Bene;In origine postato da Rodolfo
(...)ho trovato nel comitato di redazione il nome di tale Gen. Amos Spiazzi.
Tale nome - che non é un omonimia - personaggio inquietante degli anni '70, oltretutto era riapparso nel partito Libertà d'azione di Alessandra Mussolini insieme a quello di Ambrogio Viviani.
Per chi non sapesse e non ricordasse chi é Amos Spiazzi sarà bene comunque rinfrescargli la memoria.
Cominciamo con il "folclore":
dal sito: http://www.destranazionale.org/home.html
"I GLADIATORI RITORNANO...
DOPO AVER SERVITO IN ARMI LA PROPRIA PATRIA, ED ESSERSI ERETTI BALUARDO CONTRO IL COMUNISMO, ANCORA UNA VOLTA SONO PRONTI A SERVIRLA. QUESTA VOLTA DISARMATI, MA ARMATI DEL CORAGGIO ED ONORE CHE DA SEMPRE LI HA CONTRADDISTINTI. I GLADIATORI RISPONDONO ALLA CHIAMATA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI CONTRO L'ESERCITO DEL MALE: I COMUNISTI. ANTONINO ARCONTE; G71 - PIERFRANCESCO CANCEDDA; DOCTOR FRANZ ED ALTRI, INSIEME A GAETANO SAYA; PRESIDENTE NAZIONALE E RICCARDO SINDOCA; CAPO DI GABINETTO E CONSULENTE TECNICO DI PARTE SULLA VICENDA “GLADIO”, SI SCHIERANO ANCORA UNA VOLTA IN FUNZIONE ANTI-COMUNISTA CON TUTTO IL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE NUOVO M.S.I. IN DIFESA DELLA LIBERTÀ, DELLA DEMOCRAZIA E DELLE ISTITUZIONI REPUBBLICANE.
I COMUNISTI SONO NEMICI E VANNO COMBATTUTI.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO A BRUXELLES: DIFENDIAMOCI DAI COMUNISTI
"QUELLA DI ESSERE COMUNISTI, SENZA COMUNISMO È UNA FORMA PIÙ PERICOLOSA DI ESSERE COMUNISTI. SI RINNEGA MAGARI IL PROPRIO PASSATO, CI SI LAVA PILATESCAMENTE LE MANI PER TUTTI GLI ORRORI DEI REGIMI."
(TRATTO DAL DISCORSO DI SUA ECC. SILVIO BERLUSCONI; PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)"
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Proseguiamo con i documenti:
Dal sito: http://www.geocities.com/Pentagon/4031/nel.htm
-home page del Gladiatore G71, Tonino Arconte; oggetto di un tentato omicidio da parte PROBABILMENTE degli stessi servizi militari che volevano tacere la verità sulla "VERA" Gladio. Che, come capirete, ben poco c'entra con quanto reso pubblico nel 1990; -
"(...)"AVE ITALIA MORITURI TE SALUTANT" (per questo venivamo chiamati Gladiatori). Questo ci veniva insegnato fin dalle prime lezioni dei corsi sui monti di Poglina, per ribadire che, dalle Missioni, il ritorno era un imprevisto e, Noi, lo avevamo accettato!. Ci fu insegnato che gli ordini sbagliati non si eseguono e che sono sbagliati tutti gli ordini che violano le leggi di guerra e di pace, i Diritti Umani ed il codice d’Onore di Gladio. Il Codice d’Onore di un Gladiatore vieta la resa, il saccheggio, lo stupro ed ogni azione infamante di questo genere. Impone di combattere a morte la Tirannia e chiunque la serva, ovunque e comunque. I Gladiatori hanno giurato fedeltà all’Occidente Democratico ed all’Italia membro della NATO. Nessuno può violare o modificare questo Giuramento. In nessun caso è permesso di farsi identificare per chiedere aiuto, nemmeno ai Consolati ed Ambasciate Italiane all’Estero. Chi cade prigioniero durante una Missione, in nessun caso deve rivelare la sua identità. Ogni Gladiatore è Ufficiale Comandante di se stesso. Durante le operazioni si obbedisce a chi è stato designato per il comando. Caduto questo, assume il Comando il più anziano. A Missione compiuta, se è necessario prendere decisioni dalle quali dipendono la vita e il destino di ognuno, si indirà un Assemblea dei Gladiatori durante la quale, assunte tutte le informazioni necessarie e disponibili, e sentito il parere