaro e crudele e non sono certo stato l'unico a fare ciò...una volta che un uomo dall'indole malvagia abbia inconsciamente degradato un altro uomo sotto allo stadio
    "umano" e più vicino di sè alle bestie, non c'è limite agli orrori che quell'uomo potrebbe fare.

    Con Stalin cambia un pò il discorso, pur restando basilarmente uguale...i "traditori della rivoluzione" sono "malvagi e spregevoli"
    quindi "inferiori" e quindi li si può sterminare...spedire nei gulag o a lavorare le scorie radioattive senza protezione.

    Inoltre, se ci fai caso, i massacri più atroci vengono sempre fatti "per interposta persona"...così il carnefice ha sempre la scusa "di aver ricevuto un ordine" che si assomma alla sua eventuale condivisione del fanatismo del suo capo, mentre colui
    che ordina si basa sul suo fanatismo, ma non ha mai la necessità
    di compiere l'esecuzione che lui stesso ha ordinato e quindi non
    ha mai "dubbi".
    Skarm
    Skarm
    concordo. L'etichetta morale di "cattivi" nom si addice ai grandi massacratori della storia, se non in pochi casi di sadismo gratuito. E non sono i casi di Stalin e di Hitler. Entrambi seguivano una logica impeccabile, difendere il proprio popolo o la rivoluzione dai "nemici", che portò purtroppo ad orribili spargimenti di sangue. Dal loro punto di vista però stavano operando il bene.
    Il fatto è che il bene degli uni diventa il male degli altri, e non c'è un criterio assoluto valido.

    Se io ammazzo uno che mi entra in casa armato, faccio il mio bene - salvarmi la vita - ma faccio il male all'altro - togliendogliela.

  6. #26
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    Il discorso si sposta alternativamente su chi "fa" il male perché è un feroce delinquente, a chi "fa" il male perché la sua cultura lo porta a considerarlo una cosa meritevole e necessaria, a chi "fa" il male perché, dittatore sanguinario, si libera in modo sommario e crudele dei suoi nemici.

    Ma in nessuno di questi casi si risponde alla domamda. Infatti la domamda è posta per sapere se, a nostro avviso, esiste qualcuno che il male lo "abbia" dentro di sé e goda nel farlo.

    Io ho risposto di sì e sono personalmente convinto che tali persone esistano e che per esse la definizione "male personificato" spieghi esaurientemente il concetto.. E' chiaro che queste persone potremmo definirle anche "malate" perché secondo il modo corrente di pensare escono fuori da ogni normalità. Il fatto è che la loro malattia , la loro pazzia, non si vede, non è avvertita se non da chi la subisce.

    Chi compie un omicidio, per brutale che sia, o qualsiasi azione fuori della morale, spinto da sentimenti di rancore, di vendetta, per rubare, approfittare della debolezza di altri e motivazioni simili che abbiano comunque una spiegazione, non rientra in questa categoria di "persona cattiva". Può essere un malvagio, un iracondo, un prepotente, un freddo e determinato criminale, ma non un "cattivo" nel senso che io intendo.

    Quindi anche filosofeggiare sulla relatività dei concetti di bene e di male, a mio parere, porta fuori dal seminato.

 

 
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