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Discussione: Chomsky

  1. #11
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    Predefinito iter quanticus

    In origine postato da Mr. Hyde
    Dimmi, qual'e' il tuo background scientifico e/o statistico?

    Perche' cio' che hai scritto me l'aspetterei da uno che non ha mai aperto un libro di statistica...o da un "filosofo". :D

    Cordialmente
    Hyde

    Edit: "le idee sono empiricamente verificabili?"
    Certamente. Non tutte. Ma molte. Esempio: "La terra e' quadrata, non sferica". FALSO.
    Esempio: "Secondo me, 2+2 puo' fare 5". Forse, ma si puo' dubitarne fortemente.
    Esempio: "Chomsky, a giudicare da cio' che scrive e che ha scritto, ci capisce di politica estera." Forse ci capisce, ma i FATTI documentati da MILIONI (non decine, milioni) di TESTIMONI e STORICI lo contraddicono spesso.
    Il resto sono solo arrampicamenti su specchi...



    Carissimo Mr. Hyde!

    Naturalmente mi ponevo su un piano cognitivo speculativo, quindi di ordine "filosofico"(se mi passi l'improprietà)...

    Credo che tu ti riferisca ai procedimenti analitici che ricadono sotto la definizione di "ricerca qualitativa".
    Immagino infatti che statisticamente tu ammetta l'improponibilità,in questo contesto, di una valutazione cognitiva di ordine "quantitativo".
    Mi attengo alle coordinate strutturali:

    Merton(non sono sicuro di aver scritto correttamente il nome) affermava che "la scienza è pubblica perchè non solo deve essere ispezionabile e verificabile il punto di arrivo, ma anche il punto di partenza".

    Questo breve prinicipio comporta che il ricercatore mediante "l'ispezionabilità" e la "condivisione delle procedure" possa giungere alla "comunicatività della conoscenza scientifica": la quale implica un comune patrimonio condiviso da cui partire.
    Un comune patrimonio che và dal contesto della scoperta, a un insieme di regole di controllo che ne verifichino la condizione.

    La metodologia si situerebbe così in un "continuum" tra epistemologia, presupposti cognitivi, riflessione sui processi scientifici,gnoseologia, riflessione dei processi cognitivi.

    ---continuum--->gnoseologia--->epistemologia---->metodologia<----strumenti e tecniche


    Ma metodologia non va confusa com "metodo": UNA SUCCESSIONE DI PASSI/PROCESSI/OPERAZIONI TEORICHE RIVOLTA AD UN OBBIETTIVO DI TIPO COGNITIVO SUI FENOMENI DELLA REALTA SOCIALE'"
    Trattasi di nozione condivisa anche da coloro che intendono l'applicazione di tali passi come una serie di regole "sacralizzate" dunque non modificabili.

    Tre punti inerenti:

    1)Il punto di arrivo della ricerca dipende sempre dalle scelte del ricercatore: dagli strumenti utilizzati dal ricercatore

    2)I risultati dipendono dalla capacità di modificare/adeguare le tecniche esistenti ai fini della ricerca

    3)Si esige la capacità di elaborare nuove metodologie


    Passiamo brevemente al MIP, Metodo Ipotetico Deduttivo.

    In una Survey(inchiesta/indagine):

    1) Definizione del problema.
    2)Problema di ricerca formulato all'interno di un quadro teorico disciplinare(es: ordine economista, sociologico, ecc)
    3)Formulazione di ipotesi (riguardo al fenomeno -s-oggetto dell'analisi).
    4)Determinazione della procedura di raccolta dei dati.
    5)Raccoglimento dei dati.
    6)Analisi dei dati per controllare/verificare le ipotesi.(*1)
    7)Collegamento delle conclusioni della ricerca all'impianto teorico(generale ed astratto) della disciplina.

    (*1)Espolrare Descrivere Sintetizzare: E D S.

    L'analisi EDS consta di:

    Esplorare--->analisi monovariata: una variabile per volta.
    Descrivere--->bivariata: due variabili per volta.
    Sintetizzare--->multivariata: più variabili per volta.

