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Risultati da 111 a 120 di 128

Discussione: I bingo-bongo

  1. #111
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    In origine postato da Erwann
    Ah beh, tu da roma ne saprai tanto di Lega e Padania...
    Perchè, bisogna bere le ampolline della sacra acqua per conoscere e parlare di lega e padania (a proposito: mi spieghi cos'è la padania?).

    Una volta bastava leggere ed informarsi per conoscere un argomento. Non più?

  2. #112
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    uè dilettante allo sbaraglio...il titolo del thread è bingo-bongo.....se vuoi parlare delle tue idiozie sulla lega apriti un thread apposito

  3. #113
    Veneta sempre itagliana mai
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    e tanto per rimanere in tema:

    IMMIGRATI: VERONA, POLIZIA ARRESTA MOLDAVO ACCUSATO OMICIDIO
    E FERIMENTO DI UN TUNISINO
    Verona, 28 gen. (Adnkronos) - La Squadra Mobile di Verona ha arrestato M.R., clandestino moldavo di 23 anni, accusato dell'omicidio di un giovane tossicodipendente di Taranto e del ferimento di un tunisino.
    (Avr/Gs/Adnkronos)
    28-GEN-0412:46

  4. #114
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da Dagos
    questo e' un paese libero, l'Italia.

    questo "forse" era un paese libero.....e da quando avete aperto le porte indiscriminatamente lo avete ridotto ancora peggio.....se per dare la libertà agli altri la togliete a chi ne ha diritto fin dalla nascita, impiccatevi al più presto.....fuori dal paese tutti i clandestini e i nullafacenti e quelli che parlano per il caxxo

  5. #115
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    La repubblica italiana sara' un paese libero per mafiosi e faccendieri, un po' meno per chi esprime le proprie opinioni.

    Tanti saluti da Faccia, Segato e Galli!

  6. #116
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    In origine postato da Mitteleuropeo
    * Quando si tratta di una giusta causa, anche l' italico Machiavelli sapeva che "il fine giustifica i mezzi".
    Inoltre la storia e' piena di simili alleanze:

    1. 1866: Bismarck + Cavour contro Austria

    2. Austria + Francia contro Messico (Maximilian)

    3. Yalta: Roosevelt e Stalin contro Hitler

    4. Saddam e USA contro Khomeini

    5. Illy e Rifondazione contro CdL

    6. Durnwalder + Ulivo contro CdL

    Questo e' solo quello che mio viene in testa ad ora tarda.
    Se la base della Lega non riconoscesse l' oggettiva debolezza del sig. Berluskoni, sarebbe molto peggio. Stai tranquillo, vigiliamo su queste cose come Guardie Padane
    A Milano abbiamo dato un segnale forte a Bossi, affinche' capisca che, finche' si tratta della nostra causa, ci va bene anche quel tizio, ma...nec plus ultra! Se il berluska ci tira il bidone, staremo bene attenti. Noi siamo per il Popolo, che sia del Nord o del Sud (ma separati, prego), non per le Cayman Islands.

    Saluti

    La risposta l'hai data da solo!!!

    Nessuna delle alleanze che hai citato, come nessuna delle controparti che hai citato.... erano dei comuni Pregiudicati, Massoni (P2) Presunti Mafiosi, corruttori di giudici, corrotti, con conflitti di interesse.... e nessuno di loro, a parte le opinioni, era imputabile di .... INTERESSI PERSONALI!!!!!

    Hai Toppato!!!!

    E come Te.... ha toppato Pensierino!!!!



