



Stiamo entrando in un periodo scuro e sinistro della storia irachena. Ma un'autorità di occupazione che dovrebbe considerare la guerra civile come ultima prospettiva, continua a gridarci nelle orecchie ?guerra civile? e ciò mi preoccupa.
Specialmente quando le bombe la rendono reale.
Tutto questo parlare di guerra civile e ora questa carneficina. Una coincidenza?
Di ROBERT FISK
The Independent - 2 marzo 2004
Strano, non è vero? Non c?è mai stata una guerra civile in Iraq. Non ho mai sentito una sola parola riguardo ad ostilità fra Sunniti e Sciiti in Iraq.
Sebbene Al-Qa'ida sia un'organizzazione di soli Sunniti, essa non ha mai pronunciato una minaccia contro gli Sciiti. Tuttavia, da settimane, le autorità di occupazione americane ci stanno annunciando la guerra civile, hanno persino mostrato una lettera che propugna il conflitto tra Sunniti e Sciiti, dicono scritta da un [combattente] operativo di Al-Qa'ida. I giornalisti normalmente sensati hanno preso con entusiasmo questo tema. Guerra civile.
In qualche modo non ci credo. No, non credo che gli Americani fossero dietro la carneficina di ieri, malgrado i gridi di accusa dai superstiti iracheni. Ma mi preoccupo per i gruppi di esuli iracheni che pensano che le loro proprie azioni potrebbero produrre ciò gli Americani desiderano: un timore della guerra civile così intenso dar far seguire agli Iracheni ogni piano che gli Stati Uniti producano per la Mesopotamia.
Penso all?OAS francese in Algeria nel 1962, che metteva bombe nella Comunità algerina musulmana della Francia. Ricordo gli sforzi disperati delle autorità francesi per spingere i musulmani algerini contro altri musulmani algerini, causando mezzo milione di anime morte.
E sono anche impaurito quando penso all'Irlanda ed alle bombe a Dublino e Monaghan nel 1974 che, mentre gli anni passano, sembrano avere un collegamento sempre più stretto, tramite i paramilitari ?loyalist? protestanti, agli elementi della sicurezza militare britannica.
Ma le bombe a Karbala e Bagdad sono state chiaramente coordinate. La stessa mente era dietro ad esse. Era un cervello Sunnita? Quando ieri il portavoce delle autorità di occupazione ha suggerito che fosse opera di Al-Qa'ida, doveva sapere ciò che stava dicendo: che 'Al-Qa'ida è un movimento di Sunniti e che le vittime erano Sciiti.
Non è che io creda Al-Qa'ida incapace di un tale bagno di sangue. Ma mi chiedo perchè gli Americani stiano evidenziando così fortemente quest?aspetto di [scontro] Sunniti-Sciiti. Rigiriamo il vetro nell'altro senso. Se un movimento Sunnita violento volesse sfrattare gli Americani dall'Iraq - ed effettivamente c?è un movimento di resistenza che combatte molto crudelmente per farlo - perchè vorrebbe rivoltare contro di sé la popolazione Sciita dell'Iraq, 60 per cento degli Iracheni? Avere la maggioranza degli Iracheni contro è l'ultima cosa che tale resistenza desidererebbe.
Allora, cosa si può dire di Al-Qa'ida? Gli Americani hanno detto ripetutamente che gli uomini bomba suicidi erano ?stranieri?. E potrebbero esserlo. Ma possiamo avere qualche identità, qualche nazionalità? Il segretario alla Difesa degli USA, Donald Rumsfeld, ha comunicato che centinaia di combattenti ?stranieri? attraversano i bordi ?porosi? dell?Arabia Saudita.
La stampa degli USA l?ha ripetuto con cura. La polizia irachena continua ad annunciare di aver trovato i passaporti degli uomini-bomba, allora possiamo avere i numeri?
Stiamo entrando in un periodo scuro e sinistro della storia irachena. Ma un'autorità di occupazione che dovrebbe considerare la guerra civile come l'ultima prospettiva, continua a gridarci nelle orecchie ?guerra civile? e ciò mi preoccupa. Specialmente quando le bombe la rendono reale.
Robert Fisk é reporter per The Independent ed autore di Pity the Nation. Collabora anche a CounterPunch's hot new book, The Politics of Anti-Semitism.
(traduzione di comedonchisciotte.net)