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Discussione: Corridoni Antifascista

  1. #1
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    Predefinito Corridoni Antifascista

    FILIPPO CORRIDONI


    Filippo Corridoni (1888-1915), sindacalista rivoluzionario e soreliano, partecipa agli scioperi dei braccianti del Parmense del maggio-luglio 1908 come tribuno e guida, organizza gli operai gasisti milanesi e sostiene i loro scioperi nel 1913, è tra i principali protagonisti e promotori della "Settimana Rossa" del giugno 1914.

    Poi, improvvisamente, nell'autunno 1914, mentre si trova in carcere, vittima della repressione seguita a molti di questi fatti, egli diventa interventista rivoluzionario e si adopera per l'entrata in guerra dell'Italia.

    Egli prende parte alle "radiose giornate" del maggio 1915. Infine l'Italia interviene contro gli Imperi Centrali, indipendentemente dall'azione svolta da Corridoni e dai sindacalisti rivoluzionari interventisti, suoi seguaci, infimamente ultraminoritaria.

    Successivamente, dopo cinque mesi di guerra, in una trincea del Carso appena conquistata dal Regio Esercito Italiano, accade un fatto stranissimo e assai curioso.
    E' il 23 ottobre 1915: la scaramuccia è appena terminata, ma un uomo si alza in piedi allargando le braccia e rivolto al nemico, grida a squarcia gola e più volte: "Viva l'Italia!". Diventa un facile bersaglio, viene centrato e colpito a morte. Era Filippo Corridoni, "l'Arcangelo Sindacalista".

    Ora, questo gesto mi ha sempre ossessionato nella sua assurdità e gratuità. Il fatto che nel 1922 le "Legioni Filippo Corridoni" contesero Parma ai fascisti, combattendo contro di loro insieme agli "Arditi del popolo" e alle squadre armate comuniste, repubblicane, anarchiche e socialiste, vere avanguardie del proletariato, oppure l'appropriazione indebita e la strumentalizzazione che il fascismo o meglio il sindacalismo fascista compirono nei confronti del mito di Filippo Corridoni, sono argomenti che esulano dal mio discorso.

    Il gesto di Corridoni non può certo essere classificato nella lunga serie del "Beau gest" o della bella morte in guerra, non avendo apportato alcun danno al nemico.
    Quell'uomo che in un momento assolutamente impensabile, per nulla, si espone ai proiettili, gridando "Viva l'Italia!", così come avrebbe potuto urlare viva il cazzo o viva la figa o viva l'Austria-Ungheria, compie un gesto apparentemente inspiegabile.


    E se con tale gesto avesse voluto denunciare in tutta la sua follia l'assurdità della guerra, e con essa l'assurdità di tutte le manifestazioni e attività umane nel mondo, e con essa l'insensatezza e l'inutilità della presenza umana nel mondo?

    Io odio la guerra, ma non la conosco; posso scrivere medionerocremente soltanto di ciò che conosco, ed io ho conosciuto l'opera di Filippo Corridoni.
    Conosciuto e non compreso: forse l'effettiva comprensione delle cose sfugge alla mente umana. Perlomeno alla mia.

    "Io rimarrò sempre il Don Chisciotte del sovversivismo; ma un Hidalgo senza ingegno, pieno soltanto di fede. Morirò in una buca, contro una roccia, o nella corsa di un assalto, ma-se potrò-cadrò con la fronte verso il nemico, come per andare più avanti ancora".

    (Filippo Corridoni, da una lettera ad Arturo Rossato, scritta dal fronte italiano nell'Ottobre del 1915)

  2. #2
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    Predefinito

    Filippo Corridoni era un sindacalista rivoluzionario e gli ideali di questa corrente furono sistematicamente osteggiati e traditi dal fascismo :basta pensare alla completa opposizione tra il corporativismo fascista come conciliazione tra capitale e lavoro ed alle teorie dello sciopero generale insurrezionale contro il padronato di Sorel per rendersene conto.Un altro che ruppe gia' nel 1920 con il fascismo avendone intuito i legami con gli agrari e gli indutriali fu un altra figura del sindacalismo rivoluzionario:Alceste de Ambris .

  3. #3
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    Predefinito Re: P.S.

    In origine postato da gnista
    Ma se Corridoni è morto nel '15 e il fascismo fu fondato nel '19, come faceva a essere "antifascista"?