    Solo per i vostri occhi:

    Oltre gli "anonimi" flussi finanziari, c'è un altro mistero da svelare
    Un impero di prestanome
    Caro Silvio, perché li ha usati dal '68 all'84?

    di Max Parisi

    L'altra faccia della medaglia. Signor Berlusconi, certo che abbia letto l'articolo della pagina a fianco, ora vengo ad affrontare con lei un'altra questione - per nulla marginale - che sta alla base dei sospetti di riciclaggio su cui i magistrati palermitani stanno indagando. Nella sua scalata all'empireo dell'imprenditoria nazionale c'è una costante che sconcerta, anzi, allarma: è l'inconcepibile, continuo, inarrestabile uso di prestanome che lei ha fatto dal primo giorno della sua carriera imprenditoriale. Vuole che le rinfreschi la memoria? Mi spieghi il senso, tanto per cominciare, della nascita della sua prima società, costituita il 29 settembre 1968 a Milano. Col nome di "Edilnord centri residenziali Sas di Lidia Borsani & C.", laddove la signorina Borsani - se non dico male una sua cugina, signor Berlusconi - era il socio d'opera, mentre il socio di capitale era la "Aktiengesellschaft fur Immobilienanlagen in Residenzzentren Ag" di Lugano che infatti fornì i 50.000 franchi svizzeri del capitale, prese vita l'impresa che di lì a poco sborserà più di 3 miliardi per comprare l'area dove verrà costruita la città satellite di Milano2 nel Comune di Segrate. Era una bellissima iniziativa imprenditoriale, signor Berlusconi. Un'iniziativa di cui andare fieri, che qualsiasi altro imprenditore avrebbe firmato col proprio nome a caratteri cubitali. Lei no. Lei rimase nell'ombra, tanto quanto restarono nell'ombra i veri fornitori di quei primi 3 miliardi in contanti del 1968. Una bella somma, sa? Oggi varrebbero più di 32, proprio il numero che segna gli anni che lei aveva quando questa gigantesca fortuna finì nelle sue mani. Ecco, se questo fu il primo caso di prestanomi al suo servizio, i successivi che la riguardano denunceranno uno stile che rimarrà costante per almeno 10 anni, i suoi primi 10 anni d'attività, signor Berlusconi. Ricorda? La Italcantieri Srl, uno dei suoi bracci operativi nell'edilizia, nasce il 2 febbraio 1973 a Milano avendo come soci Renato Pironi, un giovane praticante notaio, ed Elda Brovelli, una casalinga senza alcuna occupazione o titolo di studio inerente l'attività della società che va a fondare e per la cui "opera" percepirà solo 600.000 lire. Eppure lei usa questi due perfetti sconosciuti - nonché incompetenti - per far muovere un'impresa che dovrà affrontare un progetto colossale: l'edificazione e l'ultimazione di Milano2. Perché? Inoltre, mi permetta signor Berlusconi, i due suddetti - la casalinga e il praticante notaio - nell'atto di costituzione della Italcantieri risultano essere rappresentanti di due potenti quanto discutibili società svizzere: rispettivamente la "Eti Ag Holding" di Chiasso per la signorina Brovelli, e la Cofigen Sa per il giovane Pironi.I suoi due prestanome, signor Berlusconi, a loro volta rappresentavano i finanziatori? Lei non può non sapere chi si celasse dietro la Eti Holding e la Cofigen, due società finanziarie svizzere. Dica, faccia i nomi, perché altrimenti rimane solo quello di Ercole Doninelli, finanziere elvetico primo fondatore della famigerata Fimo Sa di Chiasso, società di riciclaggio di capitali di mafia, che proprio nella Italcantieri - in seguito - entrerà in rapporti e affari. Anche la Sogeat Sas, che lei certamente conosce perché vantava un credito nei suoi confronti - che immagino lei pagò - di 22,5 miliardi nel 1978 (101,5 miliardi di oggi), è un altro soggetto finanziario inquietante, mi permetta. Come fu possibile che ad amministrare la Sogeat Sas di Walter Donati & C., fondata il 4 luglio 1972 con un capitale di 400.000 lire, fu messo appunto il signor Donati, ovvero un suo impiegato, signor Berlusconi?E poi: chi fornì al signor Donati 1 miliardo, 999 milioni e 600.000 lire per finanziare l'aumento di capitale della Sogeat deliberato ed attuato non molto dopo la fondazione? Guardi che stiamo parlando di una somma che oggi equivarrebbe a oltre 22 miliardi, mica noccioline. Fu un prestanome al fulmicotone, questo