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Discussione: Le vostre radici...

  1. #41
    sempre soccombente
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    Arrow Goyassel La Zucca in risposta al Sig. Wyatt Earp

    In origine postato da Wyatt Earp
    Mi intrometto nella discussione sopra...proprio quest'inverno ho fatto una ricerca sulla mia famiglia(ramo paterno),qua nel paese dove vivo.
    Bravo! Adesso ricostruisca quello materno...

    Basta andare(parlando per i paesi) nella parrochia e chiedere al prete il permesso di vedere i registri parrocchiali per fare una ricerca sulla propria famiglia.
    E' stato fortunato: non sempre i preti sono disponibili. Dio liberi!

    Sono riuscito a risalire fino al 1785...tutti i registri degli anni prima sono stati bruciati dalle truppe napoleoniche.
    Adesso cerchi negli atti dei notaj attivi in quella zona e negli archivi delle parrocchie confinanti (che spesso riservano graditissime sorprese!).

    E' una ricerca davvero interessante che consiglio a tutti:-)
    Faccio Mio quanto da lei scritto.

  2. #42
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    Predefinito Re: Re: Re: Ennesimo intervento di quel ributtante ciarlatano di Goyassel La Zucca

    In origine postato da Goyassel La Zucca
    Gentile Sig. Orso Brrrrr,
    la cosa è semplicissima, l’ho detto; semplicissima, ma un po’ lunga e, per certi versi, forse nojosa. Bisogna avere tempo, tanto tempo a disposizione. Tempo, pazienza e fantasia.

    Tento di spiegare in due parole quello che lei chiama il Mio “metodo d’indagine”. Poi Mi soffermerò in altra sede su esempi pratici di ricerca e di organizzazione dei dati raccolti.

    Si principia - prima d'andare in archivio - con i ricordi di famiglia: si interpellano i parenti più vecchi, quelli che hanno più cose da raccontare, si chiedono informazioni, nomi, date, aneddoti; è da lì che si deve sempre partire per non brancolare nel bujo; certamente non sempre le notizie tramandate dalle famiglie sono attendibilissime: spesso le informazioni sono approssimative, sbiatite… alcuni fatti “scomodi” o comunque poco graditi vengono rimossi (più o meno volutamente) o fortemente edulcorati. Tuttavia è sempre meglio partire con alcuni dati che cominciare così, alla cieca, senza sapere dove sbattere la testa.

    Poi, annotato tutto ciò che si può annotare dai parenti, ci si rifà ai documenti e agli oggetti di casa: anche quelli sono molto utili; in primo luogo la corrispondenza (lettere familiari, lettere d’amore, lettere d’affari, lettere dal fronte ecc…), poi agende e agendine varie, libri della contabilità, appunti, mappe delle proprietà, antiche foto, ritratti a olio, effetti personali, cifre ricamate sulla biancheria, cifre scolpite sui mobili o riportate sui bicchieri…ecc…
    Si va al cimitero, si osservano le tombe, le iscrizioni presenti sulle cappelle, si annotano date, si annotano eventuali indicazioni di professione o di paternità (FU GIUSEPPE, tanto per intenderci), si osservano i busti, le foto apposte sulle lapidi… ecc…

    Qualcosa d’interessante, sempre nella fase preparatoria (quella cioè di raccolta di dati alla rinfusa), si può anche trovare sui libri di storia locale, soprattutto nel caso di antenati vissuti in piccoli centri: aneddoti, storie di famiglie, elenchi di sindaci e di personaggi illustri, rassegne di coloro che esercitarono determinate professioni.
    Testi fondamentali sono poi i varî nobiliari: dalla monumentale enciclopedia dello Spreti (Prof. Teognide, se Mi legge, batta un colpo!) al blasonario del Di Crollalanza (dove, tra l’altro, non sono registrate soltanto le genealogie delle famiglie nobili, ma anche di quelle cosiddette “notabili”). Senza contare le varie rassegne di cognomi con ricostruzione dell’origine e analisi della diffusione in determinate aree geografiche; ci sono anche dei siti Internet a cui ci si può rivolgere: due tra tutti: uno è Gens.labo.net, citato anche dal Sig. Nirvana, che ricostruisce – attraverso gli elenchi telefonici – la diffusione dei cognomi in Italia, e Www.Ancestry.Com, con una grande banca-dati continuamente aggiornata.