    Ora il punto si fa saliente: credo che pretendere di compiere un rilevamento/analisi sociale su un impianto teorico dal substrato ideale, volendo seguire una logica "quantofrenica" sia quanto meno un "amblimoro" puro.
    Può qualcuno esplorare, descrivere e analizzare un fenomeno nella sua pienezza, a maggior ragione se attiene all'ordine delle idee, adottando una serie di variabili quantitative similari a quelle matematiche?

    Non sarebbe dunque maggiormente lecito un approccio qualitativo, dunque interpretativo-ermeneutico?

    E ancora: la statistica è una scienza sociale.
    Come si può pretendere di utilizzarla per penetrare e giudicare in maniera valoriale delle idee che attengono ad una sfera ricadente nella griglia interpretativa soggettiva ed individuale?

    E' lecito analizzare i dati prodotti, le informazioni in uscita.
    E' lecito analizzare il mondo di riferimento dell' -s-oggetto in esame.
    Ma non si può collocare nel contesto di alcuna asettica verifica matematica la weltanschaung(e il pluriversuum individuale) che presiede in maniera formante al giudizio di valore.

    Nemo (me impune lacessit)

    coardialità e sincera simpatia.

  2. #12
    Giu' la maschera!
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    Predefinito Re: iter quanticus

    In origine postato da Capitano Nemo
    Carissimo Mr. Hyde!

    Naturalmente mi ponevo su un piano cognitivo speculativo, quindi di ordine "filosofico"(se mi passi l'improprietà)...

    Credo che tu ti riferisca ai procedimenti analitici che ricadono sotto la definizione di "ricerca qualitativa".
    Immagino infatti che statisticamente tu ammetta l'improponibilità,in questo contesto, di una valutazione cognitiva di ordine "quantitativo".


    Signor Capitano!
    vedo che hai un "allenamento intellettuale" simile..e quindi il 3D si sta' facendo interessante
    Esattamente a quelle due metodologie (quantitativa e qualitativa) che mi riferivo.
    Pero' non sono d'accordo che in questo contesto non si possa ottenere una valutazione quantitativa...benche' sia assai piu' difficile. Ma si potrebbe creare una misura su quante asserzioni fatte da Chomsky si siano rivelate non completamente accurate..e quante completamente false. Per esempio, nel contesto cambogiano, Chomsky denigrava ferocemente chiunque mettesse in dubbio l'integrita' (per mancanze d'altre parole) dei Khmer Rouge. E poi la storia ha rivelato qualcos'altro...



    Mi attengo alle coordinate strutturali:

    Merton(non sono sicuro di aver scritto correttamente il nome) affermava che "la scienza è pubblica perchè non solo deve essere ispezionabile e verificabile il punto di arrivo, ma anche il punto di partenza".
    Giustissimo.

    Questo breve prinicipio comporta che il ricercatore mediante "l'ispezionabilità" e la "condivisione delle procedure" possa giungere alla "comunicatività della conoscenza scientifica": la quale implica un comune patrimonio condiviso da cui partire.
    Un comune patrimonio che và dal contesto della scoperta, a un insieme di regole di controllo che ne verifichino la condizione.
    Giustissimo. E gia' qui', le asserzioni e ragionamenti di Chomsky in politica estera fanno acqua.

    a metodologia si situerebbe così in un "continuum" tra epistemologia, presupposti cognitivi, riflessione sui processi scientifici,gnoseologia, riflessione dei processi cognitivi.

    ---continuum--->gnoseologia--->epistemologia---->metodologia<----strumenti e tecniche


    Ma metodologia non va confusa com "metodo": UNA SUCCESSIONE DI PASSI/PROCESSI/OPERAZIONI TEORICHE RIVOLTA AD UN OBBIETTIVO DI TIPO COGNITIVO SUI FENOMENI DELLA REALTA SOCIALE'"
    Trattasi di nozione condivisa anche da coloro che intendono l'applicazione di tali passi come una serie di regole "sacralizzate" dunque non modificabili.
    Un concetto indubbiamente interessante.