    HASTA

    Ho volutamente "sbagliato", Corridoni, oggi, è strumentalmente usato dai gruppi neofasci, insieme a Pavolini e punto di riferimento di diversi gruppi, vorrei chiedere loro, Corridoni avrebbe preso parte alla lotta antiproletaria messa in atto dagli squadristi? avrebbe attaccato le Case del Popolo e le fabbriche occupate? Furbescamente usano il Patriottismo di Corridoni accostandolo al Nazionalismo colonialista e imperialista del fascismo. Smascheriamo ogni tentetivo di appropriazione "indebita.


  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Re: P.S.

    In origine postato da gnista
    Bombacci però glielo lasciamo, no?
    E "noi" ce lo teniamo stretto.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: P.S.

    In origine postato da gnista
    X me potete tenervi stretto anche l'ex GUF Ingrao, e i defunti Alicata, Vittorini, Pratolini e buona parte della cd intelligentsjia piccista. Senza scordare Bordiga.
    Con la differenza che Bombacci ha pagato con la vita la sua scelta, mentre i nomi da te citati sono passati tranquillamente dall'altra parte.

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: P.S.

    In origine postato da cornelio
    Con la differenza che Bombacci ha pagato con la vita la sua scelta, mentre i nomi da te citati sono passati tranquillamente dall'altra parte.

    ARAK

    Bombacci è stato isolato dai comunisti italiani, abbandonò la politica e visse da impiegato aiutato da mussolini, certamente fece una scelta "affrettata" ma anche coraggiosa, ma cosa ha lasciato di politicamente valido? conoscete qualche suo scritto?
    di mia conoscenza ci sono dei scritti filonazisti e razzisti usciti sul suo giornale La Verità, vi terrò informati su nuove scoperte.

    arakne
    ARAK

  7. #7
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    Nessuno può dire se Corridoni sarebbe stato o no fascista.
    Molti sindacalisti rivoluzionari lo diventarono: Bianchi, Cesare Rossi, Romualdo Rossi, Libero Tancredi (Massimo Rocca), per citarne solo alcuni.
    Molti di più di quanti diventarono comunisti.
    Certo che Corridoni non avrebbe potuto mai conciliarsi con un certo tipo di Fascismo.
    Una cosa è certa: la sinistra non vuol più sentir parlare di Corridoni, se non per dipingerlo come un giovane illuso e confusionario.
    L'operazione di recupero del suo pensiero, integrale ed oggettiva, e non affatto mistificatoria, lo sta facendo Andrea Benzi, collaboratore di Orion, presso la Società Editrice Barbarossa.
    Se vogliono unirsi i fautori del Corridoni antifascista, ben accetti. Se non sono troppo impegnati a fare da braccino armato della CGIL o a sedere in emicicli e consigli di amministrazione padronali, la smettano di lanciare critiche a chi fa ricerche sulle proprie spalle e cerca di pubblicarle e diffonderle a suo rischio...
    L'oblio antifascista di Corridoni è ancora più indegno ed infame dell'appropriazione di cadavere, effettuata dal Fascismo, e di cui parlò De Ambris...
    Brucia a taluni piccoli che un sovversivo possa avere nel suo cuore la Patria italica...e non il PCI o il Vaticano...

  8. #8
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    Veramente la maggior parte dei veri sindacalisti fascisti passo' alla Cgil ed alla Uil ....Qualche nome? Fontanelli, Benevento ed altri .Quanto a Corridoni e De Ambris i loro discorsi sulla lotta di classe trasferita sulla lotta inter-nazionale i neofascisti l'hanno completamente rimossa .Indovina perche? Un bel quiz ?

  9. #9
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    Predefinito

    Va bhè... è normale, i fascisti sono degli artisti... hanno trafugato fin troppo dalla sinistra rivoluzionaria.

    Arditi, a noi!

  10. #10
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    Predefinito

    C'è un bel libro sugli Arditi del Popolo, edizione Odradek.
    Gli Arditi del Popolo nascono come scissione nella Federazione Arditi: per il primissimo periodo non sono antifascisti, nel senso che non si impegnano in modo militante e culturale contro il Fascismo. Lo diventeranno in seguito, e costituiranno il primo antifascismo armato.
    Il loro fondatore era tuttavia un borghese: l'ufficiale Argo Secondari, figlio del medico curante di Giolitti, si era reso onore nella prima guerra mondiale. Vox populi diceva fosse troppo legato a Francesco Saverio Nitti ed alla sinistra liberale.
    Gli Arditi del Popolo furono odiati anche dai comunisti.
    Da notare: due fra i quattro capi degli Arditi del Popolo, Ambrosini ed un altro (fondatore del giornale L'Ardito Rosso), sarebbero tornati nelle file del Fascismo.
    Picelli morì in circostanze misteriose in Spagna (ucciso dai comunisti?). Secondari morì folle in manicomio criminale.

 

 
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