signor Donati. Gli ballavano in tasca i miliardi come a me le monetine. Tra l'altro, signor Berlusconi, eviti di dire - casomai - che della Sogeat sa poco e nulla, perché se Walter Donati fu il socio d'opera, l'altro socio, il finanziatore, documenti alla mano fu l'avvocato Renzo Rezzonico di Lugano, lo stesso che amministrava le due finanziarie svizzere di cui sopra. Insomma, un personaggio che lei conosce e conosceva benissimo. Ora intendiamoci bene. Seppure possa sembrare irrazionale, la sua scelta di tenere costantemente per più di 10 anni un profilo imprenditoriale così basso da risultare inesistente potrebbe essere giustificata da un riserbo caratteriale, da innata timidezza e modestia di cui però dal 1980 per tutto il tempo a venire fino a oggi non si troverà più traccia. D'accordo, proviamo a prendere per buona questa ipotesi.Se è così signor Berlusconi, mi usi la cortesia di spiegare all'opinione pubblica la "faccenda Berruti". Quale?Le rammento i fatti. Il 12 novembre 1979, a Milano, il capitano della Guardia di Finanza Massimo Maria Berruti si presentò negli uffici di Foro Bonaparte della sua Edilnord, signor Berlusconi, e interrogò proprio lei sui complicati giri societari e finanziari - farciti di prestanome, come abbiamo visto - che le avevano permesso di edificare Milano2. Certo ricorda, signor Berlusconi, che lei rispose al capitano Berruti a questo modo: «Non sono il proprietario della Edilnord e tanto meno della Sogeat. Io sono un semplice consulente esterno». Nella relazione su questa ispezione, scritta e firmata da Berruti, risulta così. Formalmente, la sua, fu una risposta ineccepibile, ma nella sostanza una menzogna tonante. Perché, signor Berlusconi, negò l'evidenza? Di chi e che cosa ebbe paura? Non certo di Berruti, visto che pochi mesi dopo si dimetterà dalle Fiamme Gialle e presto diventerà consulente della Fininvest. Le ripeto la domanda: perché sostenne di essere un "semplice consulente" delle società che avevano appena finito di edificare Milano2? A quale retroscena temette di essere associato? Forse si spaventò pensando che qualcuno avrebbe potuto domandarle chi realmente si celasse dietro i formidabili flussi finanziari arrivati dalla Svizzera alla Edilnord e alla Sogeat?Se non è così, spieghi, dica come stanno le cose.Anche perché, vede, l'allora capitano Berruti (e attuale deputato Berruti di Forza Italia) nel pomeriggio di quel 12 novembre 1979 tornò a cercarla nei suoi uffici, signor Berlusconi, e le pose una domanda spiazzante. Berruti le chiese di spiegare come mai lei, che si era appena dichiarato "consulente esterno della Edilnord e della Sogeat", ovvero dell'intero affare Milano2, viceversa aveva garantito personalmente - tramite fideiussioni a diverse banche per importi monumentali - la solidità di entrambe quelle società. Ma come, le fece notare la Gdf, i soci di capitale della Edilnord e della Sogeat erano ufficialmente svizzeri, cioè i loro capitali erano svizzeri, e per loro garantiva un italiano, Berlusconi? D'altra parte i fatti erano questi e così la Gdf sospettò - ma per poco, fintanto che Berruti non si dimise per mettersi a lavorare per lei, Cavaliere - che in realtà dietro le finanziarie elvetiche c'era ancora lei, Berlusconi. Sospetto più che legittimo direi, visto che ancora oggi non si sa, e appunto vengo a domandarle, chi c'era dietro le varie Eti Holding, Cofigen, Aktiengesellschaft & company. Capisce che se le Fiamme Gialle erano in qualche modo convinte che alle spalle di quelle sigle spuntava ancora lei, signor Berlusconi, la questione si complica, e di molto. Sì, perché a questo punto l'intera rete finanziaria da cui lei ricevette qualcosa come 200 miliardi in contanti quasi 30 anni fa, anziché in Svizzera va collocata in Italia. È così? Dica, è così o si tratta di una mera fantasia? Non penso di poter tollerare il suo silenzio su questo punto centrale, perché altrimenti entrerebbero in scena ben altri personaggi e situazioni. D'improvviso si materializzerebbero i fantasmi che circondano Marcello Dell'Utri, sotto processo a Palermo per mafia. Lugubri scenari che lei ha un solo modo per cancellare: raccontare tutto, nome per nome.


