1. Ecco l'Eterno Padre che avendo mandato il Figlio a patire e morire per noi, vuole che in questo giorno sia circonciso e cominci a spargere il suo sangue divino, per finire di spargerlo poi nel giorno di sua morte sopra la croce in un mare di disprezzi e di dolori. E perché? Affinché questo Figlio innocente così paghi la pena da noi meritata. Oh ammirabile, canta la santa Chiesa, degnazione della divina pietà verso di noi! oh inestimabile amore di carità! per redimere il servo hai dato il tuo Figlio alla morte!
O Dio, eterno, e chi mai poteva farci questo dono infinito, se non tu che sei una bontà infinita ed un infinito amore? Ah mio Signore, se tu donandomi il tuo Figlio mi hai donata la cosa più cara che hai, è ragione che io misero ti doni tutto me stesso. Si, mio Dio, tutto me stesso ti dono; accettami tu e non permettere che io ti lasci più.
2. Ecco all'incontro il divin Figlio che, tutto umile e tutto pieno d'amore verso di noi, abbraccia la morte amara a lui destinata, per salvar noi peccatori dalla morte eterna, e volentieri comincia oggi a soddisfare per noi la divina giustizia col prezzo del suo sangue. Umilio se stesso, dice l'Apostolo, fatto ubbidiente fino alla morte e morte di croce (cf. Fil 2, 8). Gesù mio, per mio amore hai accettato la morte, ed io che farò? Seguirò forse a disgustarti con i miei peccati? No, mio Redentore, non voglio esserti più ingrato. Mi dispiace sommamente d'averti date tante amarezze per il passato. T'amo, bontà infinita, e per l'avvenire non voglio lasciare mai più d'amarti.
3. Disse il nostro Salvatore: Nessuno può avere maggior carità che di metter la vita per li suoi amici. Ma tu, Gesù mio, dice S. Paolo, maggior carità hai dimostrato con noi, dando la vita per noi tuoi nemici.
Ecco, mio Signore, ai piedi tuoi uno di costoro. Quante volte io misero per non volerti ubbidire ho rinunziato alla tua amicizia! Ora conosco il male che ho fatto; perdonami, Gesù mio, mentre io vorrei morirne di dolore. Ora t'amo con tutta l'anima mia, ed altro non desidero che amarti e darti gusto.
Maria, madre di Dio e madre mia, prega Gesù per me.




Rispondi Citando
Bartolomeo Mancini, Testa di Cristo, 1703, Collezione privata, Milano

