BUONGIORNO - L’eterno alieno
da La Stampa di Massimo Gramellini
Chi volesse raccogliere le dichiarazioni rilasciate da Berlusconi alla stampa nell’ultima settimana, si accorgerebbe che per la maggior parte si è trattato di slogan, battute, barzellette sui lager (di nuovo!) e qualunquismi assortiti. Dopo le tasse che dissanguano, sono arrivati i politici che rubano: per completare il quadro restano soltanto i calciatori che guadagnano troppo e gli idraulici che non si trovano mai. Appena un quarto delle sue uscite pubbliche è servito a comunicare progetti concreti, ma anch’essi esposti con superficiale disinvoltura: l’altro giorno a «Porta a Porta» aveva promesso di ridurre le imposte al 33% «entro un paio di anni» che ieri sono già diventati «un paio di legislature» e domani potrebbero tranquillamente slittare a un paio di secoli. Mentre in America anche gli oppositori del presidente in carica si sforzano di apparire autorevoli, e quindi «presidenziabili», Berlusconi ha avviato la sua prima vera campagna elettorale da capo del governo con lo stesso spirito da piano bar con cui aveva condotto le precedenti, quando era un neofita o un oppositore. Anziché accreditarsi come capo di un sistema rinnovato di potere, preferisce presentarsi ancora agli elettori come l’eterno alieno: colui che non potendo governare è costretto a lamentarsi e a promettere. O non muta copione perché i suoi sondaggi gli dicono che fingersi un dilettante continua a pagare. Oppure perché è prigioniero del suo personaggio. E allora a pagare, stavolta, potrebbe essere lui.
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...grande Pat.