    Sempre da .... "PADANIA"


    Agli osservatori esteri, che non vi conosocono a fondo, fate... "pena"!!!

    A quelli che vi conoscono , fate venire il "vomito" (é naturale! non lo si puó trattenere)

    Oliviero

    PS: prendi la mia risposta come un complimento... visto che trovi ancora qualcuno che ti ascolta!!!

  7. #117
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    In origine postato da Oliviero

    Nessuna delle alleanze che hai citato, come nessuna delle controparti che hai citato.... erano dei comuni Pregiudicati, Massoni (P2) Presunti Mafiosi, corruttori di giudici, corrotti, con conflitti di interesse.... e nessuno di loro, a parte le opinioni, era imputabile di .... INTERESSI PERSONALI!!!!!

    * non ho mai scritto - o pensato - che quella gente che ho nominato prima fossero Berlusconi-simili. Il senso dell' alleanza col diavolo e del fine che giustifica i mezzi e' semplicemente che nella vita di un Popolo questo si puo' trovare nella situazione di doversi alleare anche con soggetti, passino le opinioni politiche, di discutibile moralita'. Se per te Stalin e Saddam erano dei santi, penso che con questa tesi tu sia molto solo. Personalmente, preferisco aver a che fare col berluska (che, come ti sarai accorto, io NON difendo) che con Stalin.


    Solo per i vostri occhi:

    * io leggo con gli occhi e tu?

    Oltre gli "anonimi" flussi finanziari, c'è un altro mistero da svelare
    Un impero di prestanome
    Caro Silvio, perché li ha usati dal '68 all'84?

    ARTICOLO SUI PRESTANOME DI BERLUSCONI da "La Padania"

    Agli osservatori esteri, che non vi conosocono a fondo, fate... "pena"!!!

    A quelli che vi conoscono , fate venire il "vomito" (é naturale! non lo si puó trattenere)

    * con cotanta gentilezza d' animo capisco che tu possa approvare anche Saddam e Stalin.

    PS: prendi la mia risposta come un complimento... visto che trovi ancora qualcuno che ti ascolta!!! [/B]
    * hai ragione, contraddire i ragionamenti sbagliati e' un buon esercizio, prepara alle interviste.

    Grazie e saluti

  8. #118
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da Dagos
    Galli e' un comune delinquente visti anche i trascorsi...

    in qualsiasi paese libero e' comunque un reato offendere/vilipendere il simbolo dell'unita' nazionale, prova a farlo negli stati Uniti e poi ad uscire per strada sei fortunato se la polizia ti arresta prima che la gente ti abbia linciato, lo stesso vale anche negli altri paesi occidentali.

    Dagos

    Vergognati di dire il falso negli stati uniti la bandiera la bruciano pure senza che a nessuno venga tolto un capello, perchè anche quella è una libertà d'espressione...ma la vuoi piantare che questo è il thread dei bingo-bongo si o no? aprine uno te l'ho già detto

  9. #119
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    In origine postato da Mitteleuropeo
    La repubblica italiana sara' un paese libero per mafiosi e faccendieri, un po' meno per chi esprime le proprie opinioni.

