In Origine Postato da elettrica
Grazie che m'hai dato della sfigata.....![]()
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In Origine Postato da elettrica
Grazie che m'hai dato della sfigata.....![]()
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Roma, 217
Discoteche, Giovanardi: chiusura sarà alle tre
"Il nuovo testo non prevede affatto la chiusura delle discoteche alle sei del mattino, ma la chiusura di ogni attività di spettacolo e musicale alle ore tre".
E' la precisazione di Carlo Giovanardi sulla proposta di legge che regola gli orari delle discoteche.
Ovazioni, su Marte, per la battuta....


Sempre della serie " Italia delle LIBERTA'"In Origine Postato da MrBojangles
Roma, 217
Discoteche, Giovanardi: chiusura sarà alle tre
"Il nuovo testo non prevede affatto la chiusura delle discoteche alle sei del mattino, ma la chiusura di ogni attività di spettacolo e musicale alle ore tre".
E' la precisazione di Carlo Giovanardi sulla proposta di legge che regola gli orari delle discoteche.
Ovazioni, su Marte, per la battuta....![]()


In Origine Postato da T34
Sempre della serie " Italia delle LIBERTA'"![]()
dovrese vedere le contstazioni in merito di Forza Italia GIOVANI.
Ragazzi che in discoteca ci vanno spesso e volentieri probabilmente.


Che ipocriti....In Origine Postato da T34
Sempre della serie " Italia delle LIBERTA'"![]()
Qualcuno ha mai sentito uno solo di LORO specificare le libertà DI CHI?


Da Forza Italia a Forza Europa.
E vai con lo slogan.
Proprio non ce la fa Silvio Berlusconi a dimenticare che ormai dovrebbe occuparsi dei destini del Paese e non degli spot.
Gli piace troppo la pubblicità. Così, dopo aver guardato con grande attenzione i tre minuti di filmato messi insieme dagli strateghi della comunicazione dei popolari europei per vincere le prossime elezioni, lo boccia senza pietà.
Che sono quei bambini in altalena, quei vecchietti al parco, quelle scuole piene di fanciulli, quei lavoratori impegnati. No signori, così non va, comunica alla platea dei congressisti il padrone delle tv. Bisogna far sognare. "Bisogna proporre slogan che possano essere capiti e compresi" spiega dalla tribunetta che occuperà, a dispetto dei tempi contingentati, per più di mezz'ora riversando sulla platea l'allarme per il pericolo comunista, il disprezzo per i magistrati politicizzati ed una lezione di marketing.
"I messaggi devono essere chiodi", sul genere "meno tasse per tutti" insiste il premier-ferramenta che martella i partner minacciando l'invasione dei loro territori.
"Superiamo l'accidia, lavoriamo in modo continuato" io per voi, voi per me.
"Io sono disponibile ad andare in tutti Paesi per spiegare quanto sono stato bravo e come ho fatto ad arrivare dove sono".
Come sono bravo io…si compiace il premier. Ed ecco l'inevitabile ricordo di zia Marina, costantemente citata, che nessuno vantava e lo faceva da sé, davanti allo specchio.
Ma nessuno ride.
"È arrivata la traduzione?" chiede il premier sorpreso.
I presenti, forse, stanno pensando ad una chiusura delle frontiere.
Greetings from Mars...


