Tigre, va bene hai capito tutto tu.
Lunedì 16 Febbraio 2004 IL MESSAGGERO
La campagna di Prodi: manifesti e 4 convention
Il Professore resterà in Europa, spendendosi per l’Ulivo. Trattativa per il nuovo gruppo all’Europarlamento
di CLAUDIA TERRACINA
ROMA Prima di salutare i leader della sua lista dopo la kermesse romana, Prodi ha voluto aprire il pacco dono consegnatogli alla fine del suo applauditissimo discorso. Dentro, oltre al triciclo, subito accantonato su prudente consiglio di uno degli addetti stampa che gli ha evitato di essere fotografato con il velocipede, oggetto di tanta ironia, c’era un tubetto di colla che ha suscitato il suo entusiasmo, «perchè è la cosa più importante per tenere insieme questa coalizione appena nata». L’episodio è utile per capire quale sarà la strategia del Professore, dopo il ritorno in quella che ormai è, come ha tenuto a sottolineare la sua «casa politica». Che, da ieri, è tornato a dedicarsi alla sua Europa, senza mancare di andare a salutare il nuovo arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, come hanno fatto Casini e Buttiglione. Ma il suo pensiero è, appunto, alla costruzione di un tetto solido sul quale far sventolare la bandiera dell’Ulivo.
Su questo punto Prodi è stato nettissimo, concludendo il suo intervento a Roma, e a questo obiettivo intende dedicarsi. «Il 13 giugno - ha detto- è solo una tappa, più in là ci aspetta un nuovo traguardo. Altre forze del centrosinistra, che in questa occasione hanno scelto di muoversi con diverse velocità, si uniranno a noi nel segno dell'Ulivo e del rinnovamento. Con loro, nella sicurezza che ci vedrà uniti gli uni affianco agli altri, ci daremo appuntamento per il giorno dopo le Europee». Perciò, il presidente della Ue non intende risparmiarsi nella prossima campagna elettorale. Scenderà di nuovo in campo ogni volta che ce ne sarà bisogno. Cominciando dalle quattro iniziative con taglio squisitamente europeo che, come hanno annunciato Rutelli e Fassino, la Lista sta organizzando al Nord, al Centro e al Sud dell’Italia e nel cuore dell’Europa, a Strasburgo.
Il Professore, quindi, tira dritto, ignorando le richieste di dimissioni che piovono dalla maggioranza. Resterà al suo posto a Bruxelles e continuerà a spendersi per l’Ulivo «non lesinando apparizioni sui manifesti, in video e in carne ed ossa, mettendoci, insomma, la sua faccia», spiegano i suoi consiglieri. Il suo atteggiamento è apparso ben chiaro quando alla fine della kermesse romana, con noncuranza, ha piegato della tasca della giacca l’agenzia con la dichiarazione di Fini, che lo esortava a dimettersi, e per tutta risposta ha afferrato il bandierone europeo e lo ha sventolato a tutta forza. Ma ieri, parlando con Parisi e gli altri leader dell’Ulivo, ha ribadito la sua intenzione di impegnarsi anche per «garantire un futuro all’Italia». Proposito che passa per il rafforzamento della Lista unitaria attraverso un nuovo gruppo nel Parlamento europeo e poi, chissà, in un vero soggetto riformista, o, come ama dire Parisi, «riformatore».
L’intenzione è lavorare per costruire a Strasburgo un gruppo originale dove possano riconoscersi sia i transfughi dal Ppe, dove i Popolari italiani hanno ammesso di trovarsi ormai assai male, sia i Ds, che però hanno legami più stretti con il Pse. Nell’attesa, ci si dovrebbe collocare in una specie di limbo, ma Prodi ha detto chiaramente che sarà importante condurre comuni battaglie in Europa, trovando sponde anche negli altri partiti riformisti.
In poche parole..................... gli arimbarzate.![]()





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