    Tanti saluti da Faccia, Segato e Galli!

    Chi Ha parlato di Mafiosi????


    For yor eyes only!!!!!

    Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo
    Dai miliardi per comprare il terreno della futura Milano2, alle società siciliane con parenti di Buscetta: al Signore di Arcore la parola. Spieghi, e sia chiaro

    di max parisi

    Basta. Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle vicende giudiziarie - specialmente quelle palermitane - di Silvio Berlusconi. È arrivata l'ora delle certezze definitive. Di seguito presento al signor Berlusconi una serie di domande invitandolo pubblicamente a rispondere nel merito con cristallina chiarezza affinché una volta per tutte sia lui in prima persona a dimostrare - se ne è capace - che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare. A scanso di equivoci e strumentalizzazioni, già da ora - signor Berlusconi - le annuncio che nessuna delle notizie sul suo conto che leggerà in questo articolo è frutto di "pentimenti", e nessuna delle domande che le sto per porre si basa o prende spunto anche fosse in modo marginale dalle parole dei cosiddetti "pentiti". Tutto al contrario, esse si basano su personali indagini e su documenti amministrativi che in ogni momento - se lo riterrà - potrò inviarle perché si sinceri della loro autenticità. Detto questo, prego, legga, e mi sappia poi dire.Partiamo da lontano, perché lontano inizia la sua storia imprenditoriale, signor Berlusconi.Primo quesito: lei certamente ricorda che il 26 settembre 1968 la sua società - l'Edilnord Sas - acquistò dal conte Bonzi l'intera area dove di lì a breve lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l'area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma, nel 1968 quando lei aveva appena 32 anni e nessun patrimonio familiare alle spalle, è di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a 38 miliardi, 739 milioni e spiccioli. Dopo l'acquisto - intendo dire nei mesi successivi - lei aprì un gigantesco cantiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 4-5 anni porterà all'edificazione di Milano2 così come è oggi. Ecco la prima domanda: signor Berlusconi, a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l'area, chi li diede? Inoltre: che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? In ultimo: il denaro per avviare e portare a conclusione il super-cantiere, chi glielo fornì? Vede, se lei non chiarisce questi punti, si è autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie svizzere amministrate dall'avvocato di Lugano Renzo Rezzonico "sue finanziatrici", così come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt'altro che raccomandabili. Sì, perché - mi creda signor Berlusconi - nel 1998, oggi, se lei chiarisse una volta per tutte, con nomi e cognomi, chi le prestò tale gigantesca fortuna facendo con questo crollare ogni genere di sospetto e insinuazione sul suo conto, nessuno e dico nessuno si alzerebbe per criticarla sostenendo che lei operò con capitali sfuggiti, per esempio, al fisco italiano e riparati in Svizzera, poi rientrati in Italia grazie alla sua attività imprenditoriale. Sarei il primo ad applaudirla, signor Berlusconi, se la realtà fosse questa. Se invece di denaro frutto di attività illecite, si trattò di risparmi onestamente guadagnati e quindi sottratti dai rispettivi proprietari al fisco assassino italiota che grazie a lei ridiventarono investimenti, lei sarebbe da osannare. Parli, signor Berlusconi, faccia i nomi e il castello di accuse di riciclaggio cadrà di schianto. Secondo quesito: il 22 maggio 1974 - certamente lo ricorda, signor Berlusconi - la sua società "Edilnord Centri Residenziali Sas" compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni (4,8 miliardi di oggi, fonte Istat). Il 22 luglio 1975 la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso, vorrei sapere da dove e da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti. Terzo quesito: il 2 febbraio 1973 lei fondò un'altra società, la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi.Quarto quesito: lei non può essersi scordato che il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord cedette alla neo-costituita "Milano2 Spa" tutto il costruito del nuovo quartiere residenziale nel Comune di Segrate battezzato "Milano2" più alcune aree ancora da edificare di quell'immenso terreno che lei comperò nel '68 per l'equivalente