    Tre punti inerenti:

    1)Il punto di arrivo della ricerca dipende sempre dalle scelte del ricercatore: dagli strumenti utilizzati dal ricercatore

    2)I risultati dipendono dalla capacità di modificare/adeguare le tecniche esistenti ai fini della ricerca

    3)Si esige la capacità di elaborare nuove metodologie


    Passiamo brevemente al MIP, Metodo Ipotetico Deduttivo.

    In una Survey(inchiesta/indagine):

    1) Definizione del problema.
    2)Problema di ricerca formulato all'interno di un quadro teorico disciplinare(es: ordine economista, sociologico, ecc)
    3)Formulazione di ipotesi (riguardo al fenomeno -s-oggetto dell'analisi).
    4)Determinazione della procedura di raccolta dei dati.
    5)Raccoglimento dei dati.
    6)Analisi dei dati per controllare/verificare le ipotesi.(*1)
    7)Collegamento delle conclusioni della ricerca all'impianto teorico(generale ed astratto) della disciplina.

    (*1)Espolrare Descrivere Sintetizzare: E D S.

    L'analisi EDS consta di:

    Esplorare--->analisi monovariata: una variabile per volta.
    Descrivere--->bivariata: due variabili per volta.
    Sintetizzare--->multivariata: più variabili per volta.
    Esatto, in pratica il metodo (o metodologia ?) che ho imparato e cerco d'applicare.

    Ora il punto si fa saliente: credo che pretendere di compiere un rilevamento/analisi sociale su un impianto teorico dal substrato ideale, volendo seguire una logica "quantofrenica" sia quanto meno un "amblimoro" puro.
    Può qualcuno esplorare, descrivere e analizzare un fenomeno nella sua pienezza, a maggior ragione se attiene all'ordine delle idee, adottando una serie di variabili quantitative similari a quelle matematiche?
    Il punto e', appunto (), nella sua "pienezza". Chiaramente non si puo' avere un'assoluta certezza..almeno non con la matematica attualmente a nostra disposizione. Ma questo non deve precludere il fatto che SPESSO si possano ottenere conferme robuste, con alto grado di confidenza (95% nelle scienze sociali), alle teorie qualitative.

    Non sarebbe dunque maggiormente lecito un approccio qualitativo, dunque interpretativo-ermeneutico?
    In certi casi certamente. Ma un approccio non esclude necessariamente un altro!

    E ancora: la statistica è una scienza sociale.
    Come si può pretendere di utilizzarla per penetrare e giudicare in maniera valoriale delle idee che attengono ad una sfera ricadente nella griglia interpretativa soggettiva ed individuale?
    Il problema e' che Chomsky non le fa passare come interpretazioni soggettive (in quel caso sarei pienamente d'accordo con la tua valutazione), ma le spaccia per verita' assolute, ed oggettive. Ed e' qui che quindi mi girano le scatole.

    E' lecito analizzare i dati prodotti, le informazioni in uscita.
    E' lecito analizzare il mondo di riferimento dell' -s-oggetto in esame.
    Ma non si può collocare nel contesto di alcuna asettica verifica matematica la weltanschaung(e il pluriversuum individuale) che presiede in maniera formante al giudizio di valore.

    Nemo (me impune lacessit)

    coardialità e sincera simpatia.
    Concordo, ma rimane il punto di sopra. Se Chomsky avesse l'onesta' intellettuale e morale di dire: "questa e' solo una mia opinione personale etc." benissimo. Ma quando spaccia tali opinioni per sentenze fattuali, trascurando completamente il metodo (o metodologia ?) che lo ha reso il famoso accademico che e', non posso fare altro che provare rancore. Specialmente quanto molti lettori meno esperti vengono travolti dalla sua carisma e tramutano le sue idee come verita'. Cio', a mio avviso, e' disonesta' intellettuale.

    Ricambio i saluti!
    Hyde
    Mr. Hyde


  3. #13
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito citeresti le fonti ?

