GUGLIELMO CASTAGNETTI
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La comunità ebraica dice no alla grazia a Priebke. Nulla da eccepire se questo significa che vi sono delitti la cui efferatezza non lascia spazio né alla redenzione né al perdono. Ma se le cose stanno così, dobbiamo riconoscere che l'omicidio premeditato del commissario Calabresi, consumato a freddo e mai confessato, ebbe il carattere di una efferatezza non inferiore. Se invece si considera la personalità del recluso, così come essa è oggi, non si può negare che a distanza di cinquanta anni dalla guerra Priebke è diverso dal militare di allora quanto e forse più di quanto Adriano Sofri è diverso dal militante di trenta anni fa.




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