di ognuno, si metterà ai voti per alzata di mano. La Decisione, così assunta, avrà valenza di ordini sul campo come da Leggi di guerra. Detto questo, il numero Uno ci diede appuntamento per il giorno dopo in Piazza Venezia, sulle scalinate dell’Altare della Patria alle ore 09.00. Fummo tutti puntuali, c’era la IX e la X Decuria al completo : venti Gladiatori ... tutti in borghese. Presumo tutti "congedati" come me, ma nessuno lo disse ed io nemmeno. Ricordo che mi venne da ridere pensando al divieto di farsi identificare anche per ciò che riguarda la provenienza : c’erano tre Italo- Eritrei, quattro Italo- Somali e, per quanto riguarda gli Italiani "Italiani", bastava che aprissimo bocca per farci riconoscere. Dissi a G.70 : Infilaci almeno un "ostregheta ciò" tra tutti quei "minchia e bedda matri !". Ridemmo tutti a crepapelle ... l’accento e le espressioni dialettali erano un problema di tutti. Il numero Uno arrivò qualche minuto dopo di noi, in abiti civili, salì le scale senza guardarci e lo seguimmo fino in cima. Tra le colonne si fermò. Attese in silenzio che ci raggiungesse un altro, in Borghese anche lui, dimostrava circa 60 anni, non aveva niente che lo identificasse, ma sembrava esattamente quello che era : un cappellano militare. Lo dimostrò, infatti, iniziando a recitare il "Requiem aeternam" in Latino. Era la preghiera per le anime dei morti, la conoscevo perché mio Padre, da bambini, era l’unica preghiera che ci faceva recitare, ogni sera, prima di addormentarci. Per le anime dei morti - diceva il mio vecchio, ma non la ricordavo più ! . Il numero Uno la stava recitando ed anche noi iniziammo a farlo. Per chi morirà senza conforto - disse - ha avuto qui il suo funerale ... requiem stat in pax. Amen - dicemmo tutti in coro. (Come mi insegnò il mio povero Babbo, ...però, non trascurai di toccare ferro agguantandomi le palle). "E’ una sana abitudine !, io sono scampato così alla guerra d'Etiopia ed alla prigionia in Kenia, sul Lago Vittoria" - diceva sempre il mio vecchio. Colpimmo il petto col pugno destro e tendendo il braccio salutammo :Ave Italia Morituri te salutant. (...Sarà per questo che ci definivano fascisti ?. Una bella sciocchezza, era il saluto Romano dei Gladiatori a Cesare, prima di iniziare i combattimenti e la Repubblica Romana, a cui ci ispiravamo, era Democratica, non fascista!. Rituali, forse sciocchi, ma sulle tradizioni si reggono tutti gli eserciti, anche i reparti piccoli come il nostro e ... noi ci credevamo grandi, grandissimi !). Alla fine il cappellano ci benedisse e ci salutammo tutti stringendoci la mano. Mi fu detto in quell’occasione che, in assenza di ordini, dovevo svolgere la mia attività di Macchinista Navale presso la Marina Mercantile e che, di volta in volta, all’occorrenza, mi si sarebbe indicata qualche compagnia di Navigazione "Amica" e la nave diretta verso il "teatro delle operazioni". Nella Primavera del 1974, la mia Centuria ricevette la prima Missione. Nome in codice : Primavera dei Garofani. (...)"
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E ora vediamo se siete intelligenti.....vi offro l'anello di congiunzione che chiude il cerchio definitivamente(includendo tutti gli includibili):
CHI ERA IL "NUMERO UNO"?(*1)
Saluti....o per meglio dire.....
Komitet Gosurdarstvennoij Bezopasnosti
Nemo
(1*):La risposta è stata resa pubblica su alcuni quotidiani in una intervista rilasciata da G71 qualche anno fà; ma è stata menzionata anche in un programma televisivo della Rai.




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