    Finita la prima fase, si entra nel vivo della ricerca, che poi il momento più esaltante e anche più lungo: siamo alla fase degli archivi pubblici: ufficio dello stato civile e anagrafe dei comuni di residenza degli antenati (questo per l’epoca post-unitaria: atti di nascita, di matrimonio, di morte, stati di famiglia...), archivi parrocchiali (utilissimi, quando ci sono, gli stati delle anime, veri e proprî censimenti della popolazione realizzati annualmente dai parroci del passato), archivi di stato (dove spesso sono conservati registri dello stato civile di età pre-unitaria, censimenti, fondi relativi alle corporazioni religiose soppresse… ecc.) , archivi notarili, archivi arcivescovili (in alcune città, presso l’archivio arcivescovile, sono raccolti, in copia, i registri parrocchiali di tutte le chiese della diocesi), archivi dei cimiteri (ogni cappella gentilizia ha il suo fascicolo). Un bel divertimento.

    Fare ricerche genealogiche, non significa solo trovare aridamente i nomi degli antenati, la loro professione, la loro data di nascita e di morte: significa anche cercare di immaginare il tipo di vita che hanno fatto, i loro gusti, le loro abitudini, le loro idee; e qui, oltre alla corrispondenza di casa, entrano in gioco tutta una serie di altri documenti: gli atti notarili che documentano l’acquisto delle proprietà ci possono dare un’idea delle "scelte" dei nostri avi, delle persone con cui si trovarono a intrattenere rapporti di affari e i nomi di eventuali procuratori degli antenati sono dati altrettanto preziosi; altra fonte interessante: i giornali e giornaletti d’epoca. Basti pensare a quei periodici di cronache mondane che circolavano alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento in molte città italiane: spesso vi si può trovare l’annuncio di una nascita o di un battesimo, oppure un necrologio (magari accompagnato da patetici acrostici o da pretenziosi epigrammi funerari), l’annuncio di una laurea, di un fidanzamento, di un matrimonio; per non parlare delle stesse cronache nuziali, dove venivano puntualmente elencati i nomi degli inviati e passati in rassegna i regali donati agli sposi da parenti e amici ecc…

    Ovviamente è sempre opportuno ricordare che anche le fonti storiche o pseudo-storiche non sono vangelo e che vanno lette e interpretate con un po’ di cervello: non sempre ciò che si trova riportato è attendibile, non sempre è esatto (frequentissimi sono gli errori di registrazione di nomi o cognomi nei registri civili o religiosi, frequenti gli accomodamenti).

    Senza contare, tanto per dirne una, che all’anagrafe, gli adulteri non sono certo registrati: i figli concepiti da donne sposate con i loro amanti e poi attribuiti agli ignari consorti non sono mai registrati come tali, è ovvio; dei figli che mariti di mogli sterili concepirono con le loro cameriere e che poi attribuirono – per salvare le apparenze – alle loro consorti, tanto per dirne un’altra, non si sa nulla: gli archivi, queste cose, non le dicono… per non parlare dei neonati sostituiti in culla, rapiti, nati da donne violentate e poi riconosciuti da padri putativi ecc… La ricostruzione che verrà fuori da ricerche fatte attraverso materiale d’archivio o attraverso altri documenti sarà inevitabilmente molto molto approssimativa.

    Una raccomandazione per chi si mette a fare ricerche di questo tipo: mai impuntarsi su un particolare, mai perdere tempo ostinandosi a cercare per mari e per monti quello che si vuole trovare; spesso, prendendo un antico registro, e sfogliandolo “a caso”, dalla prima all’ultima pagina, cercando di annotare tutto ciò che in qualche modo può essere utile o può avere una qualche attinenza con i nostri avi o con le famiglie per un verso o per l'altro imparentate con essi, si trovano molte più informazioni e molti più agganci. Me lo insegna l’esperienza.

    Sull’organizzazione e sull’utilizzo dei dati raccolti, parlerò altrove.

    Sono in piedi dalle cinque meno un quarto e voglio andare a letto. Chiedo scusa sin d'ora a coloro che troveranno caotico e sconclusionato il Mio messaggio.

    Saluti!


    G.L.-
    ------------------------------------------------------------
    Caro Goyassel La Zucca,
    Se tu mi chiami Sig. e io insisto nel darti del tu, mi fai sentire un verme.
    Poichè tutto accetto volentieri di essere, tranne che un verme (i vermi, specie i lombrichi, sono degli esseri indubbiamente utili per la fertilità del terreno, però son sempre dei "senza osso"... ), ti pregherei di non esitare a darmi del tu.
    Fatta questa premessa, ti voglio ringraziare per la piacevole lettura del tuo post e per aver dato, tra il serio e il faceto, una miriade di consigli solo utili a chi ne fosse interessato.
    Ti auguro la buona notte.

