speriamo che si materializzino foto di peni anche oggi.


speriamo che si materializzino foto di peni anche oggi.
La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"


il discorso merita un approfondimento, superata la mia voluta e ben pensata provocazione iniziale.In origine postato da Senatore
Anche gli angloamericani che spodestano Saddam sono indoeuropei alla conquista del globo.
Anche i Romani che egemonizzavano il Mediterraneo e tutta l'Europa in effetti erano dei conquistatori.
Ma a parte le questioni geopolitiche e, io ritengo, di geografia sacra che sono sottese a questi mutamenti bisogna fare attenzione alle differenze sostanziali, che sono lampanti.
L'espansione romana si accompagnava ad un progetto di civilizzazione, l'amministrazione era omogenea, i confini segnati da un vallo, i popoli confederati e integrati sia a livello civile che militare.
L'invasione dell'America è di segno completamente opposto, all'insegna dell'iniziativa privata di qualche avventuriero, dell'assenza di confini e di legami con la terra di origine. La pulsione dominante è economica e non politica, la cifra è il disordine. Ciò vale, evidentemente, sia per l'America del nord che per quella centro-meridionale; ed è curioso come un difensore dell'ordine e dello Stato come credo tu sia possa avallare un fatto storico dominato dall'anarchia e dalla ribellione, o quanto meno, dall'aggiramento dell'autorità statale. Non a caso l'idea americana e coloniale di libertà dai vincoli del potere politico e di esasperazione delle pretese private ha costituito il modello per la "teoria" giusnaturalista e poi illuminista dello "stato di natura", concezione che pertanto è ben lungi dall'essere una astrazione "metodologica", riferendosi invece a un concreto orizzonte storico. Grozio era olandese, andava per mare e fu perseguitato per la sua fede protestante, Hobbes -che pure era giustamente allarmato dal disordine dello "stato di natura"- e Locke erano inglesi. Mi sembra che ci siano molti elementi per confutare la persuasione che l'invasione dell'America sia un prolungamento di un genuino spirito europeo e non invece una sua lampante perversione!
Saluti
L' "Ordine", a mio parere, non risiede tanto nelle istituzioni (e quindi nello Stato), ma nella Tradizione di un popolo. Quando un popolo è tenacemente afferrato alla propria Tradizione, e ne segue rigorosamente gli impulsi, è da considerarsi "ordinato". Se tutti i popoli facessero ciò, il mondo avrebbe un'armonia organica senza pari. Fanno eccezione evidentemente lgi ebrei, popolo votato ab origine al disordine.
Veniamo al nostro tema. I coloni europei nel continente americano, seguivano il proprio "ordine" tradizionale, specialmente gli iberici, e specialmente gli spagnoli (essendo la corona portoghese alquanto lassista coi marrani). Il conquistador e l'encomendero spagnoli sono una magnifica proiezione delle virtù feudali nel nuovo mondo, certo combinate anche col nuovo spirito predatorio rinascimentale proprio del XVI secolo. Dalla Nuova Spagna al Cile, gli spagnoli avanzarono facendosi largo tra i selvaggi e in lande desolate, realizzando un'epopea di conquista dalle dimensioni epiche, e senza confronti nella storia umana (si pensi che nel 1500 la penisola iberica aveva solo 7 milioni d'abitanti, mentre le Americhe ne avevano 90). La sottomissione degli indigeni stabili un sistema gerachico magnifico, improntato alla superiorità razziale e culturae dei conquistatori, che perdurò sino agli albori del XIX secolo. La "limpieza de sangre" istituita in Spagna per evitare la contaminazione con ebrei e moriscos, fu trasferita in America arricchendosi come sistema "varna" di segregazione gerarchica in base alla razza.
Altra storia quella dei coloni francesi, inglesi ed olandesi stabiliti nel nord. Erano viziati sin dall'inizio dallo spirito mercantilistico e dal virus protestante, facile via per accogliere poi massoneria ed ebrei dal XVIII secolo in avanti. Da qui l'atteggiamento rapace e genocida tenuto verso gli indiani. Laddove il colono spagnolo sottometteva gli indios per sfruttarli come un signore feudale, il colono del nord europa avanzava facendo tabula rasa di ogni presenza umana indigena.
Riassumendo in breve:
1 - la bontà di una conquista-colonizzazione non è relazionata tanto allo Stato, ma alla Tradizione etnoculturale.
2 - dobbiamo distinguere nettamente le tre colonizzazioni: la spagnola, la portoghese e la nord-europea.
3 - le prime due sono ampliamente accettabili ed ascrivibili ancora ad un Ordo tradizionale
4 - la terza è viziata da tare profonde sin dall'inizio, e prende una piega nefasta dal XVIII sec. in avanti (degenerando poi dopo la guerra civile americana).
5 - nel XIX secolo purtroppo il modello nordamericano fa scuola, ed influenza anche le vicende delle americhe "latine", facendo dimenticare ogni residuo sano e tradizionale di colonizzazione.
saluti


