In origine postato da Mr2
1) Se domani in veneto vi fosse un referendum proponente la secessione, cosa pensi che voterebbero i veneti? Questa - a sentire il tuo discorso - sarebbe una legittimazione dell'Italia unita (ma qui, si sa, potresti venirmi a parlare di italianizzazione, lavaggio del cervello bla bla bla).
Forse non hai letto bene tutto il discorso: ho anche detto che qui non siamo in Canada:
"Poi sono d'accordo che la conquista della libertà, di cui l'autodeterminazione è parte inscindibile, è quasi sempre realisticamente attuabile solo per via elitaria, ovvero per opera di pochi.
Questo è sicuramente vero per una comunità litigiosa e troppo eterogenea come l'itaglia: un elite l'ha unita usando la forza e solo un'elite la potrà rimodellare.
Ci sono paesi con popoli più maturi dei nostri e con mentalità non dittatoriale (vedi Canada - Québec) dove, ogni tanto, si tengono elezioni di autodeterminazione senza alcun problema, come fosse (perchè lo è) la cosa più naturale che si possa immaginare".
Nel caso non fosse chiaro, il mio ragionamento complessivo vale anche per i Veneto di oggi. Se invece fosse stato indetto un referendum per l'autodeterminazione veneta nel 1997, quando la tensione secessionista era alle stelle, al momento cioè dell'assalto al campanile, avrebbero sicuramente vinto in larghissima misura i secessionisti. Oggi, quelle condizioni di orgoglio e riscatto del popolo veneto sono state mortificate dall'azione prepotente di roma nei confronti dei Serenissimi, che ha inflitto punizioni detentive definite "esemplari".
Roma è stata anche più violenta e repressiva durante i primi decenni di dominio nel Veneto, allo scopo di indurre i veneti all'obbedienza totale. In parte, dopo 150 anni, ci è riuscita: basta vedere il comportamento di certi veneti (terronim esclusi) di oggi...
2) Negli anni dell'unificazione (ma anche prima, nel periodo dei moti rivoluzionari) che porzione dell'élite intellettuale veneta e (almeno nel '48) del proletariato urbano era favorevole all'unificazione?