  3. #43
    email non funzionante
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    Credo che arrivare ai bisnonni dei nonni, ottenendo informazioni anche limitate e parzialmente attendibili, non sia un'impresa impossibile interpellando anche solo la memoria dei nostri "vecchi". Certo si arriverebbe, diciamo, al massimo a inizio del 1800, più o meno dove è arrivato Orso, ed è già un buon albero genealogico. Per andare oltre bisogna, come suggerisce Goyassel, avere tanta pazienza e disponibilità a rompere le scatole, sapendo anche che ricostruire un albero significa giungere di volta in volta a livelli genealogici più complessi raddoppiandosi il numero dei cari avi estinti da rintracciare.

  4. #44
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    In origine postato da ZENA
    Credo che arrivare ai bisnonni dei nonni, ottenendo informazioni anche limitate e parzialmente attendibili, non sia un'impresa impossibile interpellando anche solo la memoria dei nostri "vecchi". Certo si arriverebbe, diciamo, al massimo a inizio del 1800, più o meno dove è arrivato Orso, ed è già un buon albero genealogico. Per andare oltre bisogna, come suggerisce Goyassel, avere tanta pazienza e disponibilità a rompere le scatole, sapendo anche che ricostruire un albero significa giungere di volta in volta a livelli genealogici più complessi raddoppiandosi il numero dei cari avi estinti da rintracciare.
    -------------------------------------------
    Vorrai dire Wyatt Earp...
    Io non ho ancora cominciato e me la vedo brutta:
    Ti dico perchè:
    1) I miei omonimi sono ridotti a poco più di un centinaio, pur trattandosi di famiglie prolifiche con mortalità nella norma.
    2) Il 20 % circa è sparso tra Lombardia e Piemonte, la rimanenza è in Veneto
    3) I miei omonimi sono tipi che girano: ce n'è più in Argentina che qua e persino in Brasile e negli USA.
    4) E' vero che i registri anagrafici o dei battesimi dei nati qua non posono essere all'estero, ma è anche vero che il numero ridotto di presenze mi fa pensare ad una provenienza austro-tedesca dei miei avi, essendo la radice del mio cognome di assai probabile provenienza da paesi di lingua tedesca.
    5) Penso che non riuscirò ad arrivare oltre il periodo del Lombardo-Veneto e... quasi quasi ci sono già per ricordi tramandati.

  5. #45
    il merovingio
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    50% Oltrepo' Pavese (da parte materna)
    50% bassa ravennate (zona di Lugo, da parte paterna)

    Non ho notizie di parenti o avi al di fuori di queste zone.

  6. #46
    Autarchia Europea
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    100% Reggio Calabria

  7. #47
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    Nonni materni:
    Guardia Piemontese , enclave valdese d'origine piemontese in provincia di Cosenza , probabili ascendenze occitane.
    Fairmount , una decina di kilometri a ovest di Syracuse , Stato di New York.
    La comunità occitana in Calabria
    Occitani di Guardia

    Nonni paterni:
    Valfontane , nell'Istria nordoccidentale , allora sotto l'Austria-Ungheria , poi Italia , poi Yugoslavia , ora Croazia , domani Italia di nuovo.
    Momiano , Istria del nord-ovest
    lontane ascendenze con nobili decaduti
    la Torre di Momiano di certi conti miei avi , ormai è un rudere


    Pensate ai vostri avi , pensate ai posteri Tacito Agricola 32

  8. #48
    PADANIA LIBERA!
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    Predefinito Re: Goyassel La Zucca in risposta al Sig. Wyatt Earp

    In origine postato da Goyassel La Zucca
    Bravo! Adesso ricostruisca quello materno...

    SCRIVO IN MAIUSCOLO PER "DISTINGUERMI" DA LEI.
    APPENA AVRO' TEMPO LO FARO'.HO GIA' PARLATO COL PRETE DEL PAESE DI MIA MADRE CHE SI E' DETTO DISPONIBILE.E LI I REGISTRI ARRIVANO FINO AL 1600!


    Adesso cerchi negli atti dei notaj attivi in quella zona e negli archivi delle parrocchie confinanti (che spesso riservano graditissime sorprese!).

    NON SERVIREBBE.PRIMO PERCHE' ANCHE NEI PAESI VICINI I REGISTRI ARRIVANO AL 1785 E IN OGNI CASO NON "MANCA" NESSUNO,SONO TUTTI NATI E MORTI QUA.

    Faccio Mio quanto da lei scritto.

  9. #49
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    FUORI DA PORTA CICCA, LUNGO CORSO SAN GOTTARDO...
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    2/4 pugliesi (provincia di Bari)
    2/4 lombardi (provincia di Varese e Milano)

  10. #50
    Viribus Unitis
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    Predefinito Re: Le vostre radici...

    In origine postato da ZENA
    ...In base alla provenienza regionale dei vostri bis-nonni. Come si suddividono? Per quanto mi riguarda:

    Per metà emiliano
    Per 3/8 ligure
    Per 1/8 romagnolo
    50% siciliano
    50% laziale...



 

 
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