Vedi Pat,
continua in tv l'eco delle indegne uscite di Berlusconi, a cui si sono aggiunte le degne entrate dei sottoposti; Bondi auspica salutari elettroshock per l'opposizione e Calderoli china la schiena a Berlusconi, perché non si accorge che quello, dietro la schiena, gli sta rubando l'elettorato.
Ma tutto va avanti come niente fosse, nel regime che non c'è e quindi non si può attaccare senza essere comunisti.
Intanto, il fatturato del boss di Bossi sale, mentre il sistema Italia declina, e si scopre che non si può nemmeno organizzare un festival della musica senza trovarsi a poco a poco circondati da un muro.
Non si trova una tv per mandare in onda l'evento, come ci racconta Nando Dalla Chiesa, che certo non pensava di dare l'assalto al Palazzo d'inverno di Sanremo. Voleva solo dimostrare che un altro modo è possibile, di suonare, cantare, ascoltare e parlarne.
Non voleva sbancare il Casino (senza accento sulla O), ma dimostrare che si può almeno cambiare banco, se la roulette è truccata e il croupier è un vecchio amico della mafia.
Invece, nel monopolio della tv, cambiare musica non è proibito: è impossibile.
Dunque, il problema non è che noi siamo comunisti (anche se non è proibito dalla legge); è che il regime c'è, anche se è proibito dalla legge.




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