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    Thumbs up Riforme: Bossi, Su Devolution Il Polo Ha Tradito

    IMBROGLIO ALLEATI E BERLUSCONI LI HA COPERTI
    Roma, 12 gen. (Adnkronos) - ''E' chiara una cosa: questo governo ha fatto zero riforme, e a questo la Lega dovra' dare una risposta''. Lo afferma a ''La Repubblica'' il ministro per le Riforme e leader del Carroccio, Umberto Bossi. ''Il patto elettorale -incalza- e' stato tradito il giugno scorso, quando hanno infilato il trucco dell'interesse nazionale. Fini ha tradito il giugno scorso''. ''Se siamo alla paralisi -aggiunge Bossi- e' perche' e' stata una manovra concertata. Questo e' un imbroglio a cui hanno partecipato tutti gli alleati''.
    (Rre-Ada/Gs/Adnkronos)
    12-GEN-0408:48
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    Intervista al leader della Lega che accusa anche Berlusconi
    "Un imbroglio cui hanno partecipato tutti e lui li ha coperti"
    Bossi attacca il premier e Fini
    "La coalizione tradisce i patti"
    "Penso che il progetto sia finito, dovremo tirare le conseguenze.
    A febbraio la nostra assemblea federale darà una risposta"
    di GUIDO PASSALACQUA


    Umberto Bossi

    MILANO - L'atmosfera è quella dell'ultimo giro di pista. L'umore è quello di chi si sente tradito, ma c'è anche la voglia di rompere tutto e alzare la bandiera dell'indipendentismo. Da settimane Umberto Bossi va ripetendo in pubblico e in privato che non ha speranze di vedere attuata la devoluzione e minaccia l'uscita della Lega dalla maggioranza. Potrebbe essere un modo per ricattare la Cdl, non sarebbe la prima volta, ma certo le parole che il segretario del Carroccio usa sono pesantissime: "Manovra concertata". Di quello che sabato ha detto Fini gli importa ben poco: "Battute, adesso lo vogliono far passare per un grande economista, ma è sempre lo stesso, quello di Roma padrona". Quello che interessa al senatur è la devoluzione, il federalismo: "E' chiara una cosa: che questo governo ha fatto zero riforme, e a questo la Lega dovrà dare una risposta. Il patto elettorale è stato tradito il giugno scorso, quando hanno infilato il trucco dell'interesse nazionale. Fini ha tradito il giugno scorso".

    Solo Fini?
    "Se siamo alla paralisi è perché è stata una manovra concertata. Questo è un imbroglio a cui hanno partecipato tutti gli alleati".

    Ma Berlusconi dice che il federalismo si farà....
    "Tutto questo non può essere avvenuto senza che Berlusconi lo avallasse. Magari lui si illudeva. Ma le cose stanno così come stanno. E ora siamo al dunque finale. Questa settimana si chiuderà la partita. Sulla devoluzione non si arriverà in aula, loro hanno troppa paura di far vedere in televisione che hanno tradito, si chiuderà in commissione. La pantomima è terminata".
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    Scusi, ma lei è il segretario della Lega, in estate anche la Lega ha partecipato al lavoro dei 4 saggi. Adesso dice che era una pantomima?
    "I saggi sono stati una loro invenzione e sono stati una trovata infelice, diciamolo chiaramente. Quando fai certe cose non sai dove vai a finire. Dia retta a me che annuso l'aria da giugno: da questa estate la cosa è diventata comica. Quando Fini e l'Udc si sono accorti che la devoluzione poteva passare hanno inventato l'interesse nazionale. Poi a Lorenzago hanno mischiato la devoluzione con le riforme istituzionali, col bel risultato che nonostante fosse già passata adesso la dovremmo ridiscutere. L'hanno messa nel pantano. Io l'ho sempre detto a Berlusconi: "Prima mi dai la devoluzione, poi viene tutto il resto"".

    Allora lei è molto pessimista?
    "Sono pessimista. Da sei mesi sospetto che non si faccia il federalismo. Certo fino a che non ci sarà un voto in commissione, non posso basarmi sul sentito dire di Fini o solo sul mio fiuto. Però ho sempre sospettato che fosse una messa in scena".