di più di 32 miliardi in contanti. Tuttavia quel 15 settembre di tanti anni fa, accadde un altro fatto: lei, signor Berlusconi, decise il contemporaneo cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l'impresa Milano2 Spa iniziò a chiamarsi così proprio da quella data. Il giorno della sua fondazione a Roma, il 16 settembre 1974, la futura Milano2 Spa - come lei senza dubbio rammenta - viceversa rispondeva al nome di Immobiliare San Martino Spa, "forte" di un capitale di lire 1 (un) milione, il cui amministratore era Marcello Dell'Utri. Lo stesso Dell'Utri che lei, signor Berlusconi, sostiene fosse a quell'epoca un «mio semplice segretario personale». Sempre il 15 settembre 1977, quel milione venne portato a 500 e la sede trasferita da Roma a Segrate. Il 19 luglio 1978, i 500 milioni diventeranno 2 miliardi di capitale sociale. Ecco, anche in questo caso, vorrei sapere dove ha preso e chi le ha fornito tanto denaro contante e in base a quali garanzie.Quinto quesito: signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, certamente ricorda che nacque in due tappe. Partiamo dalle seconda: l'8 giugno 1978 lei fondò a Roma la "Finanziaria d'Investimento Srl" - in sigla Fininvest - dotandola di un capitale di 20 milioni e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre del noto Cesare di questi tempi grami (per lui). Il 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura venne portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi, che al valore d'oggi sarebbero 81 miliardi, 167 milioni e 400 mila lire. In 6 mesi, quindi, lei passò dall'avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest Srl a Roma, a 18 miliardi. Fra l'altro, come lei certamente ricorda, la società in questo periodo non possedeva alcun dipendente. Nel luglio del 1979 la Fininvest Srl, con tutti quei soldi in cassa, venne trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979 era stata "fusa" con un'altra sua società dall'identico nome, signor Berlusconi: la Fininvest Spa di Milano. Questa società fu la prima delle due tappe fondamentali di cui dicevo poc'anzi alla base dell'edificazione del suo impero, e in realtà di milanese aveva ben poco, come lei ben sa. Infatti la Fininvest Spa venne anch'essa fondata a Roma il 21 marzo del 1975 come Srl, l'11 novembre dello stesso anno trasformata in Spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Tutte operazioni, queste, che pensò, decise e attuò proprio lei, signor Berlusconi.Dopo la fusione, ricorda?, il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi (al valore dell'epoca, equivalenti a più di 166 miliardi di oggi, fonte Istat). Bene, fermiamoci qui. Signor Berlusconi, i 17 miliardi e 980 milioni di differenza della Fininvest Srl di Roma (anno 1978) chi glieli fornì? Vorrei conoscere nomi e cognomi di questi suoi munifici amici e anche il contenuto delle garanzie che lei, signor Berlusconi, offrì loro. Lo stesso dicasi per l'aumento, di poco successivo, a 52 miliardi. Naturalmente le chiedo anche notizie sull'origine dei fondi, altri 2 miliardi, della "gemella" Fininvest Spa di Milano che lei fondò nel 1975, anno pessimo per ciò che attiene al credito bancario e ancor peggio per i fondamentali dell'economia del Paese. Sesto quesito: lei, signor Berlusconi, almeno una volta in passato tentò di chiarire il motivo dell'esistenza delle 22 (ma c'è chi scrive, come Giovanni Ruggeri, autore di "Berlusconi, gli affari del Presidente" siano molte di più, addirittura 38) "Holding Italiane" che detengono tuttora il capitale della Fininvest, esattamente l'elenco che inizia con Holding Italiana Prima e termina con Holding Italiana Ventiduesima. Lei sostenne che la ragione di tale castello societario sta nell'aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo Stato. Così pure, signor Berlusconi, lei ha dichiarato che l'inventore del marchingegno finanziario, che ripeto detiene - sono sue parole - l'intero capitale del Gruppo, fu Umberto Previti e l'unico scopo per il quale l'inventò consisteva - e consiste tutt'oggi - nell'aver abbattuto di una considerevole percentuale le tasse, ovvero il bottino del rapinoso fisco italiota ai suoi danni, con un meccanismo assolutamente legale. Queste, mi corregga se sbaglio, furono le ragioni che addusse a suo tempo, signor Berlusconi, per spiegare il motivo per cui il capitale della Fininvest è suddiviso così. È una motivazione, però, che