In Origine Postato da MrBojangles
Da Forza Italia a Forza Europa.
E vai con lo slogan.
Proprio non ce la fa Silvio Berlusconi a dimenticare che ormai dovrebbe occuparsi dei destini del Paese e non degli spot.
Gli piace troppo la pubblicità. Così, dopo aver guardato con grande attenzione i tre minuti di filmato messi insieme dagli strateghi della comunicazione dei popolari europei per vincere le prossime elezioni, lo boccia senza pietà.
Che sono quei bambini in altalena, quei vecchietti al parco, quelle scuole piene di fanciulli, quei lavoratori impegnati. No signori, così non va, comunica alla platea dei congressisti il padrone delle tv. Bisogna far sognare. "Bisogna proporre slogan che possano essere capiti e compresi" spiega dalla tribunetta che occuperà, a dispetto dei tempi contingentati, per più di mezz'ora riversando sulla platea l'allarme per il pericolo comunista, il disprezzo per i magistrati politicizzati ed una lezione di marketing.
"I messaggi devono essere chiodi", sul genere "meno tasse per tutti" insiste il premier-ferramenta che martella i partner minacciando l'invasione dei loro territori.
"Superiamo l'accidia, lavoriamo in modo continuato" io per voi, voi per me.
"Io sono disponibile ad andare in tutti Paesi per spiegare quanto sono stato bravo e come ho fatto ad arrivare dove sono".
Come sono bravo io…si compiace il premier. Ed ecco l'inevitabile ricordo di zia Marina, costantemente citata, che nessuno vantava e lo faceva da sé, davanti allo specchio.
Ma nessuno ride.
"È arrivata la traduzione?" chiede il premier sorpreso.
I presenti, forse, stanno pensando ad una chiusura delle frontiere.
Greetings from Mars...![]()




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E' successo che alla vigilia della sua visita al congresso dell'Anm, il presidente della Repubblica Ciampi decide di ammonire «tutte le istituzioni e tutti i poteri dello Stato» a rispettarsi:
«Dico no all'Italia dell'odio».
A quale «istituzione» e a quale «odio» si riferisce? Per comprenderlo, basterebbe scorrere le rassegne stampa degli ultimi giorni.
C'è una sola istituzione che istiga all'odio nei confronti di altre, ed è il presidente del Consiglio.
Il quale, nel Lifting Day, accusa i magistrati milanesi di aver «colpito lo stesso sistema democratico», «messo in discussione la sovranità del Parlamento», «piegato il diritto alla politica» al servizio degli «ex-post-neocomunisti».
Poi cita don Budget Bozzo direttamente ispirato, a suo dire, dallo Spirito Santo:
«Nella storia d'Italia, se la libertà avesse prevalso, i nomi dei magistrati di Milano, i Di Pietro, i Borrelli, i Davigo, i Colombo, le Boccassini sarebbero per sempre stati “signati nigro lapillo” come figure da ricordare con orrore, quelle del giudice iniquo».
Tanto più che «l'unica figura definita dal Vangelo “iniqua” è quella di un giudice».
Il cosiddetto ministro Castelli, altra istituzione, obbedisce subito, scagliando un'azione disciplinare contro i pm «signati nigro lapillo» ancora in servizio. Intanto vari esponenti del governo, altra istituzione, si scagliano contro la Corte Costituzionale, rea di «colpo di Stato contro il Parlamento» per aver dichiarato incostituzionale una legge incostituzionale: il Lodo Maccanico.
A chi mai, dunque, poteva riferirsi Ciampi con quel «no all'Italia dell'odio»?
Ai giudici di Milano, che non hanno risposto un monosillabo alla lista di proscrizione berlusconiana? Ai giudici della Consulta che non hanno fiatato sotto il bombardamento governativo? O a chi li aveva denigrati, minacciati, additati al pubblico ludibrio?
L'avrebbe capito anche un bambino. Ma non i politici e i commentatori "terzisti" e "riformisti", che hanno preso l'altolà presidenziale come il solito sermoncino valido per tutti: per chi prende le bastonate e per chi le dà. Pari e patta. «Abbassare i toni», «non demonizzare» e via paraculeggiando.
Nelle stesse ore, con malcelato compiacimento, giornali e tv annunciavano che, dopo la condanna del suo delfino Alain Juppè a 1 anno e 8 mesi di carcere e 10 anni di ineleggibilità per finanziamento illecito, anche Chirac e il suo governo avevano «attaccato i giudici». Tutto il mondo è paese.
«Anche la Francia è orfana di Montesquieu, anche la Francia è una Repubblica delle banane», spiritoseggiava il sempre molto intelligente Giuliano Ferrara.
E Berlusconi inviava al collega condannato la sua piena «solidarietà» contro la «giustizia politica» transalpina.
Vediamolo, allora, questo «duro attacco» dei gollisti ai giudici di Juppè. Chirac, testuale:
«Juppè è un uomo di qualità, competenza e onestà. Un amico per il quale provo stima e rispetto».
Il premier Raffarin, testuale:
«Sentenza sorprendente».
Juppè, testuale:
«Ho commesso degli errori ed è giusto che la legge si applichi a me come a qualsiasi altro cittadino. Ma la condanna mi pare un po' sproporzionata. Farò appello».
Nemmeno un accenno al cancro da estirpare, alla banda della uno bianca, ai giudici peggio del fascismo, al golpe, all'uso politico della giustizia.
Ora magari, con le ripetizioni gratuite che darà loro il Cavaliere, i gollisti miglioreranno. Magari, per la bisogna, verrà paracadutato su Parigi don Gianni Budget Bozzo.
Ma, al momento, è bastato quel «sorprendente», quell'«un po' sproporzionata» per allarmare i magistrati francesi che sentono attaccata la propria indipendenza. Che dovrebbero fare i magistrati italiani additati "nigro signandi lapillo" con nome e cognome, come faceva Lotta Continua con i bersagli da abbattere a pistolettate negli anni 70? Abbassare i toni? Rinunciare financo a quel brodino che sarebbe lo sciopero di un giorno? Porgere l'altra guancia?
Eppure è bastata un'e-mail di Armando Spataro che caldeggiava lo sciopero con alcuni colleghi, subito pubblicata a tutta prima pagina dal Giornale, per far gridare al «progetto politico delle toghe contro il governo».
Chi ha fatto quel titolo non aveva neppure letto il testo dell'e-mail, che se la prendeva con pari foga con le controriforme varate o tentate dal centro-sinistra, con «i neo-bicameralismi (specie purtroppo non ancora estinta)» e con «quanti ci chiedono di rinunciare a qualcosa, come fossimo impegnati in una trattativa da mercato e non, piuttosto, nella difesa dei valori costituzionali».
Gli stessi concetti hanno espresso Livio Pepino, ricordando in un libro che il primo attentato all'indipendenza della magistratura avvenne con le famigerate bozze Boato in Bicamerale (definita da Gherardo Colombo «figlia del ricatto»); e Piercamillo Davigo, parlando a Monza a un convegno della Margherita («i danni più devastanti al processo penale li hanno inferti le riforme approvate nella scorsa legislatura»).
La Costituzione vuole una «magistratura autonoma e indipendente da ogni altro potere». Da dieci anni la politica tenta dimettersela in tasca.
I magistrati protestano a tutela dei cittadini, e c'è sempre qualcuno che li accusa di «fare politica». Potrebbero provare a dire che questo golpe permanente contro la Costituzione pare loro «un po' esagerato», un tantino «sorprendente».
Magari glielo lasciano dire.
Greetings from Mars...


GOVERNO: TERMINATO INCONTRO BERLUSCONI-FOLLINI
Roma, 6 feb. - (Adnkronos) - E' durato circa 45 minuti il faccia a faccia a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e leader dell'Udc, Marco Follini. L'esponente centrista e' uscito pochi minuti fa da via del Plebiscito senza rilasciare dichiarazioni. Poco prima ha fatto il suo ingresso l'ex ministro del Bilancio degli ultimi due governi Andreotti, Paolo Cirino Pomicino.
(Vam/Rs/Adnkronos)
06-FEB-04195
Si chiedono, su Marte, se lo stipendiare un pregiudicato facendolo scrivere, sotto MENTITE spoglie, su un fogliaccio intestato FITTIZIAMENTE ad un altro pregiudicato (casualmente consanguineo) e convocarlo privatamente in residenza privata (presumibilmente con funzioni di consulente) non comporti la violazione del codice penale.
O sia solo l'ennesima trovata COMICA della CdG (compagnia di giro).