Mi sembra che questo articolo del Corriere della Sera, possa essere condivisibile....a prop....Panebianco è di destra o di sinistra?![]()
Scioperi e riforma: a chi conviene lo scontro?
LA RESPONSABILITA’ DEL MAGISTRATO
di ANGELO PANEBIANCO
E' tipico di chi guarda agli affari pubblici solo attraverso le lenti del diritto credere che «legalità» e «legittimità» siano sinonimi. Ma non lo sono. Il preannunciato sciopero dei magistrati è «legale» ma è assai dubbio che sia «legittimo»: come ha scritto limpidamente Piero Ostellino sul Corriere di domenica, lo sciopero di una qualsiasi categoria di lavoratori è costituzionalmente garantito, ma lo «sciopero» di un potere dello Stato (la magistratura) contro altri poteri dello Stato (governo e Parlamento) è, alla luce dei nostri principi costituzionali, una bestemmia in chiesa. Lo sciopero porta alle estreme conseguenze lo scontro fra politica e magistratura. Ma forse ai leader della magistratura conviene riflettere. I tempi sono ormai diversi da quando bastava una dichiarazione pubblica di un procuratore-capo per far saltare dalla poltrona un ministro della Giustizia. Oggi, lo sciopero, anziché portare nuove simpatie ai magistrati, potrebbe convincere definitivamente un bel po' di italiani che la magistratura sia, al tempo stesso, una istituzione di parte e una corporazione interessata solo alla difesa dei propri privilegi. Conviene (alla democrazia italiana) che in tanti pensino questo dei magistrati?
Il progetto del governo, oltre ad alcune cose buone, contiene anche cose che non vanno. Ma evocare il fascismo è una bella stupidaggine. In realtà, il progetto cerca di affrontare (forse malamente) un problema reale: quello della responsabilità del magistrato. Da molto tempo ormai l'indipendenza è diventata in Italia lo scudo dell'irresponsabilità. Ed è falso che negli altri Paesi europei, dove l'indipendenza della magistratura è tutelata quanto da noi, non esistano meccanismi di responsabilizzazione del magistrato. A qualcuno egli deve rispondere dei suoi errori. E poiché questo «qualcuno» non può essere la classe politica (perché verrebbe meno l'indipendenza), esso deve essere creato all'interno dell'organizzazione giudiziaria.
I costituenti fecero due errori madornali. Non separarono le carriere di giudice e di pubblico ministero lasciandoci in eredità una struttura giudiziaria autoritaria. E inventarono il Consiglio superiore della magistratura pensando che sarebbe stata quella (anziché, come in altri Paesi, i vertici gerarchici della magistratura) la struttura di controllo. Ma l'idea di affidare agli «eletti» il controllo sui loro «elettori» è totalmente sbagliata, non può mai funzionare. Il risultato finale è stato il venir meno del controllo, la deresponsabilizzazione di funzionari che esercitano un rilevantissimo potere, protetti da formidabili guarentigie. Fatto salvo, si capisce, il controllo esercitato da quei poteri extracostituzionali che sono le correnti della magistratura.
Il progetto del governo vuole (giustamente) affrontare, insieme ad altri, anche questo nodo ma non lo fa in modo efficiente. Se si riconosce che il problema c'è (ma fin qui i gruppi organizzati della magistratura hanno sempre fatto orecchie da mercante) ci sarà allora anche lo spazio per cercare - si tratti della questione della responsabilità o di quella della professionalità e degli avanzamenti in carriera - soluzioni migliori, più efficaci, di quelle immaginate dal ministro Castelli.
Altrimenti, vedremo anche questa: nel Paese in cui i professori «occupano» l'università e maestre e genitori portano anche i bambini a gridare slogan contro il governo, ci sarà anche lo sciopero dei membri di un potere dello Stato. Ma siete davvero certi che l'opinione pubblica lo distinguerà da quelli dei medici o dei tranvieri?




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per stavolta ti perdono....ma che non si ripeta