a me preoccupa soprattutto un possibile raccordo involontario tra condanna agli yankees, e cosmopolitismo anti-bianco. So che non è questa l'intenzione, si vuole condannare lo spirito materialista anglosassone, ma qui si rischierebbe forse un'eterogenesi dei fini. Andando a parare nelle braccia proprio di quei negri, ebrei e "liberals" che sputano e inveiscono sordidamente contro tutto ciò che è bianco ed europeo.In origine postato da Otto Rahn
Ben venga un cambio di prospettive allora e sul farla finita col buonismo borghese e l' autofustigazione dei bianchi non potresti trovarmi più d' accordo!
Parlar male dei bianchi è politically correct, non dimentichiamolo.
saluti


favoloso. devo dedurne che il governo di bush e soci è formato da liberals? ma se è una destraccia..ebrei e "liberals" che sputano e inveiscono sordidamente contro tutto ciò che è bianco
La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"


ha fatto qualcosa il governo di quell'idiota per far cessare la propaganda anti-bianca, per arrestare l'immigrazione selvaggia di non-europei?! no! e allora anche lui è complice della feccia afro-semita-liberale...In origine postato da shambler
favoloso. devo dedurne che il governo di bush e soci è formato da liberals? ma se è una destraccia..


Sì, ora è chiaro. Scusa.In origine postato da Fenris
No, non hai capito: non ho in nessun modo collegato lo spirito di conquista europeo con gli ebrei. Ho detto che l'occidentale moderno è preda della decadenza giudaica, del materialismo e dell'individualismo, mentre una volta non lo era, e che per tale motivo è disprezzabile di fronte alla spiritualità vera ed al legame con la natura che caratterizzavano i pellirosse. Lo spirito di conquista con questo discorso non ha niente a che fare, capito?![]()


Mi pare discutibile che le colonizzazioni iberiche si possano contrapporre nettamente a quella britannica perchè le prime sarebbero state caratterizzate dalla sottomissione dei popoli, anzichè dalla loro distruzione.In origine postato da Felix
il discorso merita un approfondimento, superata la mia voluta e ben pensata provocazione iniziale.
L' "Ordine", a mio parere, non risiede tanto nelle istituzioni (e quindi nello Stato), ma nella Tradizione di un popolo. Quando un popolo è tenacemente afferrato alla propria Tradizione, e ne segue rigorosamente gli impulsi, è da considerarsi "ordinato". Se tutti i popoli facessero ciò, il mondo avrebbe un'armonia organica senza pari. Fanno eccezione evidentemente lgi ebrei, popolo votato ab origine al disordine.
Veniamo al nostro tema. I coloni europei nel continente americano, seguivano il proprio "ordine" tradizionale, specialmente gli iberici, e specialmente gli spagnoli (essendo la corona portoghese alquanto lassista coi marrani). Il conquistador e l'encomendero spagnoli sono una magnifica proiezione delle virtù feudali nel nuovo mondo, certo combinate anche col nuovo spirito predatorio rinascimentale proprio del XVI secolo. Dalla Nuova Spagna al Cile, gli spagnoli avanzarono facendosi largo tra i selvaggi e in lande desolate, realizzando un'epopea di conquista dalle dimensioni epiche, e senza confronti nella storia umana (si pensi che nel 1500 la penisola iberica aveva solo 7 milioni d'abitanti, mentre le Americhe ne avevano 90). La sottomissione degli indigeni stabili un sistema gerachico magnifico, improntato alla superiorità razziale e culturae dei conquistatori, che perdurò sino agli albori del XIX secolo. La "limpieza de sangre" istituita in Spagna per evitare la contaminazione con ebrei e moriscos, fu trasferita in America arricchendosi come sistema "varna" di segregazione gerarchica in base alla razza.
Altra storia quella dei coloni francesi, inglesi ed olandesi stabiliti nel nord. Erano viziati sin dall'inizio dallo spirito mercantilistico e dal virus protestante, facile via per accogliere poi massoneria ed ebrei dal XVIII secolo in avanti. Da qui l'atteggiamento rapace e genocida tenuto verso gli indiani. Laddove il colono spagnolo sottometteva gli indios per sfruttarli come un signore feudale, il colono del nord europa avanzava facendo tabula rasa di ogni presenza umana indigena.
Riassumendo in breve:
1 - la bontà di una conquista-colonizzazione non è relazionata tanto allo Stato, ma alla Tradizione etnoculturale.
2 - dobbiamo distinguere nettamente le tre colonizzazioni: la spagnola, la portoghese e la nord-europea.
3 - le prime due sono ampliamente accettabili ed ascrivibili ancora ad un Ordo tradizionale
4 - la terza è viziata da tare profonde sin dall'inizio, e prende una piega nefasta dal XVIII sec. in avanti (degenerando poi dopo la guerra civile americana).
5 - nel XIX secolo purtroppo il modello nordamericano fa scuola, ed influenza anche le vicende delle americhe "latine", facendo dimenticare ogni residuo sano e tradizionale di colonizzazione.
saluti
In effetti anche gli spagnoli e i portoghesi hanno sterminato certe popolazioni native (in Argentina, Cile, Brasile, Cuba e altre isole) e anche inglesi e francesi hanno sottomesso certe tribù indiane senza distruggerle (quelle dell'Est).
Forse la differenza è più quantitativa che qualitativa, e i tuoi sono più idealtipi che casi reali.
Però gli anglosassoni erano più razzisti e meno inclini a mescolarsi biologicamente, rispetto agli iberici.