a molti appare quanto meno curiosa, se raffrontata - ad esempio - con l'assetto patrimoniale di un altro big dell'imprenditoria nazionale, Giovanni Agnelli, che viceversa ha optato da molti anni per una trasparentissima società in accomandita per detenere e definire i propri beni e quote del Gruppo Fiat. In sostanza lei, signor Berlusconi, più volte ha ribadito che "dietro" le 22 Holding c'è soltanto la sua persona e la sua famiglia. Non avrò mai più motivo di dubitare di questa sua affermazione quando lei spiegherà con assoluta chiarezza le ragioni di una sua scelta a dir poco stupefacente. Questa: c'è un indirizzo - a Milano - che lei, signor Berlusconi conosce molto bene. Si tratta di via Sant'Orsola 3, pieno centro cittadino. A questo indirizzo nel 1978 nacque una società fiduciaria - ovvero dedita alla gestione di patrimoni altrui - denominata Par.Ma.Fid.A fondarla furono due commercialisti, Roberto Massimo Filippa e Michela Patrizia Natalini. Detto questo, certo rammenta, signor Berlusconi, che importanti quote di diverse delle suddette 22 Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Esattamente il 10 % della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale - in un perfetto gioco di scatole cinesi - a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Vede, signor Berlusconi, dovrebbe chiarirmi per conto di chi la Par.Ma.Fid. gestirà questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società tale immensa fortuna. Infatti lei - che è un attento lettore di giornali e ha a sua disposizione un ferratissimo nonché informatissimo staff di legali civilisti e penalisti - non può non sapere che la Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito - esattamente nello stesso periodo - tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss - di area corleonese e non - operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Quindi, signor Berlusconi, a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.? Per conto di chi la Par.Ma.Fid. incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano - mi passi il termine - i suoi "soci", signor Berlusconi, nascosti dietro lo schermo anonimo della fiduciaria di via Sant'Orsola civico 3? Capisce che in assenza di una sua precisa quanto chiarificatrice risposta che faccia apparire il volto - o i volti - di coloro che per anni incasseranno fior di quattrini grazie alla Par.Ma.Fid., ovvero alle quote della Fininvest detenute dalla Par.Ma.Fid. non si sa per conto di chi, sono autorizzato a pensare che costoro non fossero estranei all'altro "giro" di clienti contemporaneamente gestiti da questa fiduciaria, clienti i cui nomi rimandano direttamente ai vertici di Cosa Nostra.Settimo quesito: è universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è "nato col mattone" per poi approdare alla televisione. Proprio sull'edificazione del network tivù è incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l'Italia ad acquistare frequenze tivù. Lo scopo - del tutto evidente - fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicità, che così sarebbe stata "nazionale" e non più locale. La differenza dal punto di vista dei fatturati pubblicitari, ovviamente, era enorme. Fu un piano perfetto. Se non che, Adriano Galliani invece di buttarsi a capofitto nell'acquisto di emittenti al Nord, iniziò dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedrà nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi, da imprenditore avveduto qual è, non può non avere preso informazioni all'epoca sui suoi nuovi soci palermitani, personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni, oltre la tivù. Infatti Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonché suo partner, è marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta. No, sia chiaro, non mi riferisco al "pentito Buscetta" del 1984, ma al super boss che nel '79 è ancora braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontate, il capo dei capi della mafia siciliana. Quindi, signor Berlusconi, perché entrò in affari - tramite Adriano Galliani - con gente di questa risma? C'è da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serietà. Infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto - nativa di Misilmeri, appunto - fondò nel 1955 la banca di Piazza Mercanti, la Banca Rasini. Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, con ogni probabilità sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano - con i Rasini - i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali - e di chi - Giuseppe Azzaretto riuscì ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenuto conto che Misilmeri è tutt'oggi una tragica periferia della peggiore Palermo, però che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile. Ora le ripeto la domanda: si informò sulla "serietà" e la "moralità" dei nuovi soci - il clan Inzaranto - quando tra il 1979 e l'80 diverranno parte fondamentale della sua rete tivù nazionale? Ottavo quesito: certo a lei, signor Berlusconi, il nome della società Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. È impossibile non ricordi che nel 1974 la suddetta, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell'Utri, perché proprio sui terreni di questa società lei darà corso all'iniziativa edilizia denominata Milano3. Così pure ricorderà che nel 1976 l'esiguo capitale di 12 milioni aumenterà a 500, e che il 12 maggio del 1977 salirà ulteriormente a 1 (un) miliardo, e che cambierà anche la sua denominazione in Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Come al solito, vengo subito al dunque: anche in questo ennesimo caso, chi le fornì, signor Berlusconi, questi forti capitali per aumentare la portata finanziaria di quella che era una modestissima impresa del valore di soli 12 milioni quando la acquistò?Nono quesito: lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l'Immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l'anno successivo - era il 1978 - aumentò il proprio capitale a 900 milioni. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni (4 miliardi e 45 milioni d'oggi, fonte Istat) che fecero la differenza? Decimo quesito: signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato per mettere in porto affari di vario genere - l'acquisto dell'attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio - la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come nel precedente riferito alla Par.Ma. Fid., lei ha scelto una società fiduciaria - questa volta domiciliata in Svizzera - al cui riguardo le cronache giudiziarie si erano largamente espresse. Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi, mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che è stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio usato da Giuseppe Lottusi, arrestato il 15 novembre del 1991 mentre "esportava" forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Così pure non le sarà sfuggito che Lottusi venne condannato a 20 anni di reclusione per quei reati. Tuttora è in carcere a scontare la pena. Ebbene, signor Berlusconi, se quel gangster finì in galera il 15 novembre del '91, nella primavera del 1992 - cioè pochi mesi dopo quel fatto che campeggiò con dovizia di particolari, anche circa la Fimo, sulle prime pagine di tutti i giornali - il suo Milan "pagò" una forte somma "in nero" - estero su estero - per la cessione di Gianluigi Lentini, e usò per la transazione proprio la screditatissima Fimo, fiduciaria di narcotrafficanti internazionali. Perché, signor Berlusconi?Ecco, queste sono le domande. Risponda, signor Berlusconi. Presto. Come ha visto, di "pentiti" veri o presunti non c'è traccia negli 11 quesiti. Semmai c'è il profumo di centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tuttora non si sa da dove arrivarono. Poiché c'è chi l'accusa che quell'oceano di quattrini provenne dalle casse di Cosa Nostra e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome. È un'occasione d'oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d'ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo.



    i Faccendieri, se ti interessano, te li attacco a parte!!!!


  10. #120
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    In origine postato da Dagos

    in qualsiasi paese libero e' comunque un reato offendere/vilipendere il simbolo dell'unita' nazionale, prova a farlo negli stati Uniti

    * non parlavi dei paesi liberi? e magari civili? Vedi sopra quanto ho scritto su Ceaucescu.

    lo stesso vale anche negli altri paesi occidentali.

    * chissa' perche' li' nessuno si sogna di farlo?

    * In quanto ai Serenissimi che non hai menzionato, guarda che un turco ha proclamato il Califfato di Colonia e non gli succede nulla. Non che io approvi, era solo una risposta.

 

 
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