    Eppure lei è lo stesso segretario che ha portato la Lega all'accordo con la Cdl.
    "Il meccanismo era obbligato. O si trovava la mediazione sul federalismo oppure c'era la contrapposizione forte, noi facemmo l'accordo sulla mediazione. Il patto elettorale era sulla devoluzione, adesso ognuno tira le sue conseguenze. Se non c'è la mediazione portata dal federalismo il Nord deve andare per la sua strada. O li costringi a trattare o vai per la tua strada che è meglio. Tutto lì, ognuno fa la sua parte che è meglio".

    E la parte di Fini qual è?
    "E' lì, a Roma. O Roma o morte. Il suo mondo è quello del potere romano. Ma è anche il mondo di Berlusconi".

    Che succederà?
    "Bella domanda. Le rispondo che non lo so. Certo se la Lega esce non ci sono molte possibilità: o troveranno dei sostituti o andranno a casa. Ma in verità io non penso che la situazione possa reggere. Magari certi dei nostri si erano illusi, dicevano che sarebbe arrivato il federalismo, io dubitavo da sei mesi, adesso dico che non c'è niente da fare. A meno di un miracolo il federalismo non viene".

    Scusi, sabato lei ha avuto una telefonata con Berlusconi, dopo gli attacchi di Fini, queste cose le ha dette al presidente del Consiglio?
    "Ci siamo sentiti. Io voglio il minimo, ma lì tutto è falso".

    Tutto falso dice, allora come reagirà?
    "Ai primi di febbraio ci sarà l'Assemblea federale della Lega, lì si darà la risposta al tradimento. Deciderà la Lega. Per me penso che il progetto sia finito, certo si può pensare che la devoluzione arrivi all'ultimo minuto, ma mi pare che si debba constatarne il fallimento".

    Fa autocritica?
    "Non so. Vedremo. Andremo all'Assemblea e la gente prenderà atto della situazione. Cosa puoi fare se fai un accordo per il cambiamento e il cambiamento non viene? Cambia la natura del rapporto che avevamo messo in piedi. E allora il Nord si deve fare la sua strada senza illudersi che ci siano scorciatoie. Ma ci arriveremo".

    Lei dice il Nord, ma Fini ha attaccato Tremonti dicendo che favorisce il Nord e tutti e suoi alleati si lamentano del potere della Lega nella coalizione.
    "Tremonti è appena appena meno insensibile di altri, certo se non ci sono i soldi è difficile. Però le dico che c'è in atto una rapina geografica. Certe regioni pagano 30 e incassano 100, il Nord invece perde il 50%. Ma Fini parla come parla perché i voti, come l'Udc, li prende al Sud".

    Lei accusa la coalizione di "un imbroglio" sul federalismo, ma i punti dolenti quali sono?
    "Primo, la devoluzione che non andava messa nella riforma istituzionale. Secondo, il problema delle competenze concorrenti tra lo Stato e le Regioni: quando sull'argomento in consiglio dei ministri furono presentati 120 emendamenti, sentii puzza di bruciato e passai la mano a La Loggia. Ma il federalismo non si fa con La Loggia. Poi c'è il problema del Senato federale. Io avrei voluto che fosse composto dagli esecutivi regionali, ma figurati se i senatori firmavano la loro scomparsa".


    (12 gennaio 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    POLITICA
    BOtta e risposta con Bossi: «An non mantiene i patti»
    Fini: «Bene Berlusconi, ma ci vuole verifica»
    Polemica con il presidente della Commissione Prodi: ha «strumentalmente utilizzato il suo incarico»

    Il vicepresidente del Consiglio e leader di An Gianfranco Fini (LaPresse)
    ROMA - Il semestre di presidenza italiana dell'Ue «è stato largamente positivo» le polemiche di Prodi «su questo versante sono davvero fuori luogo» anche perché egli «ha strumentalmente utilizzato il suo incarico» per fini di politica interna. Lo ha detto Gianfranco Fini nella sua relazione all'assemblea nazionale di An che si è aprta stamane all'Hotel Eergife di Roma. «Il nostro semestre europeo di presidenza - ha detto Fini - è stato largamente positivo, nonostante la mancata ratifica della Costituzione europea. L'obiettivo non è sfumato, è solo rimandato di qualche mese».