Però onestà intellettuale imporrebbe di dire ciò che si crede vero, più che ciò che si ritiene utile dire.In origine postato da Felix
a me preoccupa soprattutto un possibile raccordo involontario tra condanna agli yankees, e cosmopolitismo anti-bianco. So che non è questa l'intenzione, si vuole condannare lo spirito materialista anglosassone, ma qui si rischierebbe forse un'eterogenesi dei fini. Andando a parare nelle braccia proprio di quei negri, ebrei e "liberals" che sputano e inveiscono sordidamente contro tutto ciò che è bianco ed europeo.
Parlar male dei bianchi è politically correct, non dimentichiamolo.
saluti![]()


Caro Felix,In origine postato da Felix
a me preoccupa soprattutto un possibile raccordo involontario tra condanna agli yankees, e cosmopolitismo anti-bianco. So che non è questa l'intenzione, si vuole condannare lo spirito materialista anglosassone, ma qui si rischierebbe forse un'eterogenesi dei fini. Andando a parare nelle braccia proprio di quei negri, ebrei e "liberals" che sputano e inveiscono sordidamente contro tutto ciò che è bianco ed europeo.
Parlar male dei bianchi è politically correct, non dimentichiamolo.
saluti
raccolgo questo spunto e ti dico anche qual è a mio avviso la strada da percorrere per evitare il rischio di una eterogenesi dei fini. Separare nel modo più netto il concetto di Europa da quello di Occidente, come mi pare sostenga anche Damiano nel suo "Elogio delle differenze". Il ripudio del mito dell'occidente non può non suonare in parte come una autocritica, ma soprattutto è un tentativo di rettifica, politicamente necessario a prescindere dal suo grado di "correctness", di una deriva della storia europea. Deriva non è l'espressione migliore e sarebbe meglio parlare di un naufragio, di una hybris autolesionista.
Ora, è anche probabile che la parte iberica dell'invasione sia stata meno riprovevole di quella britannica, e ciò non in relazione all'impatto che fu ugualmente devastante ma alle conseguenze partorite: in realtà tale differenza è solo indice della minore perfezione che gli spagnoli raggiunsero in questa impresa. Non sto capovolgendo il mio giudizio, ma solo rilevando un fatto del tutto evidente: l'era delle conquiste geografiche se è partita dalla Spagna è diventata un contrassegno dell'Inghilterra, che nel 1588 distrusse l'Invincibile Armada, in virtù della sua superiorità tecnica. Per capire quale fosse l'atteggiamento inglese verso questa palese inferiorità iberica, mi servo di questa frase di Burke che ho trovato nel libro "Terra e mare" di Carl Schmitt: <La Spagna non è altro che una balena arenatasi sulla costa d'Europa>. Quindi la Spagna (e il Portogallo) come aspirante potenza marittima sconfitta la possiamo pure dimenticare come un relitto inutile.
Insomma l'assalto dato al continente americano è il frutto di uno slancio eurpeo, ma essendo presto diventato appannaggio dell'Inghilterra ha assunto connotati "scismatici" fino a rivelarsi un'arma a doppio taglio per gli stessi inglesi. Urano, d'altronde, aveva generato il figlio che lo spodestò evirandolo; non c'è niente di inusitato nel dire che un fenomeno nato dal'Europa si è rivelato il peggiore degli affari per il nostro continente.


è vero, ma in politica bisogna anche stare attenti all "utile", per non peccare di ingenuità, e subire cocenti delusioni.In origine postato da gribisi
Però onestà intellettuale imporrebbe di dire ciò che si crede vero, più che ciò che si ritiene utile dire.![]()
La WWW del resto è uno di quegli spazi in cui si può e si deve essere franchi ed onesti al massimo grado. Proprio per questo è interessante discutere qui. Poi "fuori", ci si regola in altra maniera...![]()
Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0