    In origine postato da Mr. Hyde

    Vuoi che ti trovi un bel paio delle sue fantasticherie smontate pezzo per pezzo? Tipo il supporto che dava ai Khmer Rouge?


    Purtroppo si è fatto tardi e devo andare a dormire, quindi per adesso, non posso dire la mia alle accuse di essere politicamente secondo me ingiuste che gnista e Paolo rivolgono a Chomsky, ma colgo l'occasione di chiedere a Mister Hyde, quali sono le fonti dalle quali ha appreso del presunto appoggio dato da Chomsky ai Kmer Rossi.
    In realtà la storia delle passate simpatie ai Kmer Rossi, non è altro che una leggenda metropolitana, nata probabilmente negli ambienti anarcocapitalisti, infatti più volte in passato merde anarcocapitaliste, su altri forum tiravano fuori la storia delle passate simpatie di Comsky per i Kmer Rossi, ma hanno perso l'abitudine, probabilmente a causa del fatto, che ogni qualvolta gli chiedevano le fonti, nessuno di loro ha saputo citarle.
    Sono sicuro che anche mister hyde, non sarà in grado di trovare fonti diverse da articoli di minkiardi e pompini.

  4. #14
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    In origine postato da gnista
    Kibutzìm leninisti?
    Ok...il kibbutz non era di matrice leninista, ma i membri che si interessavano di politica lo erano. Ho cercato di postare il pezzo,
    ma poi c'erano troppe faccine e non me lo ha postato, comunque...
    "Linguaggio e Libertà" pag. 37-39
    Quando ho più tempo lo posto...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  5. #15
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    In origine postato da gnista
    C'hai ragione. Sei una spia zionista, al di là del fatto che sei Jude o meno.Cmq, buono a sapere chi sei.
    Over & end.
    Hihihihi...miii...allora devo protestare presso Israele!
    Ora che tu mi hai dato il patentino di "spia zionista" (come Sharon ha dato il patentino "democratico" a Fini ) mi accorgo che
    il mio lauto stipendio di spia del Mossad non me lo hanno ancora inviato!! Mi rivolgerò al sindacato degli spioni!!
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  6. #16
    Giu' la maschera!
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    Predefinito Re: citeresti le fonti ?

    In origine postato da Spartaco

    In realtà la storia delle passate simpatie ai Kmer Rossi, non è altro che una leggenda metropolitana, nata probabilmente negli ambienti anarcocapitalisti, infatti più volte in passato merde anarcocapitaliste, su altri forum tiravano fuori la storia delle passate simpatie di Comsky per i Kmer Rossi, ma hanno perso l'abitudine, probabilmente a causa del fatto, che ogni qualvolta gli chiedevano le fonti, nessuno di loro ha saputo citarle.
    Sono sicuro che anche mister hyde, non sarà in grado di trovare fonti diverse da articoli di minkiardi e pompini.
    Ecco, appunto l'esempio lampante di uno apparentemente plagiato da Chomsky e/o ideologia.

    Articoli di minkiardi eh? Caschi male ciccio. Il seguente link porta ad un articolo di un professore d'economia di Berkeley (uno dei top dipartimenti in circolazione):

    http://www.j-bradford-delong.net/mov...es/000155.html

    Vi lascio con un quote
    "I difensori di Chomsky--e sembra che ce ne sia un numero sorprendentemente alto--sembrano formare una strana forma di culto. Argomentare con loro e' analogo al cercare di spiegare "La Repubblica" di Platone ad un maiale: e' uno spreco del proprio tempo ed in piu' da' fastidio al maiale."

    EDIT: per il record, a fine di esser preciso ed imparziale (non come chomsky..) vi e' una ribattuta al sito sopra da parte di Herman (ex professore a Pennsylvania e co-autore con Chomsky)..uomo assai dotto.
    Mr. Hyde


  7. #17
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    Predefinito

    In origine postato da Skarm
    ma poi c'erano troppe faccine e non me lo ha postato,
    puoi disabilitarle

  8. #18
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito

    In origine postato da Otto Rahn
    puoi disabilitarle




    No...perchè sennò magari mi si incazzano!
    Skarm
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