    «RUOLO CENTRALE» - «L'equilibrio che l'Italia ha mostrato - ha proseguito Fini - la sua capacità di comprendere le ansie dei dieci nuovi paesi, la sua decisione nel rifiutare direttori o doppie velocità che avrebbero diviso l'Europa, la sua convinzione della necessità di un continente unito nella diversità, libero da veti nazionalistici, protagonista nella politica estera e militare, attento ai valori di equità sociale, sono tutte garanzie del fatto che nel processo di riunificazione europea Roma continuerà a svolgere un ruolo centrale».

    DAMNATIO MEMORIAE - «Siamo ad un passo dalla fine della "damnatio memoriae". Dal momento storico di un'autentica pacificazione nazionale da sempre perseguita dalla destra politica fin dall'atto di nascita del Movimento Sociale». È uno dei passaggi centrali della relazione del leader di An Gianfranco Fini che vuole ringraziare il presidente del Senato Marcello Pera per aver detto con chiarezza e coraggio politico «dopo il crollo del comunismo, dopo il viaggio di Fini in Israele e le sue parole, non ha più senso definire la repubblica come antifascista, definiamola per quello che veramente è: democratica». «Noi stessi - afferma Fini - a Fiuggi sostenemmo che mentre tutti i democratici erano antifascisti non tutti gli antifascisti erano democratici». Ma il fatto che simili parole siano pronunciate dalla seconda carica della repubblica italiana «avvicina il traguardo di una memoria condivisa, di una scrittura intellettualmente onesta della storia, non più immemore delle atrocità subite dai vinti, non più irrispettosa delle scelte compiute unicamente nel nome dell'onere dell'Italia dai giovani volontari del 1943 come Tremaglia, finalmente cosciente della odissea delle centinaia di migliaia di giuliano-dalmati perseguitati e infoibati soltanto perché italiani. Finalmente anche la sinistra comincia a fare i conti con la storia».

    VERIFICA POLITICA - «Il nostro consenso elettorale - ha dichiarato il premier - può crescere fin dalle elezioni di primavera. Il correntismo è una degenerazione tipica della peggiore partitocrazia, un vizio che può essere fatale». Poi Fini ha sviluppato un ragionamento sulla coalizione: «La casa delle Libertà- ha detto - rappresenta l'unica vera ipotesi di governo alternativa alle sinistre. Non esistono altre formule. Silvio Berlusconi ne è, e resta, il leader naturale ed insostituibile». «Le questioni che intendiamo porre al centro della verifica politica - ha ricordato il vicepremier e presidente di An - sono di duplice natura. Il carattere della coalizione e la sua azione in quattro campi di primaria rilevanza: le riforme costituzionali, la giustizia, il sistema dell'informazione radio televisiva, la condizione economica e sociale del paese».

    BOSSI REAGISCE - «Commentare le parole di Fini? Io posso solo prendere atto che il programma elettorale non è stato mantenuto, capisco solo che hanno votato un patto e non lo hanno mantenuto»: lo ha detto a caldo il ministro delle Riforme Umberto Bossi.
    «Questa situazione - ha aggiunto Bossi - può portare in breve tempo alla caduta del governo o alla fuoriuscita dei ministri della Lega dal governo». Tornando in serata dopo un comizio sui suoi rapporti con Fini, Bossi ha sottolineato che «lui ha la sua storia e io la mia, lui è Roma e io il nord, c'è una differenza enorme: è come dire bianco e nero, e la mediazione la faceva Berlusconi con il federalismo».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    «O il federalismo o la lotta di liberazione, che si attua in qualsiasi modo o con qualsiasi mezzo che ti porta a liberarti». Questo messaggio non è di un gruppo clandestino. È firmato dal ministro italiano delle Riforme Umberto Bossi (Lega Nord)

    Da la striscia rossa de L'Unità